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30 Settembre 2026
Droga. Rigo (Lega-LV): “Dalla medaglia d’oro alle patrie galere. Game over per il writer ‘Cibo’, la sinistra rimane senza idoli”
Venezia 30 settembre 2026  “Dalla proposta di medaglia d’oro come cittadino eccellente alle patrie galere. Finisce nel peggiore dei modi, ovvero con le manette della Guardia di Finanza, il mito dello street artist ‘Cibo’. La carriera del nuovo idolo della sinistra è andata in fumo”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale della Lega Liga Veneta, Filippo Rigo, commentando l'arresto del writer veronese per la coltivazione di una maxi-piantagione di marijuana a San Giovanni Lupatoto. “Per anni la sinistra e i centri sociali hanno coccolato questo personaggio, ergendolo a paladino dell'antifascismo militante e icona del politicamente corretto solo perché copriva scritte con disegni di broccoli e zucchine – dichiara il consigliere Rigo –. Pensare che gli esponenti di sinistra volevano persino tributargli i massimi riconoscimenti civici...Oggi scopriamo che, dietro la facciata del ‘pittore fruttivendolo’ impegnato nel sociale, si nascondeva una vera e propria attività professionale di coltivazione di stupefacenti, con tanto di impianti di irrigazione avanzati e fototrappole in un'area demaniale. I nodi vengono al pettine e la retorica progressista va letteralmente in fumo. Ringrazio gli uomini della Guardia di Finanza e la Procura di Verona per la brillante operazione che ha portato al sequestro di oltre 60 kg di marijuana. Adesso il gioco è finito, le arance potrà solo mangiarle. La sinistra veronese e nazionale perde l'ennesimo idolo di cartone e si ritrova, è proprio il caso di dirlo, alla frutta”, conclude Rigo.
30 Settembre 2026
Mosco (Stefani Presidente): “Contro la giunta Giordani sulla cittadinanza: il Pd difende chi viola le regole, noi stiamo con Schiesaro”
Venezia, 30 settembre 2026       “Il Viminale ha confermato la correttezza della decisione assunta dal sindaco Marco Schiesaro. La cittadinanza italiana non è una pratica da ratificare automaticamente, ma il punto di arrivo di un percorso di integrazione che richiede la conoscenza della nostra lingua e la piena consapevolezza dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione”. Lo dichiara il consigliere regionale e vicepresidente del gruppo Stefani Presidente nell’assemblea legislativa veneta, Eleonora Mosco, che aggiunge: “Marco ha agito con responsabilità e nel rispetto del proprio ruolo di ufficiale di stato civile. Le indicazioni del Viminale gli danno ragione: chi pronuncia la formula di giuramento deve comprenderne personalmente il significato, senza dipendere da un interprete. Conoscere l’italiano significa poter partecipare alla vita della comunità, essere autonomi e comprendere le regole del Paese del quale si chiede di diventare cittadini. Adesso attendiamo che anche il sindaco di Padova, Sergio Giordani, riconosca di essersi sbagliato. Aveva dichiarato: “Si vede che è giovane, evidentemente inesperto”, liquidando così la decisione del collega. La risposta del Viminale smentisce quel giudizio frettoloso. L’esperienza si dimostra assumendosi responsabilità: prima di impartire lezioni, Giordani avrebbe fatto bene ad attendere i chiarimenti delle autorità competenti. Alla Giunta padovana sostenuta dal Pd chiediamo di confrontarsi con questi chiarimenti. Le polemiche politiche devono lasciare spazio al rispetto del lavoro degli amministratori. Da chi ha attaccato Schiesaro ci aspettiamo ora la correttezza di riconoscere le ragioni della sua scelta. Le offese rivolte a Marco dal responsabile della comunità somala sono state vergognose e inaccettabili. Nessuna diversità culturale o religiosa autorizza a insultare un sindaco che sta svolgendo il proprio dovere”. “La presenza oggi a Cadoneghe del vicepremier Matteo Salvini, arrivato personalmente per ringraziarlo e sostenerlo, rappresenta un segnale politico forte: chi difende le nostre leggi e il valore della cittadinanza non viene lasciato solo”, conclude Mosco.
