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14 Giugno 2021
Marco Zennaro scarcerato, Pan (LV): “Ottima notizia, ma non possiamo ancora cantare vittoria. L’impegno prosegue e all’ordine del giorno del Consiglio domani c’è la nostra mozione per il suo ritorno a casa”
“Marco Zennaro è stato finalmente scarcerato. Un’ottima notizia quella battuta dall’Ansa pochi minuti fa: l’imprenditore veneto non si trova più in una cella in condizioni disumane e insostenibili, ma non possiamo ancora cantare vittoria: il nostro impegno per riportarlo a casa ora deve proseguire”. Così il capogruppo di Liga Veneta per Salvini premier in Consiglio regionale, Giuseppe Pan, commenta la notizia della scarcerazione dell’imprenditore Marco Zennaro battuta dalle agenzie di stampa poco fa. “Dopo due mesi Zennaro è stato rilasciato grazie ad un lungo negoziato – prosegue il capogruppo - ma per ora dovrà restare in Sudan e non è chiaro quando potrà fare ritorno a casa, in Italia. Non dobbiamo quindi smettere di far sentire la nostra voce per chiederne il ritorno, come abbiamo fatto fino ad ora, a cominciare dalla mozione che ho depositato ed è stata calendarizzata per i lavori del Consiglio regionale domani”. “Con la mozione che domani arriverà in aula – aggiunge Pan – chiediamo al Governo di attivarsi perché Marco Zennaro venga riportato a casa al più presto, intraprendendo tutte le strade possibili”. La mozione depositata del capogruppo di Liga veneta per Salvini premier impegna infatti la giunta regionale a farsi portavoce al Governo italiano “per una rapida e positiva risoluzione della controversia – aggiunge il Pan - in modo che Zennaro venga rimpatriato al più presto”.
11 Giugno 2021
Sandonà (ZP): «La Regione e Veneto Strade realizzeranno il progetto grazie ai fondi della tempesta Vaia. La notizia che tutta l’Alta padovana stava aspettando»
Venezia, 11 giugno 2021 Rifacimento del Ponte di Curtarolo - «Grazie al lavoro della Regione del Veneto, e in particolare del presidente Luca Zaia e del vicepresidente Elisa De Berti, finalmente a breve verrà chiusa la partita del ponte di Curtarolo e sarà posto rimedio ai tantissimi disagi creati alla viabilità dell’Alta Padovana e dell’intera provincia. E questo grazie allo stanziamento di 3 milioni provenienti dall'emergenza Vaia e destinati dalla Regione al rifacimento del ponte che collega Padova a Cittadella, e alla presa in carico da parte di Veneto Strade, società che fa capo alla Regione, della realizzazione di questo progetto fatto dalla Provincia». Esprime soddisfazione Luciano Sandonà, consigliere regionale del Gruppo Zaia Presidente e presidente della Prima commissione consiliare, per le novità annunciate che coinvolgono il ponte di Curtarolo, lungo la strada provinciale 47. «Pur se di competenza provinciale, grazie a un lavoro di squadra che va avanti da tempo, la Regione del Veneto attraverso Veneto strade diventerà protagonista di questo grande progetto, dando fondi e tempi certi per il completamento dell’opera. Dei 4 milioni di euro necessari, infatti, 3 vengono dai fondi straordinari legati alla tempesta Vaia, che saranno sbloccati dal commissario delegato per l’emergenza Ugo Soragni. La Regione del Veneto è impegnata ormai da tempo per dare finalmente soluzione a questo problema che affligge tutti gli abitanti dell’Alta. Io stesso, come consigliere regionale, avevo più volte sollecitato più volte un’accelerazione all’iter di rifacimento. Possiamo quindi iniziare a cogliere i frutti del lungo lavoro».
11 Giugno 2021
Sponda (ZP): «Protezione del territorio: stabilito lo stanziamento di oltre 1,3 milioni di euro per la messa in sicurezza idrogeologica della Val d’Illasi»
Venezia, 11 giugno 2021 – «Finalmente gli abitanti della Val d’Illasi potranno veder risolto un grave problema che li assilla da anni, lo straripamento di alcuni corsi d’acqua che rendono davvero difficile la vita per i nostri cittadini. La Regione del Veneto ha infatti disposto lo stanziamento di 600 mila euro, da oggi fino al 2021, per la sistemazione idraulica dell’Illasi, del Tramigna, Tramignola, Almone, Chiampo e Aldega. La nostra provincia è ricchissima di corsi d’acqua: una risorsa enorme che però necessita di grandi cure e che rischia di creare enormi disagi in occasioni di maltempo eccezionale. Con questo intervento, la nostra amministrazione regionale conferma la grande attenzione da sempre dimostrata nei confronti della sicurezza idrogeologica del Veneto». Ad annunciarlo è Alessandra Sponda, consigliera regionale del Gruppo Zaia Presidente. «L’intervento rientra nel più ampio Programma triennale di investimenti 2021-2023. Nel dettaglio, questo piano prevede altri stanziamenti per il nostro territorio, per un totale di oltre 5 milioni di euro per l’intera provincia di Verona. In particolare, parliamo di 300mila euro per la messa in sicurezza idraulica dell’est Veronese, con la sistemazione del torrente Illasi nel tratto di confluenza con l’Adige a Donzellino e a Tragnano, e altri 460mila euro per il ripristino dei muri spondali del torrente Negrar a S. Maria di Negrar. La Regione del Veneto ha posto come proprio obiettivo la protezione territoriale, per rispondere alle situazioni di grave disagio creati da eventi climatici estremi. Questa rete prevede anche la realizzazione di opere di ripristino della sicurezza idrogeologica e di incremento della resilienza delle infrastrutture, in un’ottica di potenziamento dello sviluppo sostenibile del territorio».
10 Giugno 2021
Cecchetto (LV) “Bonus 110% a tutte le strutture turistiche, il ministro ci permetta di arrivare preparati a Milano – Cortina 2026”
“Buona la proposta del sindaco di Abano di estendere gli incentivi fiscali previsti con il Superbonus del 110% anche alle strutture ricettive termali, un’opportunità che però deve riguardare tutti i territori interessati dalle cure termali, quindi in Veneto non solo Padova ma anche altre province, ad esempio la nostra Vicenza con Recoaro Terme”. Così la consigliera regionale del gruppo Liga veneta per Salvini premier, Milena Cecchetto, risponde alla proposta del sindaco di Abano Terme, Federico Barