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15 Ottobre 2019
Catalogna – Montagnoli (LN): “Piena solidarietà e sostegno ai leader catalani”
Venezia, 15 ottobre 2019 - “Non è modo, quello cui stiamo assistendo, di prestare attenzione alla voce di un popolo”. Cosi il Consigliere regionale Alessandro Montagnoli (Lega Nord) commenta quanto sta accadendo in questi giorni in Spagna, e prosegue: “La sentenza di condanna del Tribunal Supremo di Madrid, massimo organo del sistema giudiziario, è un atto di forza contro il diritto all’autodeterminazione dei popoli, e una pessima dimostrazione di come uno Stato possa esercitare un controllo supremo e dispotico contro la volontà popolare, con l’effetto, che vediamo in questi giorni, di scatenare il malcontento, lo sgomento e il disordine. Pertanto, vorrei esprimere piena solidarietà e sostegno da parte mia ai leader catalani, a tutti gli effetti vittime di una repressione coatta e palesemente antidemocratica. Assurdo perseguire chi ha dato la possibilità ai catalani di votare per la propria libertà.”
15 Ottobre 2019
Esteri – Ciambetti (LN) Sandonà (ZP): “L’Ue tradisce catalani e curdi rinunciando nel silenzio a difendere i suoi valori fondanti di Democrazia, Giustizia e Libertà”
Venezia, 15 ottobre 2019 - “Già Machiavelli spiegava come  ‘La natura dell’uomo superbo e vile è di mostrarsi insolente nella prosperità e abietto e umile nelle avversità’ citazione che bene s’adatta alla viltà e codardia con cui l’Europa sta affrontando la questione catalana come il vile attacco ai Curdi”. Così in una loro nota congiunta Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del veneto, e Luciano Sandonà, consigliere regionale della Lista Zaia bollano “l’infamia di una Europa che non vuole vedere l’ingiustizia e che rimane silente davanti a situazioni che ricacciano il nostro Continente indietro di oltre un secolo, quando in Spagna si finiva in galera se si parlava in Catalano,  o ancor prima con l’Impero Ottomano che avviò lo sterminio del popolo Armeno come oggi la Turchia tenta la pulizia etnica sul popolo Curdo. Il lupo perde il pelo ma non il vizio: così l’autoritarismo spagnolo e quello turco.  Non possiamo accettare né le sentenze politiche spagnole contro chi, in modo pacifico e democratico - spiegano Ciambetti e Sandonà -  sosteneva le proprie idee per altro condivise da gran parte della popolazione catalana, né il ricatto che ancora oggi il presidente Erdogan ha rilanciato dalle colonne del Wall Street Journal contro l’Occidente: nell’uno come nell’altro caso siamo dinnanzi a forme di barbarie che necessitano di una netta condanna  e precise azioni di difesa del Diritto, della Democrazia, della Giustizia. L’Europa invece tentenna, tace in silenzio assordante sulla sentenza farsa contro gli Indipendentisti catalani o lascia al loro destino i curdi che avevano difeso la nostra libertà lottando contro l’Isis.  Balbetta imbarazzata persino l’Uefa che giustifica  provocazioni come quelle dei giocatori della Nazionale di Calcio turca  che hanno provocatoriamente esibito, in chiaro segnale di appoggio all’operazione nel Kurdistan siriano,  il saluto militare dapprima contro l’Albania a Istanbul poi anche in Francia.  Bruxelles sembra più scossa dalla precarietà della traballante presidente  Von der Leyen,   che dalle palesi violazioni dei diritto internazionali: ma si sa, a certi livelli e per le élite contano più le poltrone delle persone e degli ideali. Siamo davanti a una Europa di ignavi di dantesca memoria, superba e vile con i deboli, abietta e umile quando dovrebbe essere coraggiosa e  sulla quale scende la vergogna di chi  non ha saputo difendere i suoi valori fondanti, tradendo il popolo catalano come quello curdo”  
15 Ottobre 2019
Arresto dei leader catalani – Riccardo Barbisan (LN): «Pieno sostegno alla Catalogna: non si possono mettere in carcere le idee e la libertà di espressione»
Venezia, 15 ottobre 2019 - «Piena solidarietà ai leader indipendentisti della Catalogna, condannati ieri dalla Corte suprema spagnola con l’accusa di sedizione e appropriazione indebita per essersi fatti portavoce delle idee del proprio popolo e, su mandato degli elettori, essersi posti alla guida di Barcellona e della sua gente fino ad aver proclamato, a seguito del referendum dell’ottobre 2017, l’indipendenza della Catalogna. Il governo spagnolo deve capirlo: non può mettere in galera le idee e la libertà di espressione». Così Riccardo Barbisan, vicepresidente del gruppo Lega in Consiglio regionale del Veneto, esprime la sua vicinanza ai membri del governo catalano colpiti ieri dalla sentenza di condanna. «Quanto accaduto in Spagna è un fatto inaudito – continua Barbisan  -  e l’Europa dovrebbe prendere una posizione forte al riguardo. La volontà del popolo è stata ancora una volta calpestata con violenza. Proprio per sottolineare la nostra solidarietà con i colleghi catalani che hanno, ad oggi, già scontato due anni di carcere, oggi i gruppi consiliari della Lega e di Zaia Presidente hanno organizzato una protesta in aula, nel corso della seduta del Consiglio regionale, avvicinando le aspettative tradite dai governi liberali del popolo catalano a quelle dei Curdi, vittime oggi del comportamento criminale della Turchia».    
15 Ottobre 2019
Catalogna – Rizzotto (ZP): “Sentenza Referendum, i popoli che prendono decisioni democratiche vanno rispettati, non ostacolati o incarcerati: i governi e l’Europa ne prendano atto”
Venezia 15 ottobre 2019 -   “Uno Stato che si definisce democratico di fronte a una netta richiesta di attuazione della democrazia proprio da parte del suo popolo sovrano, decide che questa volta la democrazia va repressa. I popoli stanno decidendo pacificamente per il loro futuro, siano pronti ad adeguarsi tutti i Governi e l'Europa”. Con queste parole, la Capogruppo in Consiglio regionale del Veneto Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) commenta ed esprime solidarietà per la sentenza di condanna contro gli organizzatori del Referendum in Catalogna dello scorso 1 ottobre 2017, “un Referendum che ha sancito una palese e tranciante richiesta di maggiore autonomia e libertà di autodeterminazione da parte del popolo catalano. E, mentre la popolazione tutta si è espressa con il maggiore strumento reggente in proprio possesso, lo Stato ha scelto la strada della coercizione. Resta il fatto che i Governi debbono prendere atto che la volontà dei Popoli va rispettata, anche e soprattutto quando questa passa per il democratico strumento di un quesito referendario. Questo ovviamente vale anche per i partiti che oggi siedono al nostro, di  Governo: gettare polvere negli occhi dei veneti recatisi regolarmente e democraticamente alle urne, per nascondere il fatto che in realtà, in materia di Autonomie, stanno ‘giocando a palline’ non è rispettare il Popolo. Come non lo è stato quando, nel 2017 con l'allora Governo Renzi, si è tentato di sabotare il Referendum, cercando di togliere la tessera elettorale. Si esercita così la democrazia?”. “Siamo tutti vicini alla popolazione catalana e ai rappresentanti del loro Governo - conclude la Capogruppo Rizzotto - e speriamo che la Corte per i Diritti Europei, qualora dovesse essere chiamata in causa, voglia prendere atto che il futuro dei popoli passa ormai per la volontà di maggiore autonomia e identità territoriale di ognuno”.  
14 Ottobre 2019
Sanità – Rizzotto (ZP): “IOV a Castelfranco: il buon governo regionale che lavora in sinergia con l’eccellenza sanitaria del territorio”
Venezia, 14 ottobre 2019 - “La firma che è stata posta stamani di fronte al notaio incasella l'ennesimo tassello del lavoro di sinergia tra il buon governo regionale e l'eccellenza sanitaria del territorio”. Queste le prime parole a caldo della Capogruppo in Consiglio regionale del Veneto Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) che così commenta “la decisione della Regione del Veneto di cedere gratuitamente, per i prossimi 40 anni, le aree necessarie allo IOV di Castelfranco Veneto per il proprio ampliamento, cessione suggellata stamattina con una firma da parte del Presidente Zaia. Il presidio ospedaliero di Castelfranco Veneto continua a crescere in termini di capacità curative, di efficienza nei servizi e di riguardo verso i pazienti; e adesso, con una firma che vale 7,3 milioni, anche fisicamente. Siamo entusiasti che nel territorio trevigiano i malati oncologici possano pensare di trovare, in aiuto al proprio percorso di cura, un edificio di radioterapia con tecnologia all'avanguardia e posti letto di pregevolezza”. Continua e chiude Rizzotto: “Sono soddisfatta per l'ennesimo risultato portato a compimento in casa Zaia, che pone merito alla Regione del Veneto e al suo Governatore, ma soprattutto rende onore a IOV ed USL territoriali, oltre a tutti i cittadini trevigiani e veneti”.
