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24 Settembre 2026
Bedin (Lega-LV): “Sindaci baluardo di legalità: conoscenza dell’italiano è minimo sindacale per cittadinanza”
Venezia, 24 settembre 2026 “La decisione di sospendere il giuramento per la cittadinanza italiana a una persona che ha dimostrato di non comprendere e non saper parlare minimamente la nostra lingua è una scelta sacrosanta. La lingua è requisito fondamentale per la cittadinanza, il primo e più importante strumento senza il quale non è pensabile l’integrazione. Ora basta cittadinanze facili”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del gruppo Lega-LV, Giorgia Bedin, che aggiunge: “I sindaci non sono semplici passacarte o burocrati deputati a mettere un timbro cieco su un documento. I primi cittadini rappresentano il primo, fondamentale baluardo di legalità sul territorio. Davanti a un atto di eccezionale importanza e valore sacro come il conferimento della cittadinanza, hanno il pieno diritto e il preciso dovere di verificare che sussistano le condizioni reali per l'integrazione. Giurare fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione senza capire una sola parola di ciò che si sta pronunciando svuota di significato l'essenza stessa dell'essere italiani”. “Questo episodio - continua Bedin - dimostra che non possiamo più permetterci zone d'ombra. È urgente e necessaria una riforma legislativa che colmi questo vuoto, introducendo una norma chiara e stringente a livello nazionale che dia ai sindaci gli strumenti legali per bloccare queste procedure qualora manchino i requisiti minimi di comprensione linguistica e culturale. La Lega non farà mai un solo passo indietro su questo principio. Diventare cittadini italiani non è un diritto acquisito ma va meritato rispettando dei doveri. Tra questi, la conoscenza della lingua della comunità che ospita è il primo, il più basilare”. “Chi vuole far parte della nostra comunità deve dimostrare nei fatti di volerlo e di poterlo fare. Difenderemo sempre l'operato dei nostri amministratori che, con coraggio e buonsenso, tutelano la dignità della nostra Nazione”, conclude il consigliere Bedin.
24 Settembre 2026
Cure palliative, associazioni e amministratori a Palazzo Ferro Fini. Mosco (Stefani Presidente): “Quando non si può più guarire, si può ancora curare. Nessuna famiglia deve sentirsi sola”
Una casa, un letto comparso in soggiorno e una flebo appesa, per necessità, al manico di una scopa. È un’immagine che racconta l’amore di una famiglia, insieme alla paura e alla solitudine che possono accompagnare la malattia. Le cure palliative entrano in quella casa portando assistenza, competenza e un messaggio fondamentale: non siete più soli». Lo dichiara il Consigliere regionale Eleonora Mosco, Vicepresidente del gruppo Stefani Presidente e componente della Quinta Commissione, in occasione dell’incontro svoltosi a Palazzo Ferro Fini per presentare agli amministratori locali la realtà del Coordinamento Veneto della Federazione Cure Palliative e delle associazioni che ne fanno parte. All’appuntamento sono intervenuti, anche in collegamento da remoto, Stefano Bellon, per il Coordinamento Veneto delle associazioni aderenti alla Federazione Cure Palliative; Alessia Turlon, per l’associazione L’Isola che c’è; Cristina Fonso, per CEAV – Cancro e Assistenza Volontaria; Alberto Borin, per l’Associazione Valentina Penello ETS, e Serena Occhipinti, che ha portato la testimonianza diretta di un familiare. Presenti numerosi sindaci, assessori e rappresentanti delle amministrazioni locali. «Ringrazio la Federazione Cure Palliative, Stefano Bellon, tutte le associazioni, i professionisti, i volontari e gli amministratori che hanno partecipato. Il loro lavoro dà un volto concreto alla vicinanza: accompagna i bambini e gli adulti con patologie inguaribili, sostiene le famiglie, offre assistenza domiciliare, supporto psicologico, trasporti, ausili e accompagnamento nel lutto». Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza di rafforzare la conoscenza delle cure palliative e il collegamento tra Comuni, associazioni e rete sanitaria. «Quando arriva una malattia, la prima domanda di una famiglia è: a chi possiamo rivolgerci? Il senso di questo incontro è aiutare quella domanda a trovare una risposta. Molte persone non accedono alle cure palliative perché non conoscono i servizi disponibili. Sindaci, assessori e consiglieri comunali rappresentano un punto di riferimento prezioso per far circolare le informazioni e avvicinare le famiglie alla rete di assistenza». In Veneto il bisogno di cure palliative riguarda circa 40 mila persone e la rete domiciliare conta 48 punti di erogazione, con una copertura estesa a tutti i distretti. L’obiettivo regionale è raggiungere almeno il 90 per cento del fabbisogno entro il 2028. La delibera che la Giunta si appresta a varare prevede il passaggio da 61 a 88 milioni di euro nel prossimo triennio: 27 milioni in più, attraverso risorse vincolate alle cure palliative, per rafforzare hospice, équipe domiciliari e personale formato. «Le cure palliative significano controllo del dolore e dei sintomi, ascolto, continuità assistenziale e tutela della dignità della persona. Devono arrivare prima, leggere i bisogni e accompagnare il paziente e la famiglia lungo il percorso della malattia. Anche il nuovo hospice pediatrico di Padova segue questa direzione: offrire ai bambini più fragili e ai loro familiari cura, competenza e tenerezza». «Prendersi cura di una persona significa sostenere anche chi le rimane accanto. Il nostro obiettivo è tutelare la dignità della vita, sempre e con ogni mezzo. Vorremmo che nessuna famiglia fosse costretta a inventarsi da sola ciò che una comunità può offrirle. Una comunità si prende cura davvero quando la vicinanza diventa presenza. Questa è la presenza che, insieme alle associazioni, ai professionisti, ai volontari e agli amministratori, vogliamo rendere sempre più forte».
