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19 Aprile 2019
Polemiche sulle dotazioni ospedaliere del Veneziano – Semenzato (LN): “Prima di richiedere ulteriori posti letto, dobbiamo impegnarci per ingrandire le strutture”
Venezia, 19 aprile – “Capisco le premure dei sindaci e dei rappresentanti dei cittadini di Dolo e Mirano, ma prima di sollevare polemiche, lamentando la mancanza di posti letto e chiedendone a gran voce altri, dovremmo pensare ad adeguare i contenitori. Dove mettiamo questi altri posti, se nelle strutture manca lo spazio?”. Così Alberto Semenzato, consigliere regionale della Lega e membro della Quinta commissione consiliare permanente, impegnata in questi giorni nell’esame e nella discussione delle schede di dotazione ospedaliera, risponde alle polemiche sollevate dai sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese che, ancora oggi, hanno trovato spazio sulle pagine delle cronache locali. “Stiamo lavorando proprio su questo fronte – precisa il consigliere regionale -. Per quanto riguarda l’ospedale di Dolo, l’Ulss 3 Serenissima ha già presentato una richiesta di finanziamento al Cipe di 30 milioni di euro per l’ampliamento delle strutture. Solo a questo punto potremmo organizzare ulteriori posti per i pazienti. Senza contare poi i lavori di ristrutturazione e ingrandimento del Pronto soccorso che finalmente stanno per ripartire, lavori che sono stati bloccati certo non per mancanza di volontà o impegno da parte della Regione del Veneto, ma per i ben noti problemi economici della ditta incaricata della ristrutturazione. Per quanto riguarda poi l’ospedale di Mirano – continua Semenzato -, c’è già un progetto di fattibilità elaborato dall’Ulss dal valore di 20 milioni. Un’ulteriore conferma della volontà della Regione di investire su questa struttura, come già lo sono stati il rinnovamento del Cup e del Pronto soccorso. Assicuriamo quindi i cittadini del nostro impegno su questo fronte, impegno che mi ero già assunto personalmente con i sindaci dell’ex Ulss 13 nel nostro ultimo incontro mercoledì 17. Infine una precisazione anche sulla struttura ospedaliera di Chioggia: la Regione sta lavorando affinché sia riconosciuta anche a quest’ultima la specificità, come già è avvenuto per l’Ospedale civile di Venezia”.
11 Aprile 2019
Autonomia, attacco del vicepremier Di Maio al governatore Zaia – Semenzato (LN): “Capisco la sua passione, ma un contratto va rispettato e non può offendere chi ha votato al referendum”
Venezia, 11 aprile 2019 – “Ieri sera alla trasmissione televisiva Porta a Porta, il vicepremier Luigi Di Maio ha definito quella difesa ieri dal presidente della Regione del Veneto Luca Zaia in Commissione parlamentare per l’autonomia una “linea talebana”. Capisco la passione che ha il ministro per il Sud Italia e tutte le sue problematiche, ma dovrebbe ricordare che un contratto va rispettato e che dovrebbe rispettare chi ha posizioni diverse dalle sue”. Così Alberto Semenzato, consigliere regionale della Lega, commenta le dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio a seguito dell’audizione del governatore del Veneto in Commissione bicamerale per l’autonomia. “C’è stato un referendum – continua Semenzato – in cui 2.273.985 veneti hanno votato per l’autonomia. Ora i negoziati sono iniziati, non possiamo tornare indietro. Le prerogative che saranno concesse al Veneto non toglieranno nulla alle altre Regioni. Lo ha già detto il presidente Zaia: continueremo ad essere solidari con tutti gli italiani, continueremo a fare la nostra parte, senza privare il Sud di nulla di quanto gli spetta. Certo non saremo noi a provocare il dissesto di quelle Regioni. Crediamo in questa riforma e – conclude Semenzato -, se Di Maio continua a definire il governatore Zaia un talebano, allora siamo tutti noi talebani”.