30 Settembre 2026
Sanità Vicentina, Bevilacqua (Lega): “Ospedale Arzignano-Montecchio rispetta il crono-programma: fine lavori per il 2027 e attivazione per la primavera del 2028. Una opera strategica per tutto l’Ovest Vicentino, oggi in Commissione audizione con Assessore Gerosa”
“Il cronoprogramma del nuovo ospedale di Arzignano-Montecchio Maggiore segue i tempi prestabiliti. L’emiciclo nord è definito e i lavori sono stati completati. Entro la fine del prossimo anno saranno terminati anche quelli nell’emiciclo sud. E così, l’attivazione è prevista per la primavera del 2028. L’audizione di oggi in quinta commissione era per questo uno snodo fondamentale per la nostra sanità. Questo sarà infatti il nuovo pilastro per il futuro della sanità nell'Ovest Vicentino e uno dei vertici della rete della sanità territoriale. Ecco perché oggi ho partecipato all’audizione alla presenza dell’Assessore Gerosa e del DG Ruscitti. Una opportunità importante per fare il punto sulle tappe verso la realizzazione di quest’opera”. Con queste parole la consigliera regionale della Lega – Łiga Veneta, Alessia Bevilacqua, interviene a seguito del recente confronto in Quinta commissione consiliare sulla situazione della sanità vicentina. “L’avanzamento di questa grande infrastruttura sanitaria del valore di 135 milioni di euro– spiega la consigliera Bevilacqua – dimostra come l’attenzione della Regione Veneto e dell’Ulss 8 Berica verso le nostre comunità sia di primo piano. L’ospedale di Montecchio non sarà solo una struttura avanzata e al passo con i tempi. Ma diventerà la pietra angolare della prossima rete di medicina territoriale dell'intera provincia. Il collegamento con l'hub del San Bortolo di Vicenza e con gli altri presidi territoriali sarà fondamentale in questo senso. Il nostro territorio, non va dimenticato, è dal punto di vista economico, sociale ed imprenditoriale uno dei più dinamici. Il confronto costante con i vertici sanitari e con gli amministratori locali è la chiave per governare al meglio la sanità del futuro. Da parte mia, in Consiglio regionale, continuerò a seguire da vicino e a supportare ogni passo in avanti del cantiere, mantenendo un canale di dialogo sempre aperto con l'assessorato alla Sanità e la direzione generale dell’Ulss 8 Berica. L'obiettivo comune resta uno solo: portare avanti il completamento dell'opera e consolidare un rapporto sempre più forte tra l’ospedale e il suo territorio”, conclude Alessia Bevilacqua
29 Settembre 2026
Barbisan (Lega-LV): “Caregiver, approvata la legge: riconosciamo chi ogni giorno si prende cura dei propri cari. Grazie Presidente Stefani”

“Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi il progetto di legge, a firma del presidente Alberto Stefani, sul riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del caregiver familiare, un provvedimento che riconosce il valore sociale ed economico dell'attività di assistenza e cura non professionale e non retribuita svolta all'interno della famiglia e della rete affettiva”. Il capogruppo della Lega - Liga Veneta in Consiglio regionale, Riccardo Barbisan, intervenuto in Aula in qualità di correlatore, esprime in una nota “soddisfazione per l'approvazione della legge” e sottolinea “il carattere trasversale del percorso che ha portato al provvedimento. Oggi il Veneto compie un passo importante perché riconosce formalmente una realtà che già esiste e che coinvolge migliaia di famiglie. Dietro la parola "caregiver" ci sono genitori che assistono un figlio con disabilità, figli che si prendono cura di un genitore anziano e non autosufficiente, coniugi, fratelli e sorelle che spesso modificano profondamente la propria vita per assistere una persona cara”.

“Questa legge - prosegue Barbisan - nasce da un percorso che viene da lontano e che ha visto confrontarsi maggioranza e opposizione. Voglio rivolgere un ringraziamento al Presidente della Regione, Alberto Stefani, alla consigliera Luisetto e a tutti i colleghi della Quinta commissione, di cui faccio parte, che hanno contribuito alla costruzione e all'approvazione di un provvedimento che mette al centro le persone e le famiglie. Quando ci sono temi che riguardano direttamente la vita delle nostre comunità, è importante saper trovare una sintesi e lavorare insieme. Il provvedimento riconosce il caregiver quale parte integrante del sistema regionale integrato dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari e prevede una rete di sostegno attraverso i servizi territoriali, il responsabile del caso, il medico di medicina generale, i servizi specialistici, il volontariato e le reti di solidarietà. Sono inoltre previsti supporto psicologico, interventi di sollievo, soluzioni per le situazioni di emergenza, formazione e strumenti per la valorizzazione delle competenze maturate nell'attività di cura, anche in funzione dell'accesso o del reinserimento nel mondo del lavoro”.

“La formazione rappresenta un altro elemento importante di questa legge - sottolinea Barbisan - perché chi si prende cura di una persona fragile deve poter contare non soltanto sulla propria volontà e sul proprio senso di responsabilità, ma anche su strumenti, conoscenze e competenze adeguate. Dare formazione significa mettere il caregiver nelle condizioni di affrontare meglio il proprio ruolo e, allo stesso tempo, garantire maggiore qualità e appropriatezza nel percorso di assistenza”.

“Un aspetto che considero particolarmente importante - prosegue Barbisan - è che il caregiver non venga lasciato solo. La famiglia resta centrale, ma famiglia non può significare solitudine. Attorno a chi assiste una persona fragile dobbiamo costruire una rete pubblica capace di accompagnare e sostenere concretamente. Particolare attenzione viene dedicata anche ai giovani caregiver, con l'obiettivo di considerare le ricadute che l'attività di cura può avere sul percorso scolastico, sulla socialità e sulla costruzione del proprio futuro. La legge istituisce inoltre un Tavolo di lavoro permanente sul caregiver familiare e prevede una clausola valutativa, con una verifica annuale dei risultati raggiunti, tra cui il numero dei caregiver coinvolti, il ricorso agli interventi di sostegno e sollievo, la formazione, il riconoscimento delle competenze, la situazione degli studenti caregiver e quella occupazionale”.

“Una legge non si misura soltanto dalle intenzioni con cui viene approvata - continua Barbisan - ma da quello che riuscirà a produrre concretamente. Dovremo verificare che il riconoscimento formale diventi sostegno reale, che le risorse arrivino alle persone e alle famiglie e che nessun caregiver si senta solo nel proprio percorso di cura. Con questa legge portiamo a segno anche un impegno che avevamo assunto nel nostro programma elettorale. Avevamo indicato tra le nostre priorità il sostegno concreto alle famiglie e a chi si prende cura delle persone più fragili. Oggi quell'impegno diventa una legge regionale. È un risultato importante per il Veneto e per tutte quelle famiglie che ogni giorno affrontano, spesso in silenzio, un percorso di cura e assistenza. Per gli interventi di sostegno ai caregiver sono previsti 250 mila euro per il 2026 e 992.500 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028, ai quali si aggiungono 50 mila euro annui per le azioni di sensibilizzazione negli esercizi 2027 e 2028”.

“Come Lega - Liga Veneta - conclude Barbisan - abbiamo espresso un voto favorevole perché riteniamo importante dare una risposta organica a chi ogni giorno si prende cura dei propri cari. Il nostro impegno ora sarà quello di seguire l'attuazione della legge affinché questo riconoscimento si traduca in aiuti concreti, formazione e sostegno reale per le famiglie venete”.

25 Settembre 2026
Sversamento di Borlanda nel Polesine, Corazzari: «Fin dall’inizio ho seguito la vicenda. Presentata immediatamente un’interrogazione, continuo a monitorare la situazione»
Venezia, 25 settembre 2026 – «Fin dalle prime segnalazioni ho seguito con attenzione la situazione relativa allo sversamento di borlanda nei canali del Polesine, interessati da una significativa moria di fauna ittica. Per questo ho ritenuto necessario intervenire immediatamente, presentando già il 16 settembre un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale».Lo afferma il consigliere regionale della Lega Cristiano Corazzari, che aveva chiesto alla Regione aggiornamenti sull’origine e sulle responsabilità dello sversamento, nonché sulle misure adottate e previste per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale del canale.«Le prime informazioni disponibili – spiega Corazzari – indicavano una consistente perdita di borlanda nel canale Bentivoglio, con una conseguente riduzione dell’ossigeno nell’acqua, la moria della fauna ittica e la presenza di acque putride e cattivi odori. L’episodio ha richiesto l’intervento di Vigili del fuoco, ARPAV, Carabinieri, Consorzio di bonifica, ULSS 5 e degli altri enti competenti».«Gli accertamenti effettuati hanno escluso rischi per la salute umana, ma hanno evidenziato un impatto devastante sull’ecosistema acquatico. I dati emersi dalle operazioni di bonifica affidate a Ecoambiente parlano infatti di ben 27.000 chili di pesce morto raccolto e smaltito lungo il reticolo idrico. Inoltre, le successive segnalazioni provenienti dalla zona di Gurzone, a Occhiobello, hanno reso necessario mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione della situazione e sull’eventuale estensione dell’area interessata».«Sto continuando a monitorare costantemente la situazione e a mantenere alta l’attenzione sull’evolversi degli interventi. È fondamentale fare piena chiarezza sull’origine dello sversamento e sulle eventuali responsabilità, ma soprattutto verificare che siano messe in campo tutte le azioni necessarie per la sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale del canale. A questo proposito – conclude il consigliere Corazzari – monitorerò con attenzione l'evoluzione della situazione affinché, dopo la fase di emergenza, venga predisposto un adeguato piano straordinario di ripopolamento ittico per reimmettere un quantitativo di fauna equivalente a quello andato distrutto, restituendo vita e biodiversità ai nostri corsi d'acqua con tempi certi».