24 Settembre 2026
Presentato “Ottobre Rosa” 2026. Lanzarin (Lega-LV): “Con Andos, le iniziative sul territorio regionale per il mese dedicato alla prevenzione del tumore alla mammella”
Venezia, 23 settembre 2026 Il presidente della Quinta commissione del Consiglio Veneto, Manuela Lanzarin (Lega-LV), ha presentato oggi a Venezia, a palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa regionale, le iniziative promosse dall’Associazione nazionale donne operate al seno - Andos. Ottobre Rosa, legate a “Ottobre rosa”, mese dedicato alla prevenzione del tumore alla mammella in occasione del quale Andos propone ogni anno un programma di iniziative che abbraccia il territorio del Veneto. “Ottobre Rosa - ha ricordato il presidente Lanzarin - è una grande opportunità per fare prevenzione e per divulgare l’importanza di non sentirsi mai sole se la malattia è stata diagnosticata. Un supporto importante viene da chi opera in questo settore: si tratta di professionisti e volontarie che sanno orientare nel percorso di cura e guarigione. Andos, infatti, sostiene le donne operate al seno dando sostegno nel post-operatorio, creando opportunità d’ascolto, di relazione, ed in generale è disponibile per approfondire i bisogni di chi desidera informazioni anche sulle modalità di accesso ai servizi e alle prestazioni. La proposta di screening, rivolta a tutte le donne residenti in Veneto di età compresa tra i 45 e i 74 anni, ha cadenza biennale ed è gratuita: coglierla è un’ottima opportunità per pensare alla propria salute ed agire per tutelarla. Nel 2025 sono state 290.307 le donne che vi hanno aderito, mentre erano state 275.971 nel 2024 quanto lo screening era rivolto alle donne dai 50 ai 74 anni. Nel 2025, le donne invitate ad un approfondimento diagnostico sono state 13.659, tra queste sono stati diagnosticati 1.875 tumori, di cui 1.277 in stadio precoce. Le nuove diagnosi di tumore della mammella, nelle donne residenti in Veneto, sono state pari a 5.165 casi. Alcuni studi suggeriscono che ogni euro speso in prevenzione genera un ritorno di 14 euro per l’economia della salute e dell’assistenza sociale: se non vogliamo limitarci a fare un calcolo matematico e pensiamo a noi ed ai nostri familiari, si può dire che la prevenzione allunga la vita e ne migliora la qualità. Negli ultimi tre anni, quindi, tre donne su quattro hanno aderito allo screening alla mammella, ossia il 76% delle persone chiamate. Ora, l’obiettivo è quello di ampliare la platea; per questo, le iniziative dell’Ottobre rosa sono importanti perché possono contribuire a diffondere il messaggio di fare prevenzione per la propria salute e per le persone a noi care. La prevenzione non ha genere, la cultura della prevenzione deve iniziare in tenera età, imparando i sani stili di vita, prevenzione è anche aderire agli screening cogliendo la proposta di promozione della salute. Un ringraziamento particolare va a Isabella Frigo, presidente del Comitato dell’ovest vicentino di Andos, che ci ha dato la possibilità di far conoscere le iniziative dell’associazione: è la forza delle organizzazioni di volontariato, il cui ruolo è riconosciuto dal sistema sanitario che vi collabora strettamente, con giornate come questa, in incontri convegni ed anche con programmi di supporto per pazienti oncologiche volti al recupero psico fisico durante e dopo la malattia”. Il Veneto, oltre alla prevenzione, offre cure - ha aggiunto Lanzarin - attraverso un modello assistenziale altamente qualificato, finalizzato alla diagnosi, cura e riabilitazione psicofisica delle donne affette da carcinoma mammario. Nei Centri hub, gli Stroke Unit, la gestione del percorso diagnostico terapeutico della paziente, con sospetta neoplasia o neoplasia accertata della mammella, viene affidata ad un gruppo multidisciplinare di esperti con esperienza specifica in ambito senologico, questa presa in carico è assicurata nel tempo attraverso il follow-up delle donne operate. Ottobre è il mese internazionale dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione contro il tumore al seno, segniamoci gli appuntamenti suggeriti da Andos, adottiamo sani e corretti stili di vita, curando l’alimentazione e contrastando la sedentarietà, aderiamo con fiducia alle campagne di screening proposte dalla nostra Azienda Sanitaria. Andos, in questa occasione, è rappresentata, oltre che dal Comitato dell’Ovest vicentino, anche da quello di Rovigo, San Donà di Piave e Verona: un ringraziamento alla presidente Maria Stella Laveneziana, del comitato veronese, e a tutte le volontarie per aver dedicato il loro tempo e la loro passione a questo progetto. Ringrazio infine il dott. Graziano Meneghini che è consulente scientifico dell’associazione”. “Siamo operativi dal 1998 come organizzazione di volontariato senza scopo di lucro - ha ricordato Isabella Frigo, Presidente del Comitato dell’ovest vicentino - e offriamo un percorso integrato di supporto alle donne operate al seno nella provincia di Vicenza. L’obiettivo