1 Aprile 2019
Sanità – Boron (ZP): «A Padova un convegno per fare chiarezza, anche alla luce dell’autonomia, sul Piano Socio Sanitario Regionale 2019- 2023 e sul nuovo Policlinico Universitario cittadino»
Venezia, 1 aprile 2019 - Piano Socio Sanitario Regionale 2019 - 2023, Schede Ospedaliere e nuovo ospedale di Padova: questi gli importanti temi su cui si è discusso venerdì 29 marzo, a Padova, durante un convegno che ha visto, quali relatori, il Presidente della Commissione consiliare Sanità, Fabrizio Boron (ZP), Luca Coletto, Sottosegretario di Stato alla Salute ed ex Assessore della Regione del Veneto, l’attuale Assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, e i tre Direttori Generali delle principali realtà sanitarie padovane, Luciano Flor (Azienda Ospedaliera), Giorgio Roberti (Istituto Oncologico Veneto) e Domenico Scibetta (Ulss 6 Euganea). A margine dei lavori, questo il commento del Presidente della Commissione consiliare Sanità, Fabrizio Boron: «E’ stata una serata importante, per spiegare chiaramente le novità di un settore, quello della sanità, fondamentale per la vita dei cittadini veneti, per capire dove stiamo andando e come si trasformerà la sanità padovana e veneta alla luce delle nuove Schede Ospedaliere, che sono all’esame della Quinta Commissione. Quattro anni fa ho assunto la carica di Presidente della Commissione Sanità e oggi posso affermare, con grande orgoglio, da padovano, che la mia città è tornata a essere al centro del sistema sanitario veneto, grazie a investimenti importanti che riguardano in primis il nuovo Polo ospedaliero, ormai una certezza; il nuovo Policlinico Universitario sorgerà a Padova Est e sarà di alta specializzazione. E’ più o meno dal 1995, da quando muovevo i primi passi in politica, che si parlava di un nuovo ospedale nella città del Santo e ora è stata finalmente messa la parola fine, grazie soprattutto al lavoro e all’impegno del Governatore Zaia, dell’ex Assessore alla Sanità Coletto e dell’attuale Assessore, Lanzarin. Il nuovo Policlinico Universitario trasformerà la sanità padovana: l’Azienda Ospedaliera potrà programmare meglio il suo sviluppo, l’Ulss 6 Euganea, la più grande del Veneto, da Piove di Sacco a Schiavonia, da Cittadella a Camposampiero, potrà specializzarsi e rafforzarsi nei suoi presidi ospedalieri sul territorio provinciale, mentre lo IOV, centro di eccellenza assoluta per qualità delle cure erogate e per l’attività di ricerca all’avanguardia, si svilupperà ulteriormente. Padova è quindi sempre più al centro della sanità veneta, ospitando la sede di Azienda Zero, la centrale aggregativa del sistema sanitario dal punto di vista amministrativo. L’approvazione delle nuove Schede, spero entro Pasqua, segnerà la fine di un percorso iniziato nel 2016, con la Legge 19 di riforma della sanità veneta, e proseguito con l’approvazione, a dicembre 2018, del PSSR 2019- 2023. Le Schede Ospedaliere indicheranno quanti posti letto e quante apicalità ci dovranno essere, nel rispetto del DM 70/2015, che pone limiti precisi e che definisce le caratteristiche degli ospedali Hub e Spoke, e della programmazione sanitaria regionale». «E voglio ribadire a chiare lettere – ha sottolineato il Presidente della Quinta Commissione consiliare – che l’ospedale Sant’Antonio non chiuderà dopo l’approvazione delle nuove Schede Ospedaliere. Mi impegno, il giorno dopo il voto delle Schede, a recarmi al Sant’Antonio per sottopormi a una visita in reparto, dimostrando così che nulla cambierà e che l’ospedale di via Facciolati continuerà a garantire ai cittadini padovani le stesse ottime risposte in termini di cure sanitarie. Ci sarà solo una trasformazione organizzativa dello stesso, che passerà in gestione all’Azienda Ospedaliera, e si rafforzerà grazie al connubio con l’Azienda, tramite i rapporti con l’Università e alla luce del nuovo Policlinico. Raccogliamo così la sfida di rispondere ai rinnovati bisogni assistenziali dei padovani per i prossimi 8- 10 anni, sviluppando al meglio i servizi sanitari nella città euganea. Il Giustiniani rimarrà l’ospedale dei padovani, con il suo Pronto Soccorso. Le nuove Schede Ospedaliere rappresentano