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7 Agosto 2019
Padova, case popolari e riforma Ater – Boron (ZP): «Il Comune di Padova ha debiti per quasi 300mila euro con l’Azienda. Li saldi per permettere di aiutare i più deboli»
Venezia, 7 agosto 2019- «Avevo annunciato che avrei dato incarico di verificare l’esistenza di debiti del Comune di Padova nei confronti dell’Ater, debiti che il sindaco Sergio Giordani ha negato in diverse dichiarazioni ai quotidiani locali, attaccando poi il presidente Ater Gianluca Zaramella. E oggi possiamo non solo smentire il sindaco, ma anche comunicare l’esatto importo dei debiti di Palazzo Moroni nei confronti dell’Azienda che, come comunicatoci dall’Ater stesso, ammontano precisamente a 293.379,26 euro». È quanto riferisce Fabrizio Boron, presidente della commissione regionale Sanità e consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente. «Si tratta – continua Boron – di importi maturati a seguito del mancato pagamento di canoni relativi a negozi, centri sociali e alloggi. Mi rivolgo direttamente al Comune di Padova: quando ha intenzione di saldare questi debiti che potrebbero migliorare la situazione dei soggetti in difficoltà ? Come sindaco Giordani dovrebbe dare il buon esempio, ma non può ergersi a paladino della giustizia sociale se poi è lui stesso a capo di un ente che non salda i suoi debiti. E ai miei colleghi in Consiglio regionale che presentano interrogazioni sulla gestione dell’Ater padovano chiedo se parlano con cognizione di causa o solo sulla base dell’appartenenza politica. Ho dichiarato fin da subito che sia Ater che Regione sono a completa disposizione per la verifica di ogni singolo caso e per trovare le opportune soluzioni, ma nel dibattito nessuno ricorda che con la nuova Legge solo a Padova il 25% degli affittuari ha una diminuzione del canone. Questo dimostra che l’Ater è dalla parte dei deboli e non dei furbetti e che per aiutare davvero le persone in difficoltà ha bisogno di disponibilità di denaro. Il debito del Comune quindi – conclude Boron – non fa altro che impedire all’Azienda di svolgere il suo dovere».
7 Agosto 2019
Viabilità, trovata l’intesa per i lavori in via Porara a Mirano – Semenzato (LN): «Una notizia che tutti i miranesi aspettavano da tempo. Grazie alla Regione per il suo intervento»
Venezia, 7 agosto 2019 – «Finalmente una delle principali arterie stradali non solo di Mirano, ma di tutta la zona, sarà resa più funzionale e sicura grazie all’intervento della Regione del Veneto. Una notizia che tutti gli abitanti del Miranese non potranno non accogliere con grande sollievo». Così Alberto Semenzato, consigliere regionale del gruppo Lega, commenta la notizia dell’accordo trovato dal tavolo tecnico coordinato dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici, guidati dall’assessore Elisa De Berti, per sistemare via Porara a Mirano, con interventi per 1,2 milioni di euro, notizia arrivata dopo il sopralluogo di stamattina dello stesso assessore, del consigliere Semenzato, del consigliere delegato della Città Metropolitana di Venezia, Saverio Centenaro, della presidente di CAV (Concessioni Autostradali Venete), Luisa Serato e dei tecnici di ANAS. «Stiamo parlando di una strada fondamentale per tutti i miranesi e non solo – continua Semenzato -, indispensabile per raggiungere l’autostrada. Gli interventi permetteranno di rendere l’intero tratto stradale più sicuro per tutti gli automobilisti e i cittadini che, a piedi, attraverseranno la strada anche per raggiungere il vicino parco. E per farlo si farà ricorso a tecnologie moderne come i semafori “intelligenti” che si attiveranno grazie a sensori posti sotto il manto stradale. Grazie quindi all’assessore De Berti e i tecnici della Regione del Veneto che hanno lavorato per risolvere i problemi dell’area».