è garantire una presa in carico completa, accompagnando le persone nel percorso di cura postoperatorio attraverso servizi gratuiti che includono il supporto psicologico (anche per i caregiver), il trasporto verso gli ospedali e attività legate alla fisioterapia e alla cura del sé. Oggi conta oltre 1.400 associate e volontari che operano nell’area dell’Ulss 8 Berica, coprendo quasi sessanta comuni e raggiungendo una popolazione di circa 500mila abitanti. Ottobre Rosa 2026 vede coinvolti 26 comuni della provincia di Vicenza, con 41 appuntamenti su 4 macroaree tematiche: sono in programma serate informative su prevenzione e nutrizione, sette eventi dedicati all’importanza dell’attività fisica, come ad esempio le Camminate in rosa, eventi divulgativi che vanno oltre il tumore al seno su richiesta delle diverse amministrazioni comunali, con serate dedicate ad altre neoplasie, ampliando in funzione degli interessi della popolazione, oltre a sette eventi dedicati al tema “Passioni come cura”, dedicati all’arte e al teatro”. “Il nostro logo è la rondine, che rappresenta la rinascita - ha sottolineato Maria Stella Laveneziana, presidente del Comitato Andos di Verona - e come Andos Verona saremo presenti con 33 eventi, in maniera capillare, tra le donne, le famiglie, il mondo del lavoro. Apriremo il mese con l’illuminazione in rosa dell’Area di Verona, il 1’ ottobre. Uno dei nostri obiettivi è che anche in Veneto, come in Piemonte e in Lombardia, sulla scorta di analoghe esperienze inglesi, possa partire un progetto pilota in cui la “ricetta culturale” possa essere prescritta dai medici, una “ricetta rosa” che consente di accedere ai musei, ai concerti e ad altre iniziative culturali. Con le nostre attività, la rinascita di esprimerà attraverso il ballo, la danza, oppure con momenti di bellezza o altri legati a manifestazioni religiose. Andos Verona offre per il mese di ottobre, in accordo con le direzioni sanitarie, un servizio di prenotazione dello screening a Borgo Roma, Borgo Trento, San Bonifacio e Negrar: spiegheremo alle donne che possono rivolgersi e a noi e alle nostre volontarie”. “Sabato 26 settembre - ha ricordato Debora Ghirardello per il Comitato di Rovigo - daremo inizio all’Ottobre Rosa a Rovigo, nella Sala della Gran Guardia. Quest’anno per ANDOS Rovigo è un appuntamento particolarmente significativo, perché il nostro comitato compie 40 anni. Il 2 ottobre, invece, saremo impegnati in una camminata insieme ai ragazzi di Enaip: è un progetto che coinvolge direttamente i giovani e gli studenti, perché crediamo sia importante portare anche nelle scuole la cultura della prevenzione”. “La Camminata Rosa - ha aggiunto Giada Codo, sempre per il Comitato Andos di Rovigo - coinvolgerà circa 350 studenti, insieme ai loro formatori, in quella che abbiamo chiamato “Pink Street Parade”. Sarà un momento di condivisione e di sensibilizzazione, accompagnato anche da una colonna sonora dedicata, per portare il messaggio della prevenzione tra i giovani attraverso un linguaggio che possa essere vicino a loro”. “Andos colora ottobre di rosa” - ha ricordato Ivana Dedin, per il Comitato di San Donà - è il titolo che abbiamo dato al nostro ciclo di iniziative. Per Andos, presente a San Donà da 12 anni, prendersi cura di sé significa prendersi cura anche degli altri; è fondamentale portare la prevenzione e la cultura della salute nei luoghi della comunità, creare occasioni di incontro, ascolto e informazione, valorizzare movimento e attività condivise come strumenti di benessere, e rafforzare la rete tra Andos, istituzioni, associazioni, professionisti e cittadinanza. Tra gli appuntamenti significativi, quello di domenica 11 ottobre, in Galleria Bortolotto, con la Fiera del BenEssere e del BenStare, una giornata aperta alla cittadinanza con banchetti informativi per conoscere attività, servizi e opportunità, interventi di esperti per approfondire salute e benessere, e uno spazio di incontro per associazioni, professionisti e comunità. Da sottolineare anche la collaborazione con le realtà sportive del territorio, e in particolare gli appuntamenti di sabato 24 ottobre, per l’incontro con il Rugby San Donà e la cena sociale presso la loro Club House, e di domenica 25 ottobre, quando saremo presenti alla partita di campionato”. Presenti nella sala stampa anche il dottor Graziano Meneghini del Comitato Tecnico Scientifico di Andos nazionale, l’assessore regionale, Paola Roma, che ha ricordato “l’importanza della “prescrizione sociale”, ossia come le associazioni messe a sistema consentono di mettere assieme molte attività fondamentali per la cura e la prevenzione”, e i consiglieri regionali Anna Maria Bigon, Chiara Luisetto, Monica Sambo e Gianpaolo Trevisi (Partito Democratico), Alessia Bevilacqua (Lega-LV), Anna Leso (FdI), Sonia Brescacin (Gruppo misto) e Nicolò Rocco (Riformisti Veneti in Azione). Tutte le iniziative di “Ottobre rosa” sono disponibili nei siti internet dei comitati locali di Andos.