14 Ottobre 2019
Condanna ai leader indipendentisti catalani – Sandonà (ZP): «Sentenza barbara e assurda che mina i principi di libertà e democrazia dell’Europa. Vicinanza ai prigionieri politici della Catalogna»
Venezia, 14 ottobre 2019 - «Alla notizia delle assurde condanne ai leader catalani indipendentisti e del nuovo mandato di arresto internazionale per l'ex premier catalano Carles Puigdemont non possiamo che esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà a quelli che sono, a tutti gli effetti, prigionieri politici. Il tribunale spagnolo, che ha inflitto in totale più di 100 anni di carcere, con pene che vanno dai 9 ai 13 anni per imputato, ha minato alla base uno dei principi fondativi dell’Unione Europea, la salvaguardia delle libertà e del diritto di espressione politica, con una sentenza che riporta le nostre democrazie all’oscurantismo medievale». Così Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta la sentenza di condanna del Tribunale supremo di Madrid nei confronti dei nove leader indipendentisti catalani. «Questi uomini e donne hanno già trascorso in carcere gli ultimi due anni – continua Sandonà -. Il governo spagnolo ha infatti dichiarato fin da subito l’illegittimità del referendum per l’indipendenza della Catalogna. Un comportamento ben diverso da quello tenuto da Londra che ha riconosciuto e promosso il referendum in Scozia nel 2014. Il diritto di autodeterminazione dei popoli, sancito dai trattati internazionali dal primo dopoguerra fino agli accordi di Helsinki del 1975, è infatti un diritto naturale riconosciuto da quasi tutti gli Stati del mondo, compresa l’Italia. Il popolo catalano, proprio come quello curdo, è stato tradito più volte nella storia dalle cosiddette democrazie liberali occidentali. Bisogna anche ricordare che l’ex vicepresidente del governo indipendentista catalano Oriol Junqueras, che ha ricevuto la condanna più pesante, ben 13 anni, benché eletto al Parlamento Europeo nelle elezioni dello scorso marzo non ha mai potuto prendere possesso del proprio seggio, in quanto sospeso dall’incarico di deputato perché sotto processo. L’Europa delle libertà non può permettere che vi siano prigionieri politici al proprio interno. Di sicuro – conclude il consigliere regionale - non si risolvono le questioni delicate come quella catalana incarcerando esponenti politici legittimi e votati dal popolo».
11 Ottobre 2019
Debiti del Comune di Padova verso Ater – Boron (ZP): «Quei 300mila euro siano utilizzati per creare appartamenti per anziani alla ex Casetta Berta»
Venezia, 10 ottobre 2019- «Il Comune di Padova finalmente ha dato mandato di pagamento del debito di 300mila euro nei confronti dell’Ater. Un debito, ricordiamo, che precedentemente aveva definito inesistente, accusando di falsità tutti coloro che, come me, ne dichiaravano l’esistenza. A questo punto propongo che quei soldi vengano messi a disposizione per finanziare un progetto di sistemazione o costruzione di appartamenti a disposizione di anziani nell’ex Casetta Berta, sgombrata qualche giorno fa». A dirlo è Fabrizio Boron, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente. «Ricordiamo che la ex Casetta Berta fino a pochi giorni fa era nelle mani di centri sociali di area politica di sinistra che, con l’avallo di parti della Giunta e del consiglio comunale di Padova, aveva occupato abusivamente lo stabile. Ora finalmente, dopo averne negato l’esistenza per settimane, il sindaco di Padova dà mandato di pagare il debito con l’Ater: a questo punto propongo che Ater lanci un progetto di ristrutturazione della Casetta per creare appartamenti da destinare a tutti quegli anziani che, a differenza di Palazzo Moroni, hanno sempre pagato i loro debiti».
