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12 Settembre 2020
BORON ( ZP): «CONTINUANO GLI INVESTIMENTI SULL’OSPEDALE DI PIOVE DI SACCO, BUDGET DA 50 MILIONI DI EURO PER IL PRESIDIO »
Venezia, 11 settembre 2020 - «Oggi, in veste di Presidente della Quinta commissione politiche sanitarie e sociali, sono stato in visita al presidio di Piove di Sacco per l’inaugurazione della nuova area dedicata agli studi medici e del nuovo mammografo digitale con tomosintesi. Il Presidio di Piove si conferma sempre di più l’ospedale di riferimento dell’intero sud-est della provincia di Padova, dopo l’approvazione delle schede ospedaliere in Quinta Commissione e il conseguente rafforzamento della struttura.». Fabrizio Boron, presidente della Quinta commissione consiliare e consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta l’inaugurazione odierna a Piove di Sacco. «La Regione del Veneto con deliberazione n.85 del 27.01.2020 “Programma straordinario di investimenti in sanità - Investimenti in conto capitale per opere di edilizia sanitaria di interesse regionale. Programmazione 2020-2029” ha aggiornato il programma di investimento in edilizia sanitaria prevedendo per l’Ospedale di Piove di Sacco dell’Azienda ULSS n. 6 Euganea, uno stanziamento di importo pari ad €. 20.000.000,00 Tali interventi, che hanno natura di immediata cantierabilità, fanno parte di un più ampio programma di ammodernamento/ristrutturazione/sostituzione edilizia nonché di ulteriori adeguamenti in materia di prevenzione incendi ed antisismica del P.O. di Piove di Sacco per un fabbisogno complessivo stimato in €. 50.000.000,00. «Oggi alla luce di queste tangibili risorse e con questa ennesima inaugurazione concretizziamo ulteriormente le scelte della Regione Veneto di mantenere e rafforzare i presidi ospedalieri. E’ con orgoglio che ricordo come abbiamo seguito durante questi 5 anni alla guida della Commissione Sanità il percorso dell’ospedale di Piove – continua Boron -, ascoltando le molte voci del territorio, i sindaci, tutti gli operatori sanitari, i medici e gli infermieri che lavorano nella struttura. Abbiamo registrato le loro esigenze e le abbiamo riportate nella programmazione sanitaria con una serie di investimenti, per dare ai cittadini sempre migliori servizi sanitari. Un lavoro lungo – conclude Boron – che oggi ci porta a vederne i risultati».
9 Settembre 2020
Ospedale di Piove di Sacco – Boron (ZP) «Venerdì sarò presente anche io. Ospedale struttura strategica per il futuro dell’intera area»
Venezia, 9 settembre 2020 - “Venerdì mattina, così come fatto negli ultimi 5 anni, sarò all’Ospedale di Piove di Sacco per un appuntamento importante. Una nuova inaugurazione attende la struttura ospedaliera di Piove, che serve migliaia di cittadini ogni giorno. Un evento importante non solo per Piove di Sacco, ma per tutta la Saccisica”. Con queste parole il Presidente della V Commissione Fabrizio Boron (Zaia Presidente) annuncia la sua presenza all’inaugurazione prevista per venerdì mattina all’Ospedale di Piove di Sacco per l’inaugurazione della nuova area dedicata agli studi medici. “Non voglio anticipare nulla, ma credo sia opportuno sottolineare un aspetto, più di ogni altro. L’Ospedale di Piove di Sacco, negli ultimi anni, ha avuto investimenti strategici senza precedenti. Un risultato fondamentale, merito di un lavoro di programmazione della Regione, che su Piove punta, e della direzione dell’ULSS, che con puntiglio e fermezza amministra. E sopratutto, un risultato per tutti, non solo per Piove di Sacco, ma per tutta l’area. E’ per questo che Venerdì, con orgoglio, sarò presente a Piove di Sacco, ed insieme a me, auspico siano presenti anche tutti i Sindaci della Saccisica. Perché con gli investimenti sull’Ospedale di Piove, il ritorno positivo è sull’intero territorio” - chiude Fabrizio Boron.