23 Settembre 2026
Solesino, aggressione al 118, Bedin (Lega-LV): “Sanitari presi a calci da un nordafricano già noto alle Forze dell’Ordine. Solidarietà al nostro personale medico”
Venezia, 23 settembre 2026 “Esprimo la mia più ferma e totale condanna per il gravissimo episodio di violenza verificatosi nella notte tra sabato e domenica a Solesino, dove l'equipaggio di un'ambulanza del 118 è stato brutalmente aggredito da un cittadino nordafricano, già noto alle Forze dell'Ordine, mentre svolgeva il proprio servizio di soccorso”. Con queste parole la consigliera regionale Giorgia Bedin (Lega-Liga Veneta) interviene fermamente a seguito degli ultimi sviluppi di cronaca. “La violenza non può mai essere tollerata, in nessuna forma e per nessun motivo, e lo è ancora meno quando colpisce chi dedica la propria vita alla cura e alla sicurezza del prossimo, o quando si riversa all'interno di strutture delicate come il nostro ospedale di Schiavonia. Il personale medico e sanitario – commenta Bedin - rappresenta una risorsa fondamentale del nostro territorio e della nostra società: donne e uomini a cui dovremmo rivolgere il nostro ringraziamento quotidiano per lo straordinario sforzo, la professionalità e l'umanità con cui operano ogni giorno a favore della nostra comunità. Aggredire un operatore sanitario – conclude Bedin - significa colpire al cuore il sistema di protezione sociale e civile di cui tutti beneficiamo. Tutta la mia vicinanza e solidarietà ai sanitari coinvolti”.
23 Settembre 2026
Bedin (Lega-LV): “Offese in TV a Federica Pietrogrande: dai rappresentanti politici serve l’esempio. Rispetto per le donne”
Venezia, 23 settembre 2026 “Esprimo la mia totale e incondizionata solidarietà a Federica Pietrogrande, segretaria della Lega di Padova, vittima di un attacco verbale vergognoso e intollerabile durante una trasmissione televisiva. Parole vergognose, la sinistra condanni senza riserve”. Lo dichiara in una nota Giorgia Bedin, consigliera regionale (Lega-Liga Veneta), commentando le offese e il body shaming rivolti a Federica Pietrogrande da Roberto Tuninetti, vicepresidente della cooperativa Levante e rappresentante di Sinistra Futura. “Quanto accaduto ieri sera su Telenuovo – spiega Bedin - va ben oltre il legittimo, seppur aspro, confronto politico. Apostrofare una donna come ‘sciocchina’, deriderla e arrivare a storpiarne il nome con volgari riferimenti all'aspetto fisico rappresenta una forma di violenza verbale e di misoginia che non può trovare alcuna cittadinanza nel dibattito pubblico. I rappresentanti politici e sociali di ogni schieramento dovrebbero essere i primi a dare l'esempio, promuovendo il rispetto fondamentale verso le donne e condannando categoricamente ogni forma di prevaricazione e denigrazione”. “È decisamente paradossale e singolare – continua Bedin – che una simile violenza provenga da un esponente che teoricamente rappresenta un'area politica che si professa costantemente paladina dell'inclusione, del rispetto e della tutela della dignità umana. Quella stessa sinistra moralizzatrice, sempre pronta in prima linea a salire in cattedra e a dare lezioni di bon ton e diritti a targhe alterne, ha oggi il dovere morale e politico di condannare con fermezza questa vicenda, senza ambiguità o silenzi di comodo”. “Il corpo delle donne non è e non sarà mai un argomento di dibattito o uno strumento di delegittimazione politica. A Federica va il mio abbraccio: non saranno questi attacchi personali a fermare la nostra azione sul territorio e la forza delle nostre idee”, conclude Bedin.
23 Settembre 2026
Associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan (U.T.A.)’ di Romano d’Ezzelino. Martini (Stefani Presidente): “Ha assicurato un futuro a tanti bambini africani affetti da poliomielite, trasformando la solidarietà in aiuto concreto”
Venezia, 23 settembre 2026 Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Morena Martini (Stefani Presidente) ha presentato le attività dell’associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan (U.T.A.)’ di Romano d’Ezzelino (VI), organizzazione benefica, laica, autonoma e apartitica, impegnata nella cooperazione umanitaria attraverso la raccolta di fondi a sostegno degli ospedali missionari dei Fatebenefratelli di Afagnan (Togo) e Tanguiéta (Benin), in Africa occidentale. “Oggi ripercorriamo una lunga storia di volontariato che dura da trent’anni: quella svolta dall’associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan (U.T.A.)’ di Romano d’Ezzelino, che ho la fortuna di conoscere fin da quando essa è nata – ha affermato il consigliere regionale Morena Martini – U.T.A. ha rappresentato una parte importante della mia vita e ha segnato tappe significative della mia crescita umana. L’associazione è stata costituita con il desiderio di sconfiggere la poliomielite e, in gran parte, ci è riuscita. Da subito si è impegnata per aiutare i bambini a rimettersi in piedi, perché in molte realtà africane un bambino può costruire il proprio futuro solo se riesce a camminare con le proprie gambe. Sono state eseguite numerose operazioni e forniti aiuti e sussidi indispensabili per restituire autonomia e dignità a tante piccole creature. In seguito, U.T.A. ha continuato a sviluppare soluzioni in ambito sanitario, contribuendo alla realizzazione di ospedali, dispensari e strutture nelle quali le madri hanno imparato la marsupioterapia, una pratica che ha permesso di salvare molti bambini nati prematuramente, riducendo significativamente il numero dei decessi. Tutto questo è stato possibile grazie anche all’impegno di Padre Fiorenzo Prioli, la cui attività è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che ha saputo conquistarsi il rispetto anche dei non credenti, senza dimenticare l’impegno dei missionari dei Fatebenefratelli, che operano e sono presenti stabilmente in alcune delle regioni più povere dell’Africa. Accanto a loro, un ruolo fondamentale è svolto da tantissimi volontari, credenti e non credenti, che hanno però tutti riposto fiducia nel valore dell’associazione e nella sua capacità di trasformare la solidarietà in aiuto concreto, destinando all’Africa tutto ciò che viene raccolto. Fornisco infatti un dato significativo: il 97 percento di quanto raccolto da U.T.A. arriva in Africa; solo il 3 percento viene trattenuto per spese di normale gestione e per l’invio dei container. Per questo, U.T.A. è un’associazione assolutamente credibile che merita aiuto e sostegno.”