in modo unitario quelli che sono i posti letto e le apicalità che prima facevano parte del Giustinianeo e del Sant’Antonio. Proporrò pertanto, per fugare ulteriormente ogni dubbio, il nuovo nome di ‘Polo di via Giustiniani – Sant’Antonio». «Quanto all’autonomia – ha concluso Fabrizio Boron - il Veneto ha chiesto una delega importante in materia sanitaria e ciò è fondamentale per la salute dei cittadini veneti. Dico che i costi standard applicati in sanità potrebbero determinare per il nostro Paese un risparmio di circa 30 miliardi e che il Veneto avrebbe a disposizione oltre 1 miliardo di euro in più da destinare ai servizi sanitari sul territorio». L’Assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin: «Il Piano Socio Sanitario 2019- 2023, approvato a dicembre dall’aula consiliare, dopo essere stato licenziato dalla Commissione Sanità, si pone in continuazione con la precedente programmazione sanitaria regionale, dato che non va a modificare le reti ospedaliere, gli Hub e gli Spoke, le reti cliniche e i centri di riferimento regionale, ma cerca di raccogliere le nuove sfide per la sanità, ovvero rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni assistenziali. Innanzitutto, la presa in carico della cronicità: viviamo più a lungo ma anche con più patologie e quindi è necessario investire in questo campo. Poi, la non autosufficienza, che ha numeri importanti e che richiede un maggiore impegno. Ma la nuova programmazione sanitaria regionale è attenta a rafforzare il collegamento con il territorio, e già con la Legge n. 19/2016, che ha riformato la sanità veneta, abbiamo attribuito ai 26 Distretti che ci sono oggi in Veneto un ruolo importante e strategico sul territorio, di raccordo tra la parte sanitaria e quella territoriale». «Quanto al nuovo ospedale di Padova – ha continuato l’Assessore – le Schede Ospedaliere evidenziano come il percorso sia stato ormai avviato e che porterà alla costruzione, a Padova Est, di un Polo della Salute ad alta direzione universitaria e di forte specializzazione, all’avanguardia, che sarà punto di riferimento per la sanità anche oltre i confini regionali. E il Giustinianeo continuerà a essere l’ospedale cittadino; voglio rassicurare i padovani: non perderanno il loro ospedale di riferimento e il Sant’Antonio continuerà ad avere le stesse funzioni, almeno fino alla costruzione del nuovo ospedale». «E l’autonomia – ha concluso Manuela Lanzarin – porterà più assunzione di responsabilità e una maggiore possibilità di gestire, in modo diverso e più flessibile, le risorse che oggi abbiamo e i finanziamenti che arriveranno da Roma, per calibrare meglio investimenti e interventi sulle reali esigenze sanitarie espresse dai territori. Quando parliamo di autonomia pensiamo soprattutto al personale medico e infermieristico; oggi, di fronte alla drammatica carenza di medici, ben vengano tutti gli accorgimenti per reclutare più personale e che potranno rientrare nel pacchetto dell’autonomia rafforzata. La sanità veneta continuerà ad essere di eccellenza, forte della sua peculiarità, ovvero la forte integrazione tra parte sanitaria e sociale e la nuova programmazione rafforzerà questo felice connubio». Il Sottosegretario alla Salute, Luca Coletto: «I Veneti, con il Referendum del 22 ottobre 2017, si sono chiaramente espressi a favore dell’autonomia e noi abbiamo l’obbligo di dargliela, ma sono fiducioso, a Roma interviene spesso il nostro Governatore Luca Zaia, che in questo senso è un vero ‘mastino’. Autonomia vuole dire attuare una gestione responsabile dei soldi dei contribuenti per migliorare la sanità veneta e, una volta portata a casa, non ci saranno più scuse, per nessuno. Tengo a chiarire che autonomia non vuol dire lasciare indietro nessuno, ma solo migliorare la nostra programmazione sanitaria e garantire una maggiore innovazione, che è fondamentale per vincere le nuove sfide della salute. D’altra parte, il ‘regionalismo’ fu già scritto dai Padri Costituenti, anche se è stato attuato solo a partire dal 1970; la Regione, in campo sanitario, agisce con una certa autonomia ma ora è necessario fare uno scatto in avanti, soprattutto per fare fronte