21 Agosto 2020
SANITÀ – BORON (ZP): “CASA DI RIPOSO PONTELONGO, FINANZIAMENTO REGIONALE DI 2 MLN DI EURO PER AMPLIAMENTO DI ULTERIORI 30 POSTI LETTO”
Venezia, 21 agosto 2020 - “Il Presidente della Quinta commissione del Consiglio regionale del Veneto, ieri è stato in visita a Pontelogo per visionare il progetto di ampliamento della struttura per anziani “Galvan”, struttura che ospita 90 anziani e che grazie al finanziamento regionale di 2 mln di euro potrà incrementare di ulteriori 30 posti letto il gerontocomio".  Sono le parole del Presidente della quinta commissione Fabrizio Boron (Zaia Presidente). "Questa visita ha voluto essere un segnale di attenzione, di sostegno e di vicinanza e di risposte concrete della Regione Veneto verso un complesso che accoglie una delle fasce più deboli della società. Soprattutto in un momento post emergenziale, questa visita ha fatto ben comprendere quanto importante sia porre attenzioni maggiori verso questa tipologia di organizzazioni, che seppur ben radicate hanno bisogno del continuo sostegno e integrazione tra tutte le istituzioni, in una collaborazione continua per il bene comune. Si tratta di un progetto importante - spiega Boron - che va a dare ampio respiro ad una struttura già ben avviata e ben inserita nel territorio piovese".
30 Luglio 2020
Migranti positivi all’ex Caserma Serena – Sandonà (ZP): «Lo stato di emergenza sia esteso anche all’immigrazione»
Venezia, 30 luglio 2020 - «Non possiamo vanificare gli enormi sforzi della popolazione per contenere il Coronavirus con centinaia di immigrati incontrollati che girano per il nostro Paese, spesso rifiutandosi di sottoporsi ai tamponi. È di poco fa la notizia che un nuovo focolaio di Covid19 è stato individuato nell’ex Caserma Serena di Treviso, con 129 stranieri positivi, come confermato anche dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Un fatto di enorme gravità, se pensiamo che a giugno gli ospiti della stessa struttura avevano inscenato una rivolta contro le forze dell’ordine e le autorità sanitarie». Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta così la notizia dei migranti positivi al Covid all’ex Caserma Serena di Treviso. «In questi giorni, come segnalato dal Viminale, ci sono stati sulle nostre coste tantissimi sbarchi di nuovi immigrati, molti dei quali sono scappati senza controlli dai centri di permanenza. Queste persone, dopo pochi giorni, arrivano in Veneto, nelle nostre strade e nelle nostre piazze. È chiaro che per loro non c’è alcuna possibilità di trovare lavoro, vista anche la situazione economica del Paese: stiamo assistendo a una “bomba” sociale che potrà esplodere a breve e che rischia di trasformarsi in una catastrofe per l’ordine pubblico e la nostra società. Alla luce di questo chiedo al Governo Conte, completamente assente su questi temi, di inserire nel decreto-legge che estende al 15 ottobre 2020 le misure di emergenza dei provvedimenti specifici per il controllo dell’immigrazione, con controlli delle frontiere assolutamente severi, veloci rimpatri per tutti gli irregolari e la nomina di un commissario ad hoc che segua al più presto questa tematica, vitale per la sicurezza di tutti noi».