22 Settembre 2026
Marmomac, Rigo (Lega): “I 60 anni della fiera esaltano Verona e il suo indotto. Sosteniamo le nostre aziende per competere a livello internazionale”
“L'inaugurazione della 60ª edizione di Marmomac non è solo un traguardo storico che consacra Verona come la capitale mondiale della pietra naturale e delle tecnologie di lavorazione. Ma è anche la conferma di come questo sia un evento assolutamente imperdibile per l'intera filiera lapidea globale”. Lo dichiara il consigliere regionale veronese del gruppo Lega – Liga Veneta, Filippo Rigo, sottolineando la rilevanza internazionale dell'appuntamento scaligero. "Parliamo di un punto d'incontro unico – prosegue il consigliere Rigo – dove l'eccellenza della materia prima sposa l'innovazione dei macchinari e del design. Eventi di questa portata internazionale non solo valorizzano il nostro territorio, ma danno un prestigio immenso al nostro Made in Italy." "Sessant'anni di storia sono il riflesso di un tessuto produttivo eccezionale, che vede nella Valpolicella il cuore pulsante del distretto del marmo. Dietro a questa manifestazione c'è l'indotto fondamentale delle nostre imprese, fatte di artigiani, imprenditori e lavoratori che rappresentano un valore aggiunto straordinario per l'economia veronese e nazionale. Proprio per questo, – conclude l'esponente della Lega - Liga Veneta, Filippo Rigo – la priorità assoluta delle istituzioni deve essere quella di sostenere attivamente le nostre imprese, fornendo loro tutti gli strumenti economici e normativi necessari per competere al meglio e da leader sui mercati globali”.
22 Settembre 2026
Olivicoltura, Mosco (Stefani Presidente): “Presentato a Palazzo Santo Stefano a Padova, il ‘Biodistretto in Frantoio’. Con l’osservatorio la Regione rafforza il sostegno ai produttori”
Venezia, 22 settembre 2026 “Coltivare un oliveto sui Colli Euganei significa produrre qualità, custodire il paesaggio e tramandare un sapere antico. Dietro ogni bottiglia di olio ci sono famiglie, imprese e giovani che ogni giorno investono nel territorio: la Regione del Veneto è al loro fianco, perché l’olivicoltura rappresenta un patrimonio che unisce economia, biodiversità e identità”. Lo dichiara la consigliera regionale Eleonora Mosco, Vicepresidente del gruppo Stefani Presidente, intervenuta a Palazzo Santo Stefano alla presentazione de “Il Biodistretto in Frantoio”, iniziativa in programma domenica 27 settembre, a partire dalle 15.30, al Frantoio di Valnogaredo, a Cinto Euganeo. “Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il vicepresidente della Provincia di Padova Michele Sigolotto, il presidente del Biodistretto dei Colli Euganei Marco Sambin, il titolare del Frantoio di Valnogaredo Filippo Barbiero e il presidente del Consorzio di tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva Veneto DOP Giancarlo Bonammini. Al centro dell’appuntamento ci sarà il tema dell’innovazione e della sostenibilità del comparto olivicolo, con particolare attenzione al nuovo Osservatorio Olivicolo Veneto, istituito con la legge regionale n. 9 del 1° luglio 2026”, commenta Mosco. “In Veneto abbiamo circa cinquemila ettari di oliveti e oltre 4.100 produttori, in gran parte piccole realtà familiari. Con l’Osservatorio la Regione rafforza la propria vicinanza a chi coltiva e si prende cura della nostra terra. Mappare gli oliveti, monitorare lo stato fitosanitario, censire i conduttori, perché oggi solo il 65% degli olivicoltori risulta censito tramite fascicolo aziendale, e non si può sostenere ciò che non si conosce. L’Osservatorio schederà anche gli oliveti storici e monumentali, quelli che portano incisa la memoria di chi li ha piantati generazioni fa. E lavorerà per il recupero degli oliveti abbandonati, per la formazione tecnica, e per lo sviluppo dell’oleo turismo”, prosegue Mosco. “In Veneto sta crescendo in modo straordinario: da 5 aziende nel 2022 a 45 nel 2025. Un turista che cammina tra gli olivi, che entra in un frantoio, che assaggia l’olio insieme a chi lo produce, non sta solo comprando un prodotto: sta comprando un pezzo della nostra storia”, sottolinea Mosco. “Il recupero degli oliveti abbandonati, la valorizzazione di quelli storici, la formazione e lo sviluppo dell’oleo turismo rappresentano opportunità concrete per le nostre imprese e per i territori. Vogliamo accompagnare i produttori nel loro lavoro e creare nuove prospettive anche per le giovani generazioni. Chi pianta un olivo pensa a chi verrà dopo: le istituzioni devono essere presenti e sostenere questa fiducia nel futuro. L’appuntamento del 27 settembre riunirà produttori, tecnici e rappresentanti delle istituzioni e comprenderà la visita al nuovo spazio produttivo del Frantoio di Valnogaredo, oltre a un momento dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio euganeo”, dichiara Mosco. “Ringrazio il Biodistretto dei Colli Euganei, il Frantoio di Valnogaredo, la Provincia di Padova, i produttori, gli enti coinvolti e Barbara Grosoli per il contributo all’organizzazione e alla comunicazione. Lavorando insieme possiamo dare forza alla filiera e offrire un futuro ai nostri Colli”, conclude Mosco.