alla drammatica carenza di medici, ce ne mancano circa 1300; dobbiamo poter programmare il numero di personale medico e, in accordo con le Università, degli specializzandi. Ricordo che già con l’articolo 22 del Patto della Salute del 2014 avevamo evidenziato il grave problema della carenza di medici e della necessità di una specialità parallela a quella dell’Università e del MIUR, fatta in reparto. Non possiamo permetterci di pagare 120 mila euro per la formazione di un medico e poi farcelo scippare dalla Germania e dall’Europa. Giusto lo sblocco di assunzioni, giusto ricorrere, in caso di assoluta emergenza, al reclutamento dei medici in pensione, come ha fatto l’Assessore Lanzarin con apposita DGR, ma dobbiamo cercare anche di incentivare i medici a rimanere in servizio posticipando la pensione. Il lavoro fatto è stato assolutamente importante e lo dimostra il riconoscimento al Veneto di regione benchmark in ordine ai LEA». La serata è stata chiusa dagli interventi dei tre Direttori Generali che hanno spiegato, in modo tecnico, i numeri contenuti nelle nuove Schede Ospedaliere e la ‘filosofia’ a cui esse sono ispirate, tenendo conto della nuova programmazione sanitaria per i prossimi cinque anni. Alcune certezze: la nuova Pediatria di Padova sarà un progetto all’avanguardia, lo IOV resterà nella città del Santo, si rafforzerà e continuerà ad essere centro di eccellenza per prestazioni sanitarie oncologiche e per la ricerca, mentre l’Ulss 6 Euganea manterrà il primato tra le Ulss del Veneto.  
29 Marzo 2019
Autonomia – Villanova (ZP): «Il presidente Fico rispetti il popolo veneto che sull’autonomia si è espresso democraticamente. Qui a Venezia M5s ha votato a favore»
Venezia, 29 marzo 2019 - «Se il presidente della Camera, Roberto Fico, deve venire fino a Venezia per dichiarare ai veneti come si fa l'Autonomia, può tranquillamente restare a Roma, nelle stanze d'oro di Montecitorio: risparmieremo tempo e soldi pubblici». Commenta così il consigliere regionale Alberto Villanova (Zaia Presidente) le dichiarazioni del presidente della Camera, Roberto Fico che, in occasione dell'apertura dell'anno accademico dello IUAV stamattina a Venezia ha evidenziato come, nel corso dell'iter parlamentare dell'Autonomia, ci saranno sicuramente delle modifiche alla bozza attuale. «Il presidente Fico evidentemente non ha conoscenza delle istanze del Veneto, né ha rispetto della volontà del popolo veneto. Un grillino come lui, strenuo difensore della scelte condivise e partecipate, prima di dichiarare in perfetto politichese la necessità di rivedere il percorso dell'Autonomia, dovrebbe sapere che i veneti hanno giù fatto un Referendum sull'Autonomia, votando in massa a favore. Forse, però, non sa che persino i suoi colleghi di partito, a Palazzo Ferro-Fini, si sono espressi pro Autonomia. Qual è quindi la posizione del M5S – si domanda in conclusione Villanova -, quella di Fico o quella dei consiglieri grillini veneti?».
28 Marzo 2019
Sanità, piano socio sanitario e nuovo ospedale – Boron (ZP): «Domani sera a Padova un convegno per fare chiarezza in un settore così delicato»
Venezia, 28 marzo 2019 - «Piano socio-sanitario, schede ospedaliere, nuovo ospedale: la sanità padovana in queste settimane è stata sommersa da tante polemiche inutili e da voci false e dannose. È ora di fare un po’ di chiarezza». Così Fabrizio Boron (Zaia Presidente), presidente della Quinta commissione consiliare Sanità, annuncia il convegno che si terrà domani, venerdì 29 marzo, alle 20,45 alla Fornace Carotta in via Siracusa 61, Padova. «A parlare di un tema così delicato – precisa Boron – saranno le persone che più di tutte sono competenti in materia, primo fra tutti Luca Coletto, Sottosegretario di Stato alla Salute ed ex assessore della Regione del Veneto, l’attuale assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, e i tre direttori generali delle tre principali realtà sanitarie padovane, Luciano Flor (Azienda Ospedaliera), Giorgio Roberti (Istituto Oncologico Veneto) e Domenico Scibetta (Ulss 6 Euganea). Un’occasione, quindi, per spiegare chiaramente le novità di settore così importante per la vita dei cittadini».
