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30 Luglio 2020
Migranti positivi all’ex Caserma Serena – Sandonà (ZP): «Lo stato di emergenza sia esteso anche all’immigrazione»
Venezia, 30 luglio 2020 - «Non possiamo vanificare gli enormi sforzi della popolazione per contenere il Coronavirus con centinaia di immigrati incontrollati che girano per il nostro Paese, spesso rifiutandosi di sottoporsi ai tamponi. È di poco fa la notizia che un nuovo focolaio di Covid19 è stato individuato nell’ex Caserma Serena di Treviso, con 129 stranieri positivi, come confermato anche dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Un fatto di enorme gravità, se pensiamo che a giugno gli ospiti della stessa struttura avevano inscenato una rivolta contro le forze dell’ordine e le autorità sanitarie». Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta così la notizia dei migranti positivi al Covid all’ex Caserma Serena di Treviso. «In questi giorni, come segnalato dal Viminale, ci sono stati sulle nostre coste tantissimi sbarchi di nuovi immigrati, molti dei quali sono scappati senza controlli dai centri di permanenza. Queste persone, dopo pochi giorni, arrivano in Veneto, nelle nostre strade e nelle nostre piazze. È chiaro che per loro non c’è alcuna possibilità di trovare lavoro, vista anche la situazione economica del Paese: stiamo assistendo a una “bomba” sociale che potrà esplodere a breve e che rischia di trasformarsi in una catastrofe per l’ordine pubblico e la nostra società. Alla luce di questo chiedo al Governo Conte, completamente assente su questi temi, di inserire nel decreto-legge che estende al 15 ottobre 2020 le misure di emergenza dei provvedimenti specifici per il controllo dell’immigrazione, con controlli delle frontiere assolutamente severi, veloci rimpatri per tutti gli irregolari e la nomina di un commissario ad hoc che segua al più presto questa tematica, vitale per la sicurezza di tutti noi».
30 Luglio 2020
Treviso, 129 migranti positivi tra gli ospiti dell’ex Serena – Barbisan (LV): «Dobbiamo fermare l’immigrazione clandestina: ora più che mai ne va della sicurezza e dell’incolumità di tutti»
Venezia, 30 luglio 2020 – «Stamattina è arrivata la notizia che tutti temevamo: sui 293 migranti ospiti dell’ex Caserma Serena a Treviso, ben 129 sono positivi. Ancora una volta i fatti dimostrano che le politiche migratorie portate avanti dall’ex ministro dell’Interno Salvini non erano motivate da ideologie razziste, ma da un serio problema di sicurezza. Ora invece, proprio mentre dobbiamo fare i conti con una gravissima emergenza sanitaria, gli sbarchi sono ripresi incontrollati e i centri di accoglienza esplodono. Non possiamo più accettare una gestione così sconsiderata delle politiche migratorie da parte del governo. Dobbiamo subito intervenire per bloccare i barconi e ridurre il numero degli hub. Ne va della salute di tutti i cittadini». Riccardo Barbisan, consigliere regionale del gruppo Liga Veneta per Salvini premier, commenta così l’esito dei temponi sui migranti ospiti dell’ex Serena. «La notizia arriva proprio nelle ore in cui al Senato si discute del processo a Matteo Salvini per il caso Open Arms. Tutto ciò non fa altro che avvalorare l’insensatezza di quel procedimento giudiziario – continua Barbisan -. La massima solidarietà ai cittadini di Treviso e Casier e che, in questi giorni, hanno corso il rischio di essere contagiati dai migranti, e ai loro sindaci, Mario Conte e Renzo Carraretto, che si trovano a gestire insieme all’Ulss 2 una situazione provocata da politiche migratorie scellerate e volute da altri. Non posso che ringraziare nuovamente l’Ulss, per la vigilanza e la risposta pronta all’emergenza, e alle forze dell’ordine che stanno cercando di circoscrivere la situazione. Il problema, però, deve essere risolto a monte: dobbiamo respingere i barconi, ora più che mai».  