22 Settembre 2026
Decima edizione festival ‘Baroque Experience’. Barbisan (Lega-LV): “Treviso al centro della musica barocca e classica. Importante anche il valore benefico e sociale, a favore dell’associazione ‘Per Mio Figlio’, impegnata a migliorare i servizi pediatrici ospedalieri.”
Venezia, 22 settembre 2026 Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il Capogruppo di Lega- LV, Riccardo Barbisan, ha presentato la decima edizione del festival ‘Baroque Experience’, nell’ambito delle attività portate avanti dalla Fondazione ‘Antiqua Vox’ di Ponzano Veneto (TV), che promuove e valorizza la musica antica e barocca, i suoi strumenti e il patrimonio che ne racconta la storia. “Treviso vanta un importante patrimonio organistico, non sempre conosciuto e valorizzato, che contribuisce a porre la città al centro della scena della musica barocca e classica – ha ricordato il Capogruppo Riccardo Barbisan, nell’introdurre la conferenza stampa - Grazie alla Fondazione ‘ Antiqua Vox’ e al festival ‘Baroque Experience’ abbiamo l’opportunità di far conoscere e valorizzare questo patrimonio, che rappresenta una ricchezza artistica e culturale ammirata e invidiata a livello internazionale. Il festival consente inoltre di accompagnare i visitatori alla scoperta di luoghi della città di Treviso, alcuni molto noti, altri più nascosti, ma ugualmente ricchi di storia e di valore. Ringrazio quindi i comuni di Treviso e di Asolo, gli organizzatori del festival e la Fondazione ‘Antiqua Vox’ per aver contribuito alla realizzazione di una kermesse che, oltre alla proposta culturale, assume anche un importante significato benefico a favore dell’associazione ‘Per Mio Figlio’, impegnata a migliorare i servizi pediatrici ospedalieri, esempio di integrazione tra il pubblico e il mondo del volontariato, il quale svolge un’attività indispensabile. Ricordo sempre, non a caso, che un veneto su cinque è impegnato nel volontariato.” “Con la decima edizione di ‘Baroque Experience’ sentiamo ancora più forte il desiderio di avvicinare la musica e l’arte alle persone, rendendo l’offerta musicale sempre più trasversale – ha spiegato il direttore artistico Giulio De Nardo - Troppo spesso la musica classica e antica viene percepita come qualcosa di lontano, difficile, troppo di nicchia. Vorrei invece accorciare questa distanza, creando occasioni per ascoltare, conoscere e lasciarsi incuriosire, anche attraverso incontri e percorsi che aiutino a capire il mondo, la storia e le persone da cui quella musica nasce. E tutto questo senza rinunciare alla qualità, anzi. Credo davvero che il compito del Festival sia proporre musica e cultura di alto livello trovando, però, nuovi modi per appassionare un pubblico sempre più ampio.” “E poi c’è Treviso, che non è semplicemente il luogo in cui il festival si svolge. Da trevigiano che ha studiato e lavora spesso all’estero, sento un legame fortissimo con la mia città e credo che Treviso debba essere parte viva di questo progetto – ha aggiunto Giulio De Nardo - Portare la musica nelle piazze, nei palazzi, nelle chiese e nei musei significa far incontrare il patrimonio della città con persone, storie e sensibilità diverse, creando un dialogo sempre più aperto e internazionale.” “La Fondazione è nata dalla mia passione per la musica classica e organistica in particolare – ha detto Claudio De Nardo, Presidente della Fondazione ‘Antiqua Vox’ – Con lo stile dell’imprenditore, ho dato vita ad ‘Antiqua Vox’, con l’obiettivo di dedicare un’attenzione particolare all’importante patrimonio di arte musicale che possiamo vantare a Treviso. Ma ho sempre sentito forte la responsabilità sociale propria dell’essere imprenditore, una figura che può fare molto per la comunità, restituendo qualcosa di quello che si è ricevuto, con lo spirito del mecenate, al di là del profitto, per realizzare il bello.” “La decima edizione del festival rappresenta un grande dono, per il quale vogliamo ringraziare la Fondazione ‘Antiqua Vox’, tutto lo staff e, in particolare, il signor De Nardo, che ha voluto omaggiarci di un concerto, in programma il 4 ottobre, alle 18, al Teatro Eleonora Duse di Asolo – ha confidato Andrea Rizzo, presidente dell’associazione ‘Per Mio Figlio’, nata trent’anni fa dall’iniziativa di diverse imprese per sostenere e migliorare i servizi pediatrici ospedalieri - Il ricavato della serata sarà interamente devoluto all’associazione, che lo destinerà a interventi di umanizzazione dell’ospedale di Montebelluna. Sarà quindi una bellissima serata, capace di unire cultura e solidarietà: un omaggio alla musica barocca, che rappresenta una delle radici della nostra cultura e, allo stesso tempo, un’importante iniziativa benefica a sostegno dei bambini e delle famiglie che vivono l’esperienza dell’ospedale.” “‘Baroque Experience’ è una manifestazione che in questi dieci anni ha saputo crescere, portando a Treviso interpreti di grande talento e offrendo al pubblico occasioni preziose per scoprire e approfondire la musica antica – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura del Comune di Treviso, Maria Teresa De Gregorio - Un progetto culturale che valorizza la musica nella sua dimensione più autentica, quella dell’ascolto, dell’incontro e della conoscenza, e che ha il merito di riservare un’attenzione particolare anche ai giovani musicisti, dando loro l’opportunità di esprimere il proprio talento e di confrontarsi con il pubblico. Come Amministrazione crediamo molto in questa capacità di creare cultura attraverso la qualità e di farlo mettendo in relazione artisti, nuove generazioni e alcuni dei luoghi più belli della nostra città. Il traguardo della decima edizione testimonia il valore del percorso costruito dalla Fondazione Antiqua Vox e dal direttore artistico Giulio De Nardo, che ringraziamo per l’impegno e per la passione con cui continuano a investire nella musica e nella sua diffusione.” “‘Baroque Experience’ raggiunge quest'anno la decima edizione: un traguardo importante per un progetto che negli anni ha saputo intrecciare la musica antica con il patrimonio culturale della città, avvicinando persone di ogni età alla conoscenza di repertori unici e strumenti antichi, valorizzando al contempo alcuni dei luoghi più suggestivi di Treviso – ha evidenziato Carlo Antiga, presidente di Banca Prealpi SanBiagio - Come Banca, siamo quindi orgogliosi di rinnovare il nostro supporto a questo Festival: per noi sostenere la cultura significa infatti contribuire a salvaguardare, restaurare e far rivivere tradizioni, opere e spazi che custodiscono la storia della nostra comunità.” Ricordiamo che ‘Baroque Experience’ celebra la decima edizione, dopo un percorso iniziato nel 2016 e divenuto una tradizione per Treviso. Il festival propone un programma che intreccia musica antica e barocca, arte, storia e altri linguaggi, con concerti, incontri e iniziative per il pubblico. Tra gli appuntamenti principali: un preludio medievale dedicato a Tomaso da Modena, concerti dedicati a Bach, alla Venezia del Settecento e alla Viola Organista di Leonardo da Vinci, oltre all’incontro con Francesca Cavallin sul rapporto tra musica, arte, poesia e silenzio. La manifestazione conferma inoltre l’attenzione ai giovani musicisti, alla solidarietà con un concerto benefico e alla valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di avvicinare sempre più il pubblico alla musica. Il festival, per quattro settimane, dal 26 settembre al 18 ottobre, ospiterà undici appuntamenti e alcuni tra i più importanti interpreti della scena musicale internazionale: concerti, incontri, laboratori per i più piccoli e nuovi format accompagneranno il pubblico in alcuni dei luoghi storici più suggestivi di Treviso e della Marca Trevigiana, in un programma che mette in dialogo la musica con il patrimonio artistico e culturale del territorio. La decima edizione si aprirà sabato 26 settembre con un percorso dedicato alla musica medievale, inserito anche nel calendario delle celebrazioni del settimo centenario della nascita di Tomaso da Modena (1326-1379), in collaborazione con il Comune di Treviso. Alle 11.00, sotto la Loggia dei Trecento, De Vulgari Ensemble presenterà Note medievali in città, un appuntamento musicale a ingresso libero che animerà il sabato mattina cittadino. Nel pomeriggio, alle 16.30 al Piccolo Teatro Cordimunda della Parrocchia di Santa Bona, lo stesso ensemble guiderà Saltarello, un laboratorio gratuito di musica e balli medievali dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni. Domenica 27 settembre, alle 18.00, nella Chiesa di Santa Caterina, il concerto Bisbidis. Echi di Ars Nova italiana alla corte scaligera porterà il pubblico nel Trecento italiano attraverso la musica di De Vulgari Ensemble e la partecipazione degli attori Davide Strava e Luca Pedron. Alle 17.00, prima del concerto, Matteo Nardello e Giulio De Nardo proporranno un’introduzione dedicata al mondo della musica medievale, per offrire al pubblico alcuni strumenti di ascolto e di comprensione del repertorio. A concludere il percorso medievale, martedì 29 settembre, alle 20.45, sempre a Santa Caterina, sarà il professor Franco Cardini, storico e saggista tra i più autorevoli studiosi italiani di Medioevo, con la conferenza Italia settentrionale e Italia centrale. Rapporti, analogie e differenze culturali nella vita di corte tra le due aree. Un appuntamento pensato per approfondire il contesto storico e culturale nel quale maturarono esperienze artistiche come quella di Tomaso da Modena e il repertorio proposto nel fine settimana. Il programma proseguirà sabato 3 ottobre, alle 20.45, a palazzo Giacomelli, con Johann Sebastian Bach – “à Cembalo e Viola da Gamba”, concerto affidato ad Alex Jellici, viola da gamba, e Giulio De Nardo, clavicembalo. In programma le tre Sonate per viola da gamba e clavicembalo di Bach, repertorio conosciuto ma di raro ascolto dal vivo, preceduto, alle 20, da una guida all’ascolto curata dal direttore artistico De Nardo. Domenica 4 ottobre, alle 11, nella Chiesa di Santa Caterina, torna Aperitivo in Musica, il progetto dedicato ai giovani interpreti