27 Marzo 2019
Riqualificazione urbana e rinaturalizzazione – Colman (LN): «Oggi approvata la legge che riporterà le amministrazioni locali al centro e favorirà i progettisti più innovativi»
Venezia, 27 marzo 2019 – «La legge approvata oggi in Consiglio Regionale contiene importanti aspetti che vanno a sostenere e stimolare il settore edilizio che si pongono in coerenza con le attuali altre normative regionali ispirate al contenimento del consumo del suolo». Con queste parole Maurizio Colman, consigliere regionale della Lega, commenta l’approvazione di “Veneto 2050 -  Politiche per la riqualificazione urbana e la rinaturalizzazione del territorio veneto”. «In questa ottica – spiega ancora Colman - vengono disciplinati gli aspetti normativi che possono favorire la pulizia del territorio, contribuendo al riordino urbano. Tutto questo per migliorare il paesaggio veneto e contemporaneamente la qualità della vita all’interno dell’abitato. L’individuazione degli edifici ritenuti incongrui dalle amministrazioni locali e i relativi crediti edilizi, da effettuarsi con una variante allo strumento urbanistico vigente, vede quindi i Comuni come soggetti attivi nell’applicazione della legge “Veneto 2050”. Avere inoltre stabilito elementi premiali per l’utilizzo di tecnologie costruttive e progettuali innovative da un lato dà la possibilità di migliorare gli edifici già costruiti all’interno dei nostri centri urbani, dall’altro incentiva i progettisti a mettere in pratica tecniche sempre più moderne, dando la possibilità a quelli più predisposti all’innovazione di esprimersi e di affermarsi. Credo quindi che i tratti innovativi contenuti in questa legge possano essere la dimostrazione di come il Veneto continui ad essere un territorio vocato all’innovazione e proiettato verso il futuro».
27 Marzo 2019
Autonomia – Rizzotto (ZP): «Battaglia giusta, Veneti a fianco del Presidente Zaia»
Venezia 27 marzo 2019 -    «I risultati dell'indagine pubblicati oggi non lasciano spazio ad alcun dubbio: sull'Autonomia, i veneti sono a fianco del Presidente Zaia. PD, 5 stelle e coloro che continuano ad osteggiare questa grande riforma se ne facciano una ragione ed inizino a collaborare». Interviene così la capogruppo di Zaia Presidente, Silvia Rizzotto, in merito al sondaggio pubblicato oggi dal Gazzettino sull'Autonomia regionale. «I risultati del sondaggio sono, per certi versi, persino imbarazzanti: sul favore all'Autonomia regionale, infatti, si spingono anche fasce di elettorato di partiti che a livello nazionale, da sempre, rallentano e si oppongono in ogni modo. Non si tratta di un regalo a favore del nostro Presidente Zaia, che oggi festeggia il suo compleanno, quanto la dimostrazione che le motivazioni sulla necessità dell'Autonomia e che lui ha sempre portato nel corso degli anni, dal Referendum del 2017 alle trattative in corso, sono le ragioni di un intero popolo. Al di là del contratto di Governo - conclude Rizzotto - i grillini, sempre più spaesati visti gli ultimi esiti elettorali, farebbero meglio a dare risposte e smetterla con questo teatrino del rimandare sempre».