28 Luglio 2020
Sostegno alla cultura – Boron (ZP): «Approvato e aumentato oggi il contributo della Regione Veneto al Musme, in un momento di particolare sofferenza del settore»
Venezia, 28 luglio 2020 - «Pochi mesi fa mi sono recato insieme all’assessore alla Cultura Cristiano Corazzari al Musme, il Museo della Medicina di Padova. Una visita che ci ha permesso di comprendere appieno le necessità del museo e di valutare le possibilità di intervento che la Regione del Veneto può mettere in atto a sostegno di questa importante realtà, fiore all’occhiello del nostro patrimonio culturale e medico. Oggi, in un momento storico ed economico particolare, l’intervento della nostra amministrazione regionale si fa sempre più deciso: la Regione, infatti, alzerà il contributo al museo da 10 mila a 50 mila euro». Ad annunciarlo è Fabrizio Boron (ZP), consigliere regionale presidente della Quinta commissione consiliare permanente (nella foto in una visita del 13 febbraio 2020). «L’incremento del contributo - precisa Boron – è stato voluto con fermezza soprattutto in un momento in cui il settore della cultura è particolarmente provato. Ringrazio l’Assessore Corazzari per la sua disponibilità e la sua sensibilità verso questa realtà così particolare. Ricordiamo che il Musme è l’unico museo della medicina multimediale interattivo in cui il corpo umano è al centro di un percorso storico scientifico e che riscuote quotidiani apprezzamenti da parte di visitatori da tutto il mondo grazie all’uso massivo delle tecnologie digitali e informatiche. Un vero vanto – conclude - per la città di Padova e per la Regione del Veneto».
27 Luglio 2020
Nuovo Centro congressi a Padova – Sandonà (ZP): “Vista la grande crisi del settore e la mancanza di progettualità del Comune, dedichiamo la nuova struttura alla musica e apriamola ai cittadini”
Venezia, 24 luglio - "Ho appreso con preoccupazione e dispiacere che l’ennesimo bilancio della Fiera di Padova, relativo al 2019, si è chiuso in forte perdita. La società che gestisce la Fiera di Padova, Padova Hall, è ora in mani pubbliche, dopo il salvataggio in extremis della vecchia società, Padova fiere,fatto dal Comune e dalla Camera di Commercio. Il 2019 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio, si è chiuso invece con gravi perdite. E il 2020 sarà molto peggio, a causa di una notevole inerzia nella promozione generale della città da parte dell’amministrazione”. Il consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, Luciano Sandonà, commenta così la situazione economica della Fiera di Padova.

“In questo periodo, visto la grandissima crisi degli eventi congressuali a causa del Covid-19, è sempre più urgente puntare l’attenzione sul nuovo Centro Congressi, in costruzione presso la Fiera, e del quale nessuno ha ancora indicato con chiarezza la destinazione. Dopo lunghi anni di attesa – prosegue il consigliere - la costruzione almeno a quanto si apprende, è a buon punto, ma la ‘commercializzazione’ o meglio la promozione nazionale e internazionale è ancora assente. Non si può aspettare ancora: se si vuole avere qualche possibilità sul mercato, è necessario proporre i grandi congressi agli organizzatori con anni di anticipo. Appare chiaro che quindi, a causa della situazione post-Coronavirus e del crollo degli eventi congressuali, la nuova struttura rischia di essere una ‘Cattedrale nel deserto’, con un bagno di sangue per le tasche dei cittadini per tutti gli anni a venire. Propongo quindi l’idea di lanciare il nuovo Centro Congressi di Padova, anche come sede di eventi musicali di prestigio, unificando le sue funzioni con quelle del tanto discusso progetto di un nuovo auditorium. Sarebbe un modo eccellente per dotare Padova di un ‘Palazzo della musica’, aprendo finalmente i cancelli della Fiera ad un uso più frequente e ‘civico’ dei notevoli spazi del polo fieristico, magari in accordo con il Conservatorio di Padova, le importanti orchestre sinfoniche del Veneto e le società di organizzazione di eventi live, molto attive su Padova nonostante le poche strutture. Lanciare il nuovo Centro Congressi come luogo di cultura e musica sarebbe un contributo importante alla sostenibilità di questa grande struttura, costata milioni di euro di fondi pubblici”, conclude Luciano Sandonà.