25 Settembre 2026
Conte (Lega-LV): “Basta con l’oscurantismo scolastico, il velo integrale è un’offesa alla dignità e alla bellezza delle donne: da Mestre a Roma, l’Italia non è l’Afghanistan”
Venezia, 25 settembre 2026 - “Bene il tetto del 30% agli stranieri nelle classi. E benissimo il divieto di indossare burqa, niquab e veli di ogni tipo. La bellezza delle donne non va nascosta. La sottomissione culturale alla quale ci vorrebbe costringere la sinistra internazionalista non può essere il riferimento delle scelte politiche dell’Italia. Un regime talebano purtroppo c’è già, ma si trova a Kabul. Qui, a casa nostra, il Corano non sarà mai Legge”. Lo dichiara in una nota la consigliera regionale del gruppo Lega-LV, Rosanna Conte, che aggiunge: “I paladini del multiculturalismo sfrenato vadano a vedere le conseguenze di una sana e corretta integrazione, nella scuola Giulio Cesare di Mestre, con classi dove gli stranieri sono la stragrande maggioranza. Quello non è progresso, è un insulto al nostro sistema educativo e alla nostra comunità. Fermare questa deriva con un limite insuperabile era un dovere morale verso i cittadini italiani. Il provvedimento adottato ieri in Consiglio dei ministri è una prima importante iniziativa contro l'ideologia del multiculturalismo a tutti i costi, che finora ha solo penalizzato la didattica, gli insegnanti e le famiglie italiane. Chi viene nel nostro Paese deve adeguarsi, non il contrario. Il Corano non può e non deve essere legge in Italia, né ora né mai. Le nostre scuole si fondano sui valori della Costituzione e sulla nostra cultura occidentale, non su precetti religiosi incompatibili con la nostra società. Mi riferisco soprattutto al divieto di indossare il velo (burqa e niqab) all'interno degli istituti scolastici. Questa non è solo una sacrosanta misura di sicurezza, ma è prima di tutto una forma di rispetto imprescindibile verso le donne. Le donne in Italia devono essere libere di mostrare il proprio volto, il proprio sorriso e la propria bellezza, senza dover subire imposizioni oscurantiste che vorrebbero cancellarle. Mi aspetto un plauso, per questo provvedimento, da tutti quei comitati di femministe legate al mondo della sinistra e che scendono in piazza contro la violenza delle donne”. “Difendere la libertà delle donne significa respingere i simboli della loro sottomissione. Chi pretende di applicare la Sharia nelle nostre città ha sbagliato Paese”, conclude Conte.
25 Settembre 2026
Barbisan (Lega-LV): “Cave amiche delle api, inaugurata la terza area del progetto a Nervesa. Ambiente e territorio possono dialogare concretamente”
Venezia, 25 settembre 2026 “Quella di oggi è un’inaugurazione che racconta bene come ambiente e territorio possano dialogare concretamente. Con questa terza “Cava amica delle api” trasformiamo un’area interessata dall’attività estrattiva in uno spazio capace di ospitare biodiversità, educazione ambientale e attenzione agli impollinatori”. Lo ha detto il consigliere regionale del Veneto, Riccardo Barbisan (Lega-LV), intervenuto questa mattina a Nervesa della Battaglia “all’inaugurazione della Cava Madonnetta, terza realtà del progetto “Cave amiche delle api”, promosso dall’Albo dei Cavatori del Veneto in collaborazione con l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto e con il patrocinio del Consiglio regionale del Veneto. L’iniziativa ha previsto anche la presentazione dell’apiario didattico alle scuole, curata dall’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto, a testimonianza della volontà di affiancare alla valorizzazione ambientale anche un’importante attività di sensibilizzazione e conoscenza rivolta alle giovani generazioni. Le api sono vere e proprie sentinelle della salute degli ecosistemi e attraverso progetti come questo possiamo non solo tutelarle, ma anche avvicinare soprattutto le giovani generazioni alla conoscenza dell’ambiente che ci circonda”. “È un esempio positivo di collaborazione tra istituzioni, imprese e associazioni - conclude Barbisan - che dimostra come il recupero e la valorizzazione del territorio possano diventare un’opportunità concreta per la biodiversità e per la comunità. Progetti come questo ci mostrano che tutela dell’ambiente, attività produttive e attenzione al territorio possono procedere insieme”.