30 Luglio 2020
Treviso, 129 migranti positivi tra gli ospiti dell’ex Serena – Barbisan (LV): «Dobbiamo fermare l’immigrazione clandestina: ora più che mai ne va della sicurezza e dell’incolumità di tutti»
Venezia, 30 luglio 2020 – «Stamattina è arrivata la notizia che tutti temevamo: sui 293 migranti ospiti dell’ex Caserma Serena a Treviso, ben 129 sono positivi. Ancora una volta i fatti dimostrano che le politiche migratorie portate avanti dall’ex ministro dell’Interno Salvini non erano motivate da ideologie razziste, ma da un serio problema di sicurezza. Ora invece, proprio mentre dobbiamo fare i conti con una gravissima emergenza sanitaria, gli sbarchi sono ripresi incontrollati e i centri di accoglienza esplodono. Non possiamo più accettare una gestione così sconsiderata delle politiche migratorie da parte del governo. Dobbiamo subito intervenire per bloccare i barconi e ridurre il numero degli hub. Ne va della salute di tutti i cittadini». Riccardo Barbisan, consigliere regionale del gruppo Liga Veneta per Salvini premier, commenta così l’esito dei temponi sui migranti ospiti dell’ex Serena. «La notizia arriva proprio nelle ore in cui al Senato si discute del processo a Matteo Salvini per il caso Open Arms. Tutto ciò non fa altro che avvalorare l’insensatezza di quel procedimento giudiziario – continua Barbisan -. La massima solidarietà ai cittadini di Treviso e Casier e che, in questi giorni, hanno corso il rischio di essere contagiati dai migranti, e ai loro sindaci, Mario Conte e Renzo Carraretto, che si trovano a gestire insieme all’Ulss 2 una situazione provocata da politiche migratorie scellerate e volute da altri. Non posso che ringraziare nuovamente l’Ulss, per la vigilanza e la risposta pronta all’emergenza, e alle forze dell’ordine che stanno cercando di circoscrivere la situazione. Il problema, però, deve essere risolto a monte: dobbiamo respingere i barconi, ora più che mai».  
28 Luglio 2020
Sostegno alla cultura – Boron (ZP): «Approvato e aumentato oggi il contributo della Regione Veneto al Musme, in un momento di particolare sofferenza del settore»
Venezia, 28 luglio 2020 - «Pochi mesi fa mi sono recato insieme all’assessore alla Cultura Cristiano Corazzari al Musme, il Museo della Medicina di Padova. Una visita che ci ha permesso di comprendere appieno le necessità del museo e di valutare le possibilità di intervento che la Regione del Veneto può mettere in atto a sostegno di questa importante realtà, fiore all’occhiello del nostro patrimonio culturale e medico. Oggi, in un momento storico ed economico particolare, l’intervento della nostra amministrazione regionale si fa sempre più deciso: la Regione, infatti, alzerà il contributo al museo da 10 mila a 50 mila euro». Ad annunciarlo è Fabrizio Boron (ZP), consigliere regionale presidente della Quinta commissione consiliare permanente (nella foto in una visita del 13 febbraio 2020). «L’incremento del contributo - precisa Boron – è stato voluto con fermezza soprattutto in un momento in cui il settore della cultura è particolarmente provato. Ringrazio l’Assessore Corazzari per la sua disponibilità e la sua sensibilità verso questa realtà così particolare. Ricordiamo che il Musme è l’unico museo della medicina multimediale interattivo in cui il corpo umano è al centro di un percorso storico scientifico e che riscuote quotidiani apprezzamenti da parte di visitatori da tutto il mondo grazie all’uso massivo delle tecnologie digitali e informatiche. Un vero vanto – conclude - per la città di Padova e per la Regione del Veneto».
27 Luglio 2020
Nuovo Centro congressi a Padova – Sandonà (ZP): “Vista la grande crisi del settore e la mancanza di progettualità del Comune, dedichiamo la nuova struttura alla musica e apriamola ai cittadini”
Venezia, 24 luglio - "Ho appreso con preoccupazione e dispiacere che l’ennesimo bilancio della Fiera di Padova, relativo al 2019, si è chiuso in forte perdita. La società che gestisce la Fiera di Padova, Padova Hall, è ora in mani pubbliche, dopo il salvataggio in extremis della vecchia società, Padova fiere,fatto dal Comune e dalla Camera di Commercio. Il 2019 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio, si è chiuso invece con gravi perdite. E il 2020 sarà molto peggio, a causa di una notevole inerzia nella promozione generale della città da parte dell’amministrazione”. Il consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, Luciano Sandonà, commenta così la situazione economica della Fiera di Padova.