 
21 Luglio 2020
Tutela della transumanza e delle Vie del Pascolo – Finco (LN): «La legge regionale approvata oggi valorizza un patrimonio della tradizione veneta e offre nuove possibilità di sviluppo economico per la pastorizia e il turismo delle nostre montagne»
Venezia, 21 giugno 2020 – «La legge regionale approvata oggi segue il riconoscimento da parte dell’UNESCO della transumanza quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità e l’inserimento del nostro cane pastore della Lessinia e del Lagorai nel Libro Genealogico delle razze canine riconosciute. Tutelare e recuperare le vie del pascolo e della transumanza, con tutto ciò che ruota attorno a questo mondo, significa non solo valorizzare il patrimonio culturale delle origini contadine e rurali venete, ma anche riconoscere al demanio armentizio una grande valenza economica. Non stiamo infatti solamente parlando di un evento folkloristico che rimanda alle canzoni e alle poesie dell’infanzia, ma di una filiera economica del valore di 2,5 milioni di euro derivante dagli allevamenti ovi-caprini sia da carne che da latte, per un totale di circa 55mila pecore e 17mila capre, ma anche bovini». Nicola Finco, capogruppo in Consiglio regionale della Lega, commenta così l’approvazione della legge regionale da lui proposta per il recupero, la gestione e la valorizzazione del demanio armentizio. «Il voto di oggi, primo in Italia di questo genere, è un riconoscimento a una identità condivisa da diverse regioni d’Italia – continua Finco – che può offrire anche risvolti innovativi per l’economia veneta. Pensiamo solamente alla valorizzazione culturale e turistico ricreativa delle Vie del Pascolo: gli antichi percorsi calcati ogni anno dalle greggi e dai pastori saranno recuperati e inseriti in una banca dati dei sentieri armentizi regionali. La legge prevede un’attività di ricognizione, accertamento della consistenza e reintegra del patrimonio stesso, grazie alla collaborazione di istituzioni pubbliche, enti locali e soggetti privati. Dobbiamo poi tener presente le possibilità economiche che la valorizzazione di questa forma tradizionale di allevamento può offrire alle giovani generazioni e, in modo particolare, alle giovani donne, sempre più protagoniste del recupero degli antichi mestieri e che con passione e sacrifici praticano la pastorizia, tenendo vive le malghe delle nostre montagne. E questo nonostante le enormi difficoltà della vita di montagna: basti solo considerare i danni provocati alle greggi dai lupi. Il voto di oggi chiude un percorso nel quale il Veneto ancora una volta si è dimostrato all’avanguardia, grazie anche a consiglieri regionali che in questa legislatura hanno lavorato bene e con operosità. Una consapevolezza che, nel giorno dell’ultima seduta del Consiglio regionale, mi riempie di particolare orgoglio».
21 Luglio 2020
Coronavirus – Barbisan (LN): «Dalla Regione del Veneto “dirottati” 253 milioni di fondi europei per aiutare le famiglie, le imprese e i lavoratori piegati dall’emergenza economica e sanitaria»
Venezia, 21 luglio 2020 – «La Regione del Veneto è intervenuta fin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria per rispondere alle devastanti conseguenze socio-economiche sui cittadini: negozi improvvisamente chiusi, produzioni manifatturiere interrotte, attività serrate. Per dare una risposta ancora più puntuale alle necessità delle persone, dei lavoratori, delle imprese e delle famiglie, l’amministrazione regionale ha “dirottato” i fondi europei, destinati a coprire progetti e interventi sospesi durante l’emergenza e il lockdown. Stiamo parlando di 253,7 milioni di euro complessivamente disponibili di risorse dei POR, i Programmi Operativi Regionali, FSE e FESR 2014-2020 che verranno dedicati all’emergenza sanitaria, alle attività economiche, al lavoro e al sociale». È questo il commento di Riccardo Barbisan, consigliere regionale del gruppo Lega alla Rendicontazione dell’uso delle risorse POR FSE e FESR 2014-2020 in risposta all’emergenza COVID-19, di cui era relatore in aula. «Nello specifico, 75 milioni di euro saranno destinati alle spese sanitarie e alla ricerca, 70 milioni saranno destinati alle attività economiche, per la ricerca di progetti di contrasto al virus, per la concessione di garanzie sul capitale circolante delle imprese di tutti i settori, e per misure di sostegno ai settori maggiormente colpiti dalla crisi. Inoltre 90,7 milioni serviranno a pagare i salari degli stipendi dei lavoratori dei settori maggiormente colpiti dalla crisi e a dare alle aziende nuovi incentivi all’assunzione di giovani. Ulteriori 18 milioni aiuteranno le famiglie potenziando le misure rivolte ai servizi educativi e socio-assistenziali per i bambini e le persone non autosufficienti. Tutto questo è stato possibile grazie alla capacità organizzativa e amministrativa dell’amministrazione regionale che ha fatto sì che queste risposte non siano andate perdute e che, in pochissimo tempo, è riuscita ad approntare un piano di emergenza per dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini veneti».