25 Settembre 2026
Scuola, Rigo (Lega-LV): “Fuori il burqa dalle classi. Con il tetto al 30% blocchiamo l’invasione culturale della sinistra”
"Basta con le classi ghetto. Basta con aule dove l'italiano è diventato una lingua minoritaria e dove i nostri figli sono costretti a subire continui rallentamenti nei programmi scolastici a causa di un'integrazione fallimentare che fino ad oggi è stata imposta dalla sinistra. Le proposte del ministro della Lega Giuseppe Valditara, a partire dal tetto massimo del 30% di studenti stranieri per classe, è quello che serviva". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale della Lega Liga Veneta, Filippo Rigo, nel commentare l’approvazione delle misure nel Consiglio dei Ministri. "La scuola deve essere il luogo dell'istruzione e del merito, non un centro di accoglienza senza regole – continua Rigo –. L'integrazione scolastica è un percorso serio che richiede il rispetto della nostra lingua. Non può trasformarsi in una silenziosa invasione culturale a danno dei ragazzi italiani. Chi arriva nel nostro Paese ha il dovere di adeguarsi, a partire dall'apprendimento della lingua italiana. Aver inserito criteri rigidi che penalizzano chi non ha mai frequentato i nostri cicli scolastici o l'asilo e chi non vuole imparare la nostra lingua è l'unico modo per garantire classi equilibrate e standard educativi dignitosi". Le nuove disposizioni introducono infatti un vincolo stringente anche per i contesti familiari: i genitori stranieri che non parlano l'italiano e le cui carenze linguistiche ostacolano il percorso d'integrazione del minore saranno segnalati e avranno l'obbligo di frequentare corsi gratuiti di formazione linguistica, con sanzione amministrativa in caso di rifiuto ingiustificato. "È finita l'era del finto buonismo ideologico che ha penalizzato intere generazioni di studenti, creando di fatto dei veri e propri ghetti nelle nostre città. La stretta sul divieto assoluto di presentarsi a scuola a volto coperto, bloccando finalmente niqab e burqa nelle nostre aule, è una misura sacrosanta e doverosa. Il rispetto verso la nostra cultura inizia nelle classi e passa necessariamente per il rispetto delle regole e la conoscenza della nostra lingua", conclude il consigliere regionale della Lega.
24 Settembre 2026
Vittorio Veneto, al via il restyling del pronto soccorso. Barbisan (Lega – LV): “Un intervento concreto per rendere gli spazi più funzionali e accoglienti”
Venezia, 24 settembre 2026 – «L’avvio dei lavori di sistemazione e ammodernamento del Pronto Soccorso dell’ospedale di Vittorio Veneto rappresenta un intervento concreto e importante per migliorare la qualità degli spazi dedicati ai cittadini e agli operatori sanitari. Investire sulle strutture significa infatti investire sulla qualità e sull’efficienza dei servizi». Lo dichiara Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto, commentando l’avvio dei lavori di restyling del Pronto Soccorso dell’ospedale di Vittorio Veneto. «L’intervento – prosegue Barbisan – interesserà in particolare la zona di ingresso, il triage, la sala d’attesa e l’area destinata all’osservazione dei pazienti. Sono spazi nei quali ogni giorno si incontrano le esigenze dei cittadini e il lavoro degli operatori sanitari e che devono quindi essere organizzati nel modo più funzionale possibile». «Particolarmente importante – sottolinea il capogruppo – è anche la scelta di articolare il cantiere in più fasi, così da ridurre al minimo le interferenze con l’attività ordinaria del Pronto Soccorso e garantire la continuità del servizio. È un aspetto fondamentale quando si interviene all’interno di una struttura sanitaria che deve continuare a rispondere quotidianamente alle necessità della comunità». «La sanità si costruisce anche attraverso strutture moderne, sicure e organizzate – conclude Barbisan –. Il nostro impegno deve essere quello di continuare a sostenere gli investimenti che consentono ai nostri ospedali di essere sempre più efficienti e vicini ai cittadini. A Vittorio Veneto si compie oggi un passo concreto in questa direzione, con un intervento che migliorerà le condizioni di lavoro degli operatori e l’accoglienza dei pazienti».