26 Marzo 2019
Sanità – Semenzato (LN): «Ospedali veneziani, schede ospedaliere: posti letto non perduti, ma trasformati in ospedali di comunità. Venezia, Dolo e Mirano, programmazione che punta a qualità e sicurezza»
Venezia, 26 marzo 2019 – «Gli esponenti del Partito democratico parlano di declassamento dell’Ospedale civile di Venezia, di depotenziamento degli ospedali di Dolo e Mirano, di posti letto eliminati e di strutture “prosciugate”, ma non hanno idea di cosa stanno dicendo. La risposta a questa critica infondata  sta tutta nel rispetto del decreto ministeriale 70 del 2015 che impone 14.917 posti letto per acuti e 3.481 per la riabilitazione a livello regionale». Così Alberto Semenzato, consigliere regionale della Lega e membro della Quinta commissione consiliare competente in materia di Sanità, commenta le critiche alla dotazione ospedaliera disegnata dalla Giunta regionale del Veneto per le strutture di Dolo e Mirano. «C’è spazio per qualche piccolo aggiustamento in Commissione  visto che nelle schede ospedaliere approvate pochi giorni fa dalla Giunta regionale sono stati impegnati 14.888 posti letto per gli acuti e 2.964 per la riabilitazione. Vorrei però ricordare che questi 169 posti letto non sono stati persi, come sostengono i consiglieri dell’opposizione, ma saranno recuperati con 139 posti nelle strutture intermedie, dedicate al ricovero temporaneo. Dobbiamo tenere infatti presente che le tecniche chirurgiche ormai sono cambiate, gli interventi sono sempre meno invasivi e quindi, più che di posti per i casi acuti, c’è bisogno di posti per la riabilitazione e la lungo-degenza. Si deve tener presente che questa nuova organizzazione è stata pensata per consentire un miglior servizio e maggior sicurezza ai pazienti.  La volontà non è quella di tagliare l’offerta ai cittadini, ma anzi quella di potenziarla. Al di là di quello che affermano alcuni comitati locali spesso strumentalizzati dai partiti di sinistra, gli ospedali in cui si svolgono più interventi sanitari sono quelli in cui i medici hanno più possibilità di “esercitarsi”, specializzarsi e quindi raggiungere un livello più elevato con meno rischi per l’incolumità del paziente, come dimostrano gli studi e le evidenze scientifiche nazionali e internazionali. D’altra parte se un cittadino ha bisogno di cure specializzate, come nel caso di tumori, si rivolgerà all’ospedale più vicino o a quello che ha un reparto di Oncologia migliore? I pazienti non vogliono la struttura sotto casa, ma quella più competente e sicura. Queste considerazioni – continua Semenzato - rispondono pienamente agli attacchi rivolti alle dotazioni previste per l’Ospedale civile di Venezia e gli ospedali di Dolo e Mirano. Per quanto riguarda il primo si è parlato, in modo del tutto erroneo, di “declassamento”. Non è assolutamente così: Venezia, tra centro storico e Lido, ha un bacino di utenti di circa 80mila persone, ben al di sotto del limite di 200mila fissato dal decreto ministeriale. Siamo consapevoli che la città ha una sua specificità e, proprio per questo motivo, i 300 posti letto previsti sono ben al di sopra di quelli fissati dalla legge che prevede un rapporto di 3 posti ogni mille abitanti per gli acuti. Non sono stati eliminati reparti e anzi sono stati confermati le peculiarità delle strutture di riferimento per l’artropatia gottosa e per il trapianto di cornea. C’è poi una puntualizzazione doverosa sugli ospedali di Dolo e Mirano e, in modo particolare, sul trasferimento del primario di Ginecologia e Ostetricia dalla prima struttura alla seconda. Un trasferimento motivato dal fatto che l’ospedale di Dolo è ben lontano dai 500 parti l’anno, mentre Mirano ne fa più del doppio. Come già spiegato, è d’obbligo puntare su una struttura che, avendo a disposizione una casistica maggiore, può raggiungere anche una maggiore specializzazione, soprattutto tenendo a mente la manciata di chilometri che separano i due ospedali. Infine – aggiunge il consigliere leghista - voglio rispondere a una critica personale: un comitato di Dolo mi ha accusato di essere campanilista e di favorire l’ospedale della mia cittadina, Mirano. Rispondo solo ricordando il caso di Cardiochirurgia: proprio per la mancanza di numeri nella struttura miranese, ero stato io stesso a dare parere favorevole al trasferimento del primariato a Mestre. Un caso, quindi, del tutto analogo a quello che stiamo vivendo in questi giorni con l’apicalità di Ginecologia e Ostetricia».  