20 Luglio 2020
Via libera alle modifiche delle norme per il diritto al lavoro delle persone disabili – Colman (LN): «Il voto di oggi dà la possibilità a tutti i cittadini di entrare nel mondo del lavoro. Un segno di civiltà e un’opportunità di crescita per tutti noi»
Venezia, 20 luglio 2020 – «Il Consiglio regionale oggi pomeriggio ha approvato all’unanimità le modifiche delle norme per il diritto al lavoro delle persone disabili. Un provvedimento che ormai era diventato davvero urgente, visto che la normativa di riferimento, risalente a ben 19 anni fa, accusava i segni del tempo, soprattutto dopo le ultime modifiche legislative nazionali e la “Legge Delrio” del 2014». Maurizio Colman, consigliere regionale del gruppo Lega e relatore in aula della modifica alla legge regionale 3 agosto 2001, commenta il voto odierno dell’aula consiliare. «L’approvazione unanime da parte dell’intero Consiglio regionale dimostra come in Veneto, caratterizzato dalla continua innovazione tecnologica e da una costante volontà di migliorarsi, ci sia l’intento di non dimenticarsi di tutti quei cittadini che per diversi motivi hanno difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. Per dare concretezza a questa comunanza di intenti, occorreva svolgere una “manutenzione straordinaria” della legge, per dotare la Regione del Veneto di uno strumento normativo in linea con i tempi. Dare la possibilità a tutte le persone di diventare parte di una comunità produttiva è un segno di civiltà, un momento di crescita e riscatto sociale per tutti noi, una opportunità di contribuire al miglioramento della nostra società».  
20 Luglio 2020
Bilancio – Montagnoli (LN): “Rendiconto di gestione 2019: ennesima prova della buona politica veneta. Avanti con l’autonomia”
Venezia, 20 luglio 2020 - «Siamo alle battute finali per la legislatura, e anche l’ultimo esercizio finanziario si è concluso positivamente, con un giudizio favorevole da parte della Corte dei Conti in merito alla parifica del bilancio, e con l'approvazione oggi in aula del PDL del “Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2019”. È l’ennesimo riscontro degli ottimi risultati prodotti dall'amministrazione regionale che dimostra, anno dopo anno, di saper tenere i conti in ordine e di centrare al tempo stesso obiettivi importanti. È tutto ciò, vale sempre la pena ricordarlo, senza prelevare dalle tasche dei cittadini veneti l'addizionale IRPEF, da dieci anni a questa parte». Così Alessandro Montagnoli, consigliere regionale del gruppo Lega nonché presidente della Prima commissione Bilancio e relatore in aula, commenta l’approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2019. «I punti più significativi riguardano il fondo cassa regionale, che al 31 dicembre 2019 ammonta a oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro, incrementato di oltre 170 milioni rispetto al 2018. Inoltre è bene ricordare anche la rapidità dei pagamenti ai fornitori da parte dell’amministrazione: nonostante la normativa consenta di effettuare i pagamenti in un lasso di tempo di 30 giorni, la Regione è arrivata ad avere un tempo medio per i pagamenti di circa 13 giorni, sensibilmente migliorato rispetto allo scorso anno quando il valore si attestava intorno ai 20 giorni. Anche il risultato di amministrazione al 2019, pari a oltre 890 milioni, è in costante miglioramento rispetto agli anni scorsi (609 milioni nel 2018, 356 milioni nel 2017, negativo nel 2016).  A quest’ultimo aspetto si collega anche l’incremento del risultato di amministrazione, che ha comportato la riduzione del debito autorizzato e non contratto a circa 225 milioni di euro, ulteriormente in calo rispetto agli anni scorsi. Un segno tangibile che il nostro Ente risulta sempre più affidabile. Per concludere, abbiamo un risultato economico nel 2019 pari a circa 250 milioni di euro, una situazione patrimoniale di oltre 10 miliardi di euro e un patrimonio netto pari a circa 2 miliardi 500 milioni di euro». «Quella di oggi è un’occasione in più per apprezzare la buona politica, della quale siamo fieri, poiché si tratta di un’ulteriore prova che testimonia come il nostro Ente sia in grado di tenere fede ai propri obiettivi con una gestione sana ed efficiente, che quindi dimostra sul campo il proprio valore, meritando ben altro. L’inizio della prossima legislatura avverrà in corrispondenza del terzo anniversario del Referendum che ha portato 2.273.985 veneti a dire sì all’Autonomia. Purtroppo stiamo ancora riscontrando come l’Autonomia rimanga in attesa di risposta da parte di un Governo che non ha più alibi. Noi comunque siamo decisi più che mai a raggiungere anche questo traguardo. Lo dobbiamo ai cittadini che ce l’hanno chiesto».