24 Settembre 2026
Lanzarin (Lega- LV): “Ieri la Quinta Commissione ha esaminato la relazione sull’attività svolta per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne”.
La cons. Manuela Lanzarin, presidente della Quinta Commissione, riferisce i risultati dell’attività realizzata nel corso del 2025 per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne, descritta alla Commissione attraverso l’esame della relazione su questa materia. Per prima cosa si contestualizza il fenomeno, poiché i dati del Numero nazionale antiviolenza e stalking 1522 ci riportano che in Veneto, su un totale di 840 chiamate valide, 303 sono state svolte direttamente dalle vittime. Il fenomeno della violenza contro le donne è vasto e non cenna a diminuire, per questo è importante sostenere la rete antiviolenza che nel 2025, attraverso i 25 CAV, ha realizzato 62 punti di accesso, 37 sportelli di cui 4 nelle università e 42 le case rifugio dando aiuto a molte donne residenti nella nostra regione. La rete antiviolenza - donne che aiutano altre donne- con il lavoro delle professioniste e delle volontarie dei Centri antiviolenza, si prende cura delle vittime attraverso un percorso che passa attraverso un contatto volto all’informazione e all’ascolto, anticipando l’inizio del percorso di uscita dalla violenza. Infatti, quando la donna decide di essere seguita dalle operatrici del Centro antiviolenza si avvia un percorso personalizzato di autonomia e uscita dalla violenza; talvolta purtroppo il percorso degenera in situazioni di violenza inaudita che vengono interrotte tramite le Forze dell’Ordine o nei luoghi di cura. I numeri non mento. Nel 2024 tra bambini e bambine, i minori supportati dai Centri antiviolenza sono stati ben 1.871 e fra questi 114 sono state vittime dirette di violenza e 1.195 sono stati vittime di violenza assistita. Questo a significare che la violenza colpisce duramente anche i minori, oltre ad interessare le loro madri. Sempre nel corso del 2024 sono state 238 le donne accolte in strutture dedicate o in case rifugio e con loro v’erano 249 bambine e bambini. Questi dati avvalorano l’importanza di agire per interrompere il ciclo della violenza. Le case rifugio sono essenziali per le donne che non hanno una rete familiare atta a supportarle: molte di loro, infatti, quando intraprendono un percorso di uscita dalla violenza, hanno necessità di un luogo sicuro per loro e per i figli minori. Come arrivano le donne ai luoghi di massima protezione? Nelle case rifugio giungono per il 46,1% attraverso i Centri Antiviolenza, il 30% delle volte attraverso l’attivazione dei Servizi Sociali, il 10,6% dopo essersi rivolte alle Forze dell’ordine e per il 9,2% dopo aver avuto accesso al Pronto Soccorso. La buona notizia riguarda le 154 donne che sono uscite dalle case rifugio per il ritorno ad una autonomia abitativa. I contatti nel 2024 sono stati 8.366, superiori all’affluenza del 2023 (7.142). Nel 2024 i nuovi casi di donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza sono stati 2.327. Confrontando tale dato con il numero di 8.366 contatti, si può stimare che circa un contatto su tre (28%) si traduce nell’inizio di un percorso supportato dalle strutture. Le donne impegnate in un percorso di uscita dalla violenza sono 822 a Verona, 803 a Venezia, 663 a Treviso, 603 a Padova, 577 a Belluno, 194 a Vicenza, 118 a Rovigo. Il 69,6% sono di nazionalità italiana. L’investimento per il futuro sarà il rafforzamento delle azioni rivolte alle donne che hanno intrapreso il percorso di uscita dalla violenza. Per loro serve garantire percorsi di autonomia abitativa ed economica, riuscendo solo così a poter riprendere pianamente in mano la loro vita e sostenere il carico della cura dei figli. Infine, un ulteriore dato utile per fotografare la rete di servizi nelle varie provincie del Veneto: a Belluno sono 4 i punti di accesso, 12 a Padova, 3 a Rovigo, 9 a Treviso, 16 a Venezia, 4 a Verona, 14 a Vicenza. Per contattare il centro antiviolenza più vicino la persona interessata potrà trovare i riferimenti nell’APP ViviVeneto dove una sezione è dedicata ai Centri antiviolenza, il numero verde 1522 potrà essere la prima via per ricevere informazioni utili.