10 Ottobre 2019
Giustizia – Rizzotto (ZP): “Sentenza Bortuzzo, stima e ammirazione per Manuel, la sua forza e il suo coraggio un esempio per tutti”
Venezia, 10 ottobre 2019   -  "I veri onori e il rispetto dopo questa sentenza vanno a Manuel Bortuzzo, per come il ragazzo sta affrontando a testa alta le conseguenze di un gesto pericoloso, bieco e che lo avrebbe potuto uccidere, oltretutto compiuto per 'regolare i conti' in una vicenda assolutamente poco importante. Nessuna sentenza gli potrà restituire l'uso delle gambe; la sua vita è già cambiata otto mesi fa e lui sta affrontando il cambiamento con la grinta, l'orgoglio e il coraggio da cui tutti dovremmo prendere esempio per vivere". Con queste parole, la Capogruppo a palazzo Ferro Fini di Zaia Presidente, Silvia Rizzotto, commenta "la sentenza emessa dal GUP di Roma contro i due ragazzi romani che lo scorso febbraio hanno attentato alla vita del nuotatore della Marca, Manuel Bortuzzo, a seguito di un regolamento di conti e di uno scambio di persona". "La Giustizia sta facendo il suo corso, questa volta sembra anche nella giusta direzione - sottolinea la consigliera regionale -  ora speriamo che nel grado di Appello non venga perso per strada qualche altro capo d'accusa e alleggerita la pena, perché qui in Italia purtroppo i precedenti, in questo senso, non mancano". "Ci auguriamo tutti che Manuel continui così la sua strada, nonostante questa sciagurata e irrimediabile modifica del suo percorso di vita - conclude Silvia Rizzotto - il giovane atleta deve ritornare a nuotare, deve ritornare a vincere, deve continuare a vivere la passione per il suo sport. E deve continuare a essere l'esempio di vita che ormai ci siamo abituati a vedere e a seguire. Tanti e importanti traguardi ancora lo stanno aspettando".  
10 Ottobre 2019
Attacco militare della Turchia in Siria – Sandonà (ZP): «Per evitare un nuovo genocidio del popolo curdo servono atti concreti della comunità internazionale»
Venezia, 10 ottobre 2019 - «Quanto sta accadendo nel nord della Siria è un crimine contro l’umanità, amplificato ulteriormente dal vergognoso silenzio della comunità internazionale che, al di là di vuote dichiarazioni, non ha preso posizioni forti perché spaventate dalle minacce della Turchia, non ultima quella indirizzata a Bruxelles di inviare milioni di profughi in Europa se continuerà a definire l’operazione militare come un’invasione. Le istituzioni politiche tutte, venete in primis, devono far sentire la propria voce per fermare una guerra inutile e drammatica che potrebbe causare migliaia di morti fra civili e bambini». Così Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta quanto sta accadendo in Siria dove il presidente turco Erdogan ha avviato una nuova operazione militare lungo il confine nord-est contro i curdi siriani, reputati un gruppo terroristico dal governo turco. «Il popolo curdo, pur non avendo mai ottenuto un riconoscimento politico come Stato a sé stante, era riuscito a garantire un equilibrio socio-politico nella zona siriana del Rojava – continua Sandonà – combattendo una guerra in prima linea contro i jihadisti islamici. Anzi, in un’area in cui i diritti civili vengono spesso calpestati, era riuscito a fare molto su questo fronte, soprattutto per quanto riguarda le donne, garantendo parità di diritti alle donne in tutti i campi. Quello che sconvolge è il silenzio assordante della diplomazia internazionale che si limita a fare timide dichiarazioni di dissenso senza prendere posizioni precise. Dobbiamo dare un segnale forte: non possiamo restare a guardare inerti un nuovo genocidio del martoriato ed eroico popolo curdo».
9 Ottobre 2019
Vajont – Rizzotto (ZP): “Cicatrice indelebile sulla pelle di tutti i veneti; in pochi secondi è sparita la vita ed è comparso il nulla”
Venezia, 9 ottobre 2019 - “Oggi sono passati 56 anni dalla catastrofe consumatasi ai piedi del Monte Toc, oltre la diga del Vajont; un lutto perpetuo tra errori e silenzi che non può e non deve essere dimenticato da nessuno”. Sono le parole di commemorazione della Capogruppo in Consiglio regionale del Veneto Silvia Rizzotto (Zaia Presidente) nella giornata del ricordo delle vittime del disastro del Vajont, la terribile tragedia che nella notte del 9 ottobre del 1963 portò via quasi 2.000 vite tra Longarone e i paesi colpiti dalla gigantesca onda. “L'Italia, purtroppo, è stata segnata da tante e terribili sciagure. Quella del Vajont è una di quelle che ancora oggi, a distanza di 56 anni, si ricordano di più, non solo per i tanti, troppi morti che vi furono, ma anche e soprattutto per le indagini che seguirono alla tragedia, per accertare le responsabilità. Anche per questo, per i Veneti in particolare, parlare di Vajont è come riaprire una ferita mai completamente chiusa. I bellunesi, anche grazie ai tanti volontari che in quei giorni arrivarono a Longarone e nella zona, in poco tempo hanno ricostruito la loro città, le loro aziende, le case. Ma il ricordo di quella notte, la superficialità con cui vennero trattate le avvisaglie di quella che sarebbe poi stata l'onda assassina - conclude la Capogruppo Rizzotto - non possono e non debbono mai essere dimenticati”.