26 Marzo 2019
Schede ospedaliere del San Bassiano – Finco (LN): «Non toccheremo i reparti né la qualità dei servizi. La Regione ha investito sull’Ulss Pedemontana, nonostante i consiglieri del Pd non la volessero»
Venezia, 26 marzo 2019 – «Come capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Veneto e componente della Commissione consiliare Sanità, devo proprio dire che è ora di finirla di utilizzare l’ospedale San Bassiano per la campagna elettorale e creare inutili allarmismi alle spalle dei malati e delle loro famiglie. In questi anni la Regione del Veneto ha dimostrato sempre una grande attenzione per il nostro ospedale, creando una Ulss ad hoc assieme al Santorso e Asiago, e facendo importanti investimenti e interventi strutturali che ci hanno permesso di attirare e tenere qui professionisti di alta qualità che tutti ci invidiano e che, più di tutto, evidenziano la volontà di puntare su questo presidio ospedaliero». Così Nicola Finco, capogruppo in Consiglio regionale del gruppo Lega, commenta la polemica sollevata dal candidato sindaco di centrosinistra di Bassano Angelo Vernillo che ha annunciato una raccolta firme contro la dotazione stabilita dalle schede ospedaliere, approvate dalla Giunta regionale una settimana fa, per l’ospedale San Bassiano. «Come in tutte le programmazioni – sottolinea Finco -, la Giunta predispone un testo base. Spetta poi ai consiglieri regionali, auditi i portatori di interesse e gli amministratori locali, redigere al meglio le schede ospedaliere. Devo quindi mettere a tacere fin da subito le polemiche e, in qualità di capogruppo e membro della Quinta commissione consiliare, tranquillizzare gli amministratori locali, i medici, le associazioni e i cittadini che nessun servizio nell’ospedale verrà meno, così come la qualità delle prestazioni effettuate. Il livello di una struttura ospedaliera – continua il capogruppo leghista- non si valuta solo da quanto scritto sulla carta, ma anche dai professionisti e dai tempi di intervento. Oggi a causa di una sbagliata pianificazione a livello ministeriale registriamo una grave carenza di medici in tutto il Veneto e a livello nazionale. Per questo motivo stiamo mettendo in campo, attraverso la nuova programmazione sanitaria, tutta una serie di misure per continuare a garantire servizi di qualità ai cittadini. Contiamo di approvare le schede ospedaliere prima di Pasqua: nel frattempo ogni consiglio e osservazione sarà ben gradita, purché non serva solo a cavalcare un tema così delicato per creare paure e incertezze ai soli fini elettorali. Il reparto di Oncologia, l’Emodinamica e i posti letto in Psichiatria sono al sicuro. Stiamo valutando altre importanti novità che saranno oggetto di valutazione all’interno della commissione Sanità. È bene tenere a mente, inoltre, che oggi Bassano è sede di un’Ulss insediata in un territorio molto particolare che continueremo a valorizzare. Piuttosto vedo molte mobilitazioni da parte di esponenti del Partito democratico a livello locale e nazionale per il San Bassiano. Mi chiedo però dove fossero tutte queste persone così battagliere quando anni fa, in sede dell’approvazione della riforma sanitaria, i consiglieri regionali del Pd alzarono le barricate contro la creazione dell’Ulss Pedemontana per concentrare tutte le risorse a Vicenza. Vorrei tanto sapere – chiude Finco – come mai allora non fecero né raccolte firme né mobilitazioni di massa».
26 Marzo 2019
Processo a Cesare Battisti – Villanova (ZP): «Scuse ignobili e fuori tempo massimo. Chi lo ha protetto ora si nasconde come ha fatto lui per 40 anni»
Venezia, 26 marzo 2019 - «Le scuse dell’assassino Cesare Battisti, dopo quarant'anni di latitanza,  sono deplorevoli e fuori tempo massimo. Ha ucciso degli innocenti e le loro famiglie meritano giustizia, per cui la smetta con questo piagnisteo e paghi per intero il suo conto con la giustizia. Vuole il perdono? Lo chieda a Dio, ma qui in Italia deve restare in galera». Interviene con fermezza il consigliere Alberto Villanova (Zaia Presidente) sulle dichiarazioni rilasciate dal terrorista Cesare Battisti che è stato arrestato e riportato in Italia solo due mesi fa e che, interrogato dalla procura milanese, ha ammesso gli omicidi di Antonio Santoro, Luigi Torregiani, Lino Sabbadin e Andrea Campagna. «E’ solo grazie al ministro Salvini se oggi l'Italia può finalmente processare un terrorista scappato per decenni alle sue responsabilità. Una persona delle cui scuse non sappiamo che fare. Ha avuto 40 anni per presentarle e invece, per tutto questo tempo, ha sempre mentito a tutti. Un assassino e un bugiardo, coperto e tutelato da quella "intellighenzia" di sinistra fatta di pensatori, filosofi, scrittori secondo i quali Cesare Battisti era un martire, una vittima del "sistema", un rivoluzionario proletario incastrato da chissà chi. Ora che il reo confesso ha ammesso di aver ucciso persone innocenti – chiede in conclusione Villanova -, cosa ha da dire chi lo ha protetto per quarant’anni?».