20 Luglio 2020
Coronavirus e crisi economica – Sandonà (ZP): «I professionisti e le partite IVA stanno iniziando ora a coprire le perdite dei mesi scorsi. Lo Stato li aiuti rimandando le scadenze fiscali, invece che minacciarli con multe e sanzioni»
Venezia, 20 luglio 2020 - «Sono giorni difficili per le partita IVA: scadono i termini per versare le imposte e lo Stato, dopo mesi di crisi economica a causa del Coronavirus, non fa altro che minacciare multe e sanzioni in caso di ritardi di pagamenti. Non c’è poi da meravigliarsi che siano tutti infuriati». Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta con queste parole le scadenze fiscali dei prossimi giorni. «Le partite IVA, gli artigiani, i commercianti hanno appena ricominciato a lavorare, per coprire i “buchi” di questi mesi e il Governo pensa bene di richiedere ora il versamento delle tasse. Semplicemente assurdo. lo dico da professionista del settore, c’è il rischio concreto che tanti nostri concittadini debbano chiudere per sempre le loro attività. La Regione del Veneto si sta battendo, con contributi a fondo perduto e iniziative di sussidio, per aiutare con ogni mezzo le categorie economiche. Pretendiamo che il Governo faccia altrettanto: le scadenze fiscali vanno spostate all’autunno».
20 Luglio 2020
Covid-19, i fondi dei gruppi consiliari per far fronte all’emergenza – Finco (LN) e Rizzotto (ZP): «Dopo aver fatto approvare la legge regionale, abbiamo versato 950mila euro alla Regione»
Venezia, 20 luglio 2020 - «Come promesso, i gruppi consiliari Lega Nord – Liga Veneta e Zaia Presidente hanno effettuato questa mattina i due versamenti con cui si mettono a disposizione i risparmi dei gruppi per finanziare politiche regionali di contrasto all’emergenza Coronavirus. Nello specifico, abbiamo versato 950mila euro sul conto del Tesoriere del Consiglio regionale. Questa somma verrà poi messa a disposizione della Giunta regionale». Ad annunciarlo sono i due presidenti dei gruppi consiliari Lega Nord- Liga Veneta e Zaia Presidente, Nicola Finco (LN) e Silvia Rizzotto (ZP). «I bonifici di questa mattina danno così concretezza alla legge regionale n. 16 del 20 maggio, da noi proposta e approvata dall’aula, che prevede lo stanziamento a favore della Regione del Veneto dei fondi non spesi tra quelli messi a disposizione dei gruppi consiliari per le spese delle varie attività istituzionali e sul territorio. La scorsa settimana, poi, è stata approvata la delibera dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Veneto con le modalità attuative e le procedure del versamento. Una volta avuto il via libera, stamattina ci siamo subito mossi per effettuare i due bonifici: stiamo parlando di 500mila euro per quanto riguarda il gruppo Lega, e di 450mila euro per Zaia Presidente. Come capigruppo di Zaia Presidente e Lega Nord – Liga Veneta, abbiamo voluto dare un segnale forte alla nostra economia, massacrata dal virus e dalle sue conseguenze. La Regione del Veneto ha già fatto molto per dare una risposta ai cittadini, proponendo misure di sostegno alle imprese, ai commercianti, alle associazioni di volontariato, alle famiglie. Stiamo parlando di manovre da centinaia di milioni di euro. La devoluzione di questi fondi non potrà sopperire interamente ai costi dell’emergenza Covid-19, ma potrà almeno far tirare un sospiro di sollievo alle casse della Regione del Veneto, messe a dura prova».