“In questo periodo, visto la grandissima crisi degli eventi congressuali a causa del Covid-19, è sempre più urgente puntare l’attenzione sul nuovo Centro Congressi, in costruzione presso la Fiera, e del quale nessuno ha ancora indicato con chiarezza la destinazione. Dopo lunghi anni di attesa – prosegue il consigliere - la costruzione almeno a quanto si apprende, è a buon punto, ma la ‘commercializzazione’ o meglio la promozione nazionale e internazionale è ancora assente. Non si può aspettare ancora: se si vuole avere qualche possibilità sul mercato, è necessario proporre i grandi congressi agli organizzatori con anni di anticipo. Appare chiaro che quindi, a causa della situazione post-Coronavirus e del crollo degli eventi congressuali, la nuova struttura rischia di essere una ‘Cattedrale nel deserto’, con un bagno di sangue per le tasche dei cittadini per tutti gli anni a venire. Propongo quindi l’idea di lanciare il nuovo Centro Congressi di Padova, anche come sede di eventi musicali di prestigio, unificando le sue funzioni con quelle del tanto discusso progetto di un nuovo auditorium. Sarebbe un modo eccellente per dotare Padova di un ‘Palazzo della musica’, aprendo finalmente i cancelli della Fiera ad un uso più frequente e ‘civico’ dei notevoli spazi del polo fieristico, magari in accordo con il Conservatorio di Padova, le importanti orchestre sinfoniche del Veneto e le società di organizzazione di eventi live, molto attive su Padova nonostante le poche strutture. Lanciare il nuovo Centro Congressi come luogo di cultura e musica sarebbe un contributo importante alla sostenibilità di questa grande struttura, costata milioni di euro di fondi pubblici”, conclude Luciano Sandonà.

 
21 Luglio 2020
Tutela della transumanza e delle Vie del Pascolo – Finco (LN): «La legge regionale approvata oggi valorizza un patrimonio della tradizione veneta e offre nuove possibilità di sviluppo economico per la pastorizia e il turismo delle nostre montagne»
Venezia, 21 giugno 2020 – «La legge regionale approvata oggi segue il riconoscimento da parte dell’UNESCO della transumanza quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità e l’inserimento del nostro cane pastore della Lessinia e del Lagorai nel Libro Genealogico delle razze canine riconosciute. Tutelare e recuperare le vie del pascolo e della transumanza, con tutto ciò che ruota attorno a questo mondo, significa non solo valorizzare il patrimonio culturale delle origini contadine e rurali venete, ma anche riconoscere al demanio armentizio una grande valenza economica. Non stiamo infatti solamente parlando di un evento folkloristico che rimanda alle canzoni e alle poesie dell’infanzia, ma di una filiera economica del valore di 2,5 milioni di euro derivante dagli allevamenti ovi-caprini sia da carne che da latte, per un totale di circa 55mila pecore e 17mila capre, ma anche bovini». Nicola Finco, capogruppo in Consiglio regionale della Lega, commenta così l’approvazione della legge regionale da lui proposta per il recupero, la gestione e la valorizzazione del demanio armentizio. «Il voto di oggi, primo in Italia di questo genere, è un riconoscimento a una identità condivisa da diverse regioni d’Italia – continua Finco – che può offrire anche risvolti innovativi per l’economia veneta. Pensiamo solamente alla valorizzazione culturale e turistico ricreativa delle Vie del Pascolo: gli antichi percorsi calcati ogni anno dalle greggi e dai pastori saranno recuperati e inseriti in una banca dati dei sentieri armentizi regionali. La legge prevede un’attività di ricognizione, accertamento della consistenza e reintegra del patrimonio stesso, grazie alla collaborazione di istituzioni pubbliche, enti locali e soggetti privati. Dobbiamo poi tener presente le possibilità economiche che la valorizzazione di questa forma tradizionale di allevamento può offrire alle giovani generazioni e, in modo particolare, alle giovani donne, sempre più protagoniste del recupero degli antichi mestieri e che con passione e sacrifici praticano la pastorizia, tenendo vive le malghe delle nostre montagne. E questo nonostante le enormi difficoltà della vita di montagna: basti solo considerare i danni provocati alle greggi dai lupi. Il voto di oggi chiude un percorso nel quale il Veneto ancora una volta si è dimostrato all’avanguardia, grazie anche a consiglieri regionali che in questa legislatura hanno lavorato bene e con operosità. Una consapevolezza che, nel giorno dell’ultima seduta del Consiglio regionale, mi riempie di particolare orgoglio».
21 Luglio 2020
Coronavirus – Barbisan (LN): «Dalla Regione del Veneto “dirottati” 253 milioni di fondi europei per aiutare le famiglie, le imprese e i lavoratori piegati dall’emergenza economica e sanitaria»
Venezia, 21 luglio 2020 – «La Regione del Veneto è intervenuta fin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria per rispondere alle devastanti conseguenze socio-economiche sui cittadini: negozi improvvisamente chiusi, produzioni manifatturiere interrotte, attività serrate. Per dare una risposta ancora più puntuale alle necessità delle persone, dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie, l’amministrazione regionale ha “dirottato” i fondi europei, destinati a coprire progetti e interventi sospesi durante l’emergenza e il lockdown. Stiamo parlando di 253,7 milioni di euro complessivamente disponibili di risorse dei POR, i Programmi Operativi Regionali, FSE e FESR 2014-2020 che verranno dedicati all’emergenza sanitaria, alle attività economiche, al lavoro e al sociale». È questo il commento di Riccardo Barbisan, consigliere regionale del gruppo Lega alla Rendicontazione dell’uso delle risorse POR FSE e FESR 2014-2020 in risposta all’emergenza COVID-19, di cui era relatore in aula. «Nello specifico, 75 milioni di euro saranno destinati alle spese sanitarie e alla ricerca, 70 milioni saranno destinati alle attività economiche, per la ricerca di progetti di contrasto al virus, per la concessione di garanzie sul capitale circolante delle imprese di tutti i settori, e per misure di sostegno ai settori maggiormente colpiti dalla crisi. Inoltre 90,7 milioni serviranno a pagare i salari degli stipendi dei lavoratori dei settori maggiormente colpiti dalla crisi e a dare alle aziende nuovi incentivi all’assunzione di giovani. Ulteriori 18 milioni aiuteranno le famiglie potenziando le misure rivolte ai servizi educativi e socio-assistenziali per i bambini e le persone non autosufficienti. Tutto questo è stato possibile grazie alla capacità organizzativa e amministrativa dell’amministrazione regionale che ha fatto sì che queste risposte non siano andate perdute e che, in pochissimo tempo, è riuscita ad approntare un piano di emergenza per dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini veneti».
20 Luglio 2020
Via libera alle modifiche delle norme per il diritto al lavoro delle persone disabili – Colman (LN): «Il voto di oggi dà la possibilità a tutti i cittadini di entrare nel mondo del lavoro. Un segno di civiltà e un’opportunità di crescita per tutti noi»
Venezia, 20 luglio 2020 – «Il Consiglio regionale oggi pomeriggio ha approvato all’unanimità le modifiche delle norme per il diritto al lavoro delle persone disabili. Un provvedimento che ormai era diventato davvero urgente, visto che la normativa di riferimento, risalente a ben 19 anni fa, accusava i segni del tempo, soprattutto dopo le ultime modifiche legislative nazionali e la “Legge Delrio” del 2014». Maurizio Colman, consigliere regionale del gruppo Lega e relatore in aula della modifica alla legge regionale 3 agosto 2001, commenta il voto odierno dell’aula consiliare. «L’approvazione unanime da parte dell’intero Consiglio regionale dimostra come in Veneto, caratterizzato dalla continua innovazione tecnologica e da una costante volontà di migliorarsi, ci sia l’intento di non dimenticarsi di tutti quei cittadini che per diversi motivi hanno difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. Per dare concretezza a questa comunanza di intenti, occorreva svolgere una “manutenzione straordinaria” della legge, per dotare la Regione del Veneto di uno strumento normativo in linea con i tempi. Dare la possibilità a tutte le persone di diventare parte di una comunità produttiva è un segno di civiltà, un momento di crescita e riscatto sociale per tutti noi, una opportunità di contribuire al miglioramento della nostra società».