5 Agosto 2019
Nuove norme per i bacini di accumulo di acqua – Gidoni (LN): «Presentato un progetto di legge per utilizzare queste fondamentali riserve di acqua per l’innevamento delle piste e per turismo»
Venezia, 5 agosto 2019 – «Creare un piccolo laghetto che richiami visitatori per rilanciare aree fuori dalle rotte turistiche, ma anche una riserva d’acqua dalla quale attingere in caso di incendi e, in inverno, per l’innevamento delle piste. Le destinazioni dei bacini di accumulo di competenza regionale potrebbero essere moltissime e coprire i settori più disparati, ma fino ad ora sono state limitate da leggi ormai antiquate che risalgono alla metà degli anni Novanta. Ecco perché ho presentato un progetto di legge che punti a semplificare la realizzazione di nuovi bacini, a renderli più compatibili con il paesaggio circostante e, soprattutto, ad aprirli ai nuovi usi». Così Franco Gidoni, consigliere regionale del gruppo Lega, commenta il progetto di legge, da lui depositato stamattina, dal titolo «Norme in materia di costruzione, esercizio e vigilanza degli sbarramenti di ritenuta e dei bacini di accumulo di competenza regionale». «La necessità di aggiornare la normativa – spiega Gidoni -, è dovuta soprattutto alla scarsità di pioggia che ha caratterizzato l’ultimo inverno e che ha provocato l’abbassamento dei livelli di acqua dei fiumi veneti. Anche le riserve di neve sulle nostre montagne e sul versante trentino desta grande preoccupazione: a rischio è la salvaguardia dell’ecosistema montano, oltre alla stagione sciistica e all’intero settore turistico che ruota attorno ad essa. La mancanza di acqua, infatti, ha impedito spesso ai gestori degli impianti di fare ricorso all’innevamento artificiale. Un ostacolo che però potrebbe essere facilmente risolto ampliando l’accesso a grandi bacini, artificiali o naturali. Senza contare, poi, che questi bacini, oltre che per la produzione di neve programmata, potrebbero essere sfruttati dalla Protezione civile in caso di grandi incendi o per irrigare i campi nei periodi di siccità, ma anche come attrazione turistica, per creare piccoli laghetti che offrano refrigerio e che siano ben inseriti nel paesaggio circostante, finalità oggi esclusa nella nostra regione. Il mio progetto di legge, quindi, offrirebbe nuove possibilità di sviluppo ai privati e agli enti che vorranno realizzare nuove strutture di questo tipo».
2 Agosto 2019
Trasporti – Rizzotto (ZP): “Dopo lo sblocco del Cipe su Montecchio Maggiore il ministro Toninelli non perda più un minuto sull’Alta Velocità”

Venezia 2 agosto 2019 -   "La notizia dello sblocco del casello di Montecchio Maggiore è un passo decisivo per la continuazione non solo della Pedemontana, ma dell'intero sistema infrastrutturale Veneto. Ora però il ministro Toninelli deve procedere senza indugio con l'alta velocità: i Veneti in coda hanno già aspettato a sufficienza" Commenta con queste parole il capogruppo di Zaia Presidente, Silvia Rizzotto, la notizia dello sblocco da parte del CIPE del cosiddetto "nodo di Montecchio", la intersezione tra A4, Pedemontana e TAV all'altezza della cittadina vicentina. "Con la deliberazione del CIPE, finalmente potranno partire le nuove opere di Montecchio - spiega Rizzotto - almeno per ciò che riguarda la parte non ferroviaria. E' un inizio, comunque, importante, per andare avanti per la realizzazione della Pedemontana che senza l'innesto a Montecchio avrebbe perduto un valore notevole. Ora, quindi, si può procedere, e questa non può che essere una ottima notizia per il Veneto e il suo sistema produttivo. Questo comunque non toglie il fatto che l'alta velocità proprio nell'area compresa tra Verona e Padova debba essere realizzata quanto prima, anzi: il Ministro Toninelli dovrebbe comprendere che l'opera è per noi veneti quanto più strategica si possa immaginare ed anzi, si innesta perfettamente con la Pedemontana. Non possiamo aspettare un solo minuto di più, le nostre imprese e le nostre aziende vogliono infrastrutture degne del nostro Paese e non possono più aspettare i dubbi e le perplessità dei grillini su opere tanto importanti" chiude la Rizzotto.

31 Luglio 2019
Via libera alla legge che sostiene i coltivatori di canapa – Gerolimetto (ZP): «Previsti contributi e formazione per la lavorazione e la ricerca sperimentale»
Venezia, 31 luglio 2019- «La coltivazione della canapa è tornata in auge negli ultimi anni, ma ha radici antichissime e, nella nostra Regione, la produzione di fibra di canapa ha sempre rivestito una rilevanza economica particolare. Ecco perché approvare una legge che sostenga questo settore, con particolare attenzione a progetti sperimentali innovativi, ha oggi grande importanza». Così Nazzareno Gerolimetto, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta l’approvazione della legge da lui promossa dal titolo “Sostegno e promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”. «I settori di utilizzo della canapa sono molteplici e vanno dalla produzione di alimenti alla cosmesi, passando per la produzione di fibre e lavorati tessili, ma anche la bioedilizia e combustibili ad uso industriale – continua Gerolimetto -. Naturalmente, trattandosi di un prodotto così particolare, le varietà di canapa ammessa alla coltivazione sono quelle iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole non rientranti nell’ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di stupefacenti. La legge quindi individua le coltivazioni di canapa ammesse, stabilendo anche una serie di controlli da parte della polizia e degli altri organi di vigilanza, promuovendo anche la sperimentazione e la ricerca per l’espansione della coltura, il tutto in un’ottica di sostenibilità economica. Perché questo sia possibile, gli addetti del settore saranno formati adeguatamente e avranno accesso a contributi per progetti sperimentali per quanto riguarda la scelta migliore di varietà e la definizione della tecnica di coltivazione più adatta per il territorio veneto. Contributi saranno destinati anche alla meccanizzazione della coltivazione, della raccolta, dello stoccaggio e della trasformazione, nonché alla realizzazione di impianti di lavorazione e – conclude Gerolimetto - alla ricerca di nuovi ambiti di utilizzo della canapa in campo industriale, alimentare, cosmetico e della bioedilizia».
31 Luglio 2019
Promozione del cicloturismo e marchio Venice Bike Lands – Colman (LN): «Individuati i percorsi delle Grandi Salite del Veneto: attenzione particolare ai turisti con spirito agonistico»
Venezia, 31 luglio 2019 – «La legge approvata oggi promuove il cicloturismo e istituisce un apposito logo che renderà riconoscibili le iniziative e i luoghi collegati a questa forma di turismo. Un’iniziativa che permetterà di scoprire e apprezzare ulteriormente le bellezze del nostro Veneto». Così Maurizio Colman, consigliere regionale del gruppo Lega, commenta l’approvazione della legge “Promozione del cicloturismo e istituzione del logo Venice Bike Lands”. «Ringrazio il primo firmatario Nicola Finco per l’accoglimento degli emendamenti che ho potuto presentare durante i lavori in Sesta commissione che hanno permesso di inserire nel testo il riferimento alle Grandi Salite del Veneto – aggiunge Colman -: questa precisazione, grazie al fascino evocato da questi percorsi, permette di ampliare i potenziali fruitori di questo turismo esperienziale allargandone i confini e comprendendo anche quei ciclisti che si approcciano a questa forma di turismo con uno spirito agonistico».
31 Luglio 2019
Bonifica dell’ex sito Galvanica a Tezze sul Brenta – Finco (LN): «Dalla Giunta regionale un finanziamento di 6 milioni per portare a termine l’opera»
Venezia, 31 luglio 2019 – «La decisione della Giunta regionale del Veneto di approvare il finanziamento di 6 milioni al Comune di Tezze sul Brenta, nel Vicentino, per la messa in sicurezza e la bonifica del sito dell’Ex Galvanica PM è un’ottima notizia per tutto il territorio». Così il presidente del gruppo consiliare Lega in Consiglio regionale del Veneto Nicola Finco saluta l’approvazione, da parte della Giunta regionale, della delibera che destina 22milioni e 329mila euro per la bonifica e la tutela ambientale, di cui 6 milioni appunto saranno destinati a Tezze sul Brenta. «Stiamo parlando di un’area che per decine e decine di anni è stata contaminata da cromo, infiltratosi nelle falde acquifere – precisa Finco -. Veleno che ha portato alla malattia e alla morte dei lavoratori nell’ex stabilimento. Dopo anni di attesa, il Comune ha avviato le operazioni di bonifica, ma erano indispensabili altri fondi per portarle a termine. Il finanziamento, recuperato dalla Legge speciale per Venezia, permetterà quindi un fondamentale passo in avanti per la salubrità di un’area che ha già pagato troppo in passato».  
31 Luglio 2019
Padova, case popolari e riforma Ater – Boron (ZP): «Il sindaco Giordani non conosce quella realtà. Per tutelare davvero i deboli dobbiamo prima stanare i furbetti»
Venezia, 31 luglio 2019- «Il sindaco di Padova Sergio Giordani dovrebbe portare rispetto per le autorità, siano essi assessori regionali o presidenti di enti pubblici. Definire il presidente dell’Ater Gianluca Zaramella un “esecutore” è semplicemente offensivo. Il sindaco padovano parla per una reale conoscenza del problema o per partito preso? Il compito delle istituzioni è tutelare i bisognosi e, per farlo, il punto di partenza è scovare chiunque, fingendosi tale, occupa le case popolari pur avendo mezzi che gli permetterebbero di vivere altrove». Così Fabrizio Boron, presidente della Commissione Sanità in Regione e consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente ribatte alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Padova Sergio Giordani ai quotidiani locali. «Solo chi vive o lavora davvero all’interno del mondo delle case popolari conosce questa realtà – continua Boron -. Io lì ci sono nato e ci ho vissuto: so chi ci abitava e so anche che molti residenti non avevano i requisiti per usufruire di quegli appartamenti. Evidentemente ci sono particolari che gli sfuggono. Compito della Regione del Veneto e del presidente dell’Ater – spiega ancora Boron -, lo stesso compito che fino a poco tempo ha svolto, o avrebbe dovuto svolgere il Comune, è quello di tutelare i veri bisognosi, controllando casa per casa e caso per caso, e di sicuro non quello di coprire i furbetti che, pur denunciando dichiarazioni dei redditi basse, hanno beni nascosti e quindi avrebbero benissimo la possibilità di affittare un appartamento sul mercato libero. Le case popolari non sono certo nate per loro, ma per le fasce più deboli che è nostro dovere proteggere. Il sindaco stia pure tranquillo: chi è davvero in difficoltà e ha paura per il proprio futuro può rivolgersi agli uffici dell’Ater. Sarà aiutato e tutelato. Ma per farlo dobbiamo prima di tutto stanare e punire chi occupa “abusivamente” quelle case».
31 Luglio 2019
Sanità – Rizzotto (ZP): “Radioterapia a Castelfranco, passo strategico per l’ospedale San Giacomo sempre più eccellenza sanitaria veneta”
Venezia 31 luglio 2019  -  “La notizia era attesa da tempo, tanto era la sua importanza: con il via libera al diritto di superficie, ora partiranno i bunker di radioterapia. Un tassello fondamentale per l’Ospedale di Castelfranco che verrà”. Commenta queste parole il capo gruppo di Zaia Presidente, Silvia Rizzotto, la notizia della delibera della giunta regionale che autorizza l’Ulss 2 a procedere con il diritto di superficie per la cessione dell’area allo IOV dove sorgerà radioterapia. “La delibera segna un punto fondamentale per lo sviluppo del nostro ospedale di Castelfranco - spiega Rizzotto - Con la cessione dell’area, infatti, lo IOV potrà finalmente dare avvio ad un’opera attesa, e peraltro già finanziata dalla nostra stessa Regione, con oltre 7 milioni di euro. Così facendo, l’Istituto Oncologico potrà avere gli spazi necessari per la sua attività, mentre il San Giacomo continuare in quel percorso di crescita di eccellenza sanitaria avviato da tempo” chiude capogruppo di Zaia Presidente.  
31 Luglio 2019
Promozione del cicloturismo e creazione del marchio Venice Bike Lands – Finco (LN): «Approvata all’unanimità una legge che metterà in rete i percorsi, regolerà le caratteristiche degli hotel bike-friendly e formerà gli operatori»
Venezia, 31 luglio 2019 – «Andare in bici da Bassano del Grappa a Trento, assaporando in pieno le bellezze della nostra Valbrenta, pedalare su e giù per l’Altopiano di Asiago o inerpicarsi sulla salita storica del Monte Grappa, fermandosi in hotel attrezzati proprio per ospitare ciclisti e rispondere a tutte le loro esigenze: una forma di viaggio lenta, rispettosa dell’ambiente, attenta alla storia e al paesaggio della nostra regione. Il cicloturismo sta acquistando sempre più importanza e sempre più rappresenta un’opportunità su cui investire. Perché l’offerta ai cicloturisti sia all’altezza delle potenzialità economiche di questo settore, però, è necessario strutturare una rete di percorsi e operatori. Ecco perché è importante l’approvazione all’unanimità di oggi della legge, da me promossa, per la promozione del cicloturismo e l’istituzione del marchio “Venice Bike Lands”». Così Nicola Finco, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Veneto, commenta l’approvazione dell’aula della legge da lui ideata per la valorizzazione dei percorsi cicloturistici in Veneto. «La legge punta alla realizzazione di un piano di  sviluppo del cicloturismo, individuando quegli itinerari come già citati percorsi sull’Altopiano di Asiago, nella Valbrenta e sul Monte Grappa, per fare alcuni esempi nella provincia di Vicenza, che sono conosciuti e ammirati nel nostro Paese e all’estero – precisa Finco -. Un occhio di riguardo, naturalmente, è stato dato alle Grandi salite, ricche di fascino, che non smettono di risvegliare la passione degli amanti delle due ruote a ogni Giro d’Italia che hanno costituito e ancora costituiscono il patrimonio ciclistico in Veneto. Attenzione particolare poi sarà dedicata ai percorsi cicloturistici nelle aree dei parchi naturali, nelle zone storico-culturali, ville venete, borghi rurali e montani e con un riferimento speciale agli itinerari enogastronomici. Inoltre la legge promuove accordi e convenzioni tra la Regione del Veneto e i gestori del trasporto ferroviario e su gomma per agevolare il sistema di interscambio con la bici. Per offrire ai turisti tutte le informazioni necessarie sarà creata una app per web e smartphone. I ciclisti potranno farvi riferimento per percorsi e suggerimenti, così come potranno trovare riparo in nuovi rifugi lungo i tragitti. In base alla legge approvata oggi, infatti, sarà possibile utilizzare i fabbricati rurali o parte di essi per la realizzazione di punti di sosta, ristoro, riparo e sicurezza dei cicloturisti, compresi gli immobili in disponibilità degli enti pubblici che oggi non vengono più utilizzati, come le case cantoniere o gli stabili abbandonati del Genio civile. Non solo, però. Oggi è tutto un fiorire di “bike hotel” e “bike B&B”, strutture ricettive che promettono un occhio di riguardo ai ciclisti. È quindi arrivato il momento di stabilire requisiti obbligatori precisi perché gli hotel possano davvero definirsi bike-friendly, in grado di offrire servizi di qualità ai cicloamatori. A breve la Giunta regionale del Veneto stabilirà con precisione le caratteristiche che le strutture dovranno rispettare e che riguarderanno le attrezzature da offrire, la presenza di officine specializzate e anche un’offerta di cibo ad hoc, pensata proprio per gli sportivi. La legge promuove quindi l’individuazione e il riconoscimento di un marchio, quello di “Venice Bike Lands”, che certifica la qualità dei servizi offerti dalle strutture ricettive. Infine, punto essenziale di questo progetto sarà la formazione degli operatori cicloturistici che potranno operare in piena autonomia o alle dipendenze degli alberghi, offrendo servizi di accompagnamento dei cicloturisti ma anche manutenzione, messa a punto, lavaggio e custodia delle biciclette».