realizzato quest’anno in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona. Un’occasione concreta per gli studenti di confrontarsi con il pubblico e con la dimensione professionale del concerto, che si concluderà con un momento conviviale aperto a musicisti e spettatori. La stessa giornata proseguirà ad Asolo dove, alle 18, al Teatro “E. Duse”, andrà in scena Convergenze, con Tania Lorenzo, soprano, Anna Fusek, flauto, Sestier Armonico e Giulio De Nardo al clavicembalo e alla direzione musicale. Il concerto, introdotto alle 16.30 nella Sala del Municipio dal maestro Paolo Da Col, avrà anche una importante finalità benefica: l’intero ricavato sara devoluto all’Associazione trevigiana “Per Mio Figlio” ETS, impegnata a fianco dei bambini ospedalizzati e delle loro famiglie. Il fine settimana dal 10 all’11 ottobre, nella Chiesa di San Gaetano, sarà dedicato a Leonardo da Vinci e al suo rapporto con la musica. Sarà presentata la Viola Organista, straordinario strumento progettato da Leonardo e ricostruito in epoca contemporanea dal musicista e costruttore polacco Sławomir Zubrzycki, a partire dagli studi e dai disegni leonardeschi. Sabato 10 ottobre, alle 20.45, Zubrzycki racconterà la storia dello strumento e della sua ricostruzione. Domenica 11 ottobre alle 18.00, insieme a Magdalena Malec, ne mostrerà le possibilità sonore nel concerto ‘L’eredità di Leonardo’. Sarà una interessante occasione per il pubblico trevigiano di ascoltare dal vivo questo singolare strumento. La decima edizione segna anche un’apertura verso forme di incontro più trasversali che vanno oltre il concerto. Venerdì 16 ottobre, alle 20.45, all’Auditorium Chiesa di Santa Croce, Francesca Cavallin, attrice e storica dell’arte di formazione, porterà a Treviso La Forma del Silenzio, progetto da lei ideato che intreccia arti visive, poesia e musica dal vivo. Un percorso tra immagini, parole e musica dal vivo che nasce da una domanda semplice ma profonda: che forma ha il silenzio? A chiudere, Baroque Experience, domenica 18 ottobre, alle 18, sarà ancora Johann Sebastian Bach, protagonista di un grande concerto affidato al clavicembalista e direttore tedesco Jorg Halubek, alla guida del suo ensemble il Gusto Barocco, con Eva Saladin al violino e Claire Genewein al flauto. Anche questo appuntamento sarà preceduto, alle 17, da una guida all’ascolto a cura di Giulio De Nardo. Le introduzioni ai concerti completano questa nuova attenzione del festival verso un ascolto più consapevole. Brevi momenti prima dei concerti permetteranno al pubblico di conoscere aneddoti, curiosità e aspetti meno conosciuti delle opere, degli autori e degli strumenti in programma. La Fondazione ‘Antiqua Vox’ ha ringraziato tutti gli enti, i partner, gli artisti, i collaboratori e i sostenitori che rendono possibile ‘Baroque Experience’ e, in particolare, il Comune di Treviso, il Comune di Asolo e Banca Prealpi SanBiagio, che ha rinnovato con fiducia il proprio sostegno al Festival.
21 Settembre 2026
Barbisan (Lega-LV): “Più tutele per consumatori con emendamento per conoscenza italiano negli esercizi commerciali”
Venezia, 19 settembre 2026 “Ho depositato venerdì 18 settembre un emendamento alla Legge regionale sul commercio per introdurre requisiti linguistici e professionali per l’esercizio delle attività commerciali e di servizio. L’obiettivo è far sì che chi svolge attività di somministrazione abbia tutti gli strumenti necessari per tutelare i consumatori, che per noi resta la cosa più importante.” Lo rende noto Riccardo Barbisan, Capogruppo di Lega – Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto, illustrando la proposta di modifica normativa. “Con questo emendamento – spiega il Capogruppo - proponiamo che il titolare dell’attività, o un suo delegato, possa dimostrare la conoscenza della lingua italiana attraverso una certificazione almeno di livello B1, un titolo di studio conseguito in Italia almeno al termine della scuola dell’obbligo oppure un attestato di frequenza con esito positivo di un corso professionale riconosciuto. La proposta prevede diverse modalità per attestare le competenze richieste e contempla, inoltre, un periodo transitorio fino a sei mesi per acquisire e presentare la documentazione eventualmente mancante al momento della presentazione della SCIA.” “Un altro aspetto importante – prosegue Barbisan - riguarda le informazioni commerciali: prezzi, indicazioni sui prodotti e comunicazioni rivolte agli utenti dovranno essere disponibili anche in lingua italiana. Vogliamo promuovere un commercio capace di accogliere, comunicare con tutti i cittadini: la conoscenza dell’italiano e la chiarezza delle informazioni sono elementi importanti per tutelare i consumatori e favorire un rapporto corretto tra esercenti e clientela.” “Con questo emendamento – chiarisce Riccardo Barbisan - intendiamo contribuire a una disciplina che valorizzi la professionalità degli operatori e la trasparenza, nel rispetto delle esigenze delle imprese e di chi, ogni giorno, entra nei nostri negozi e nei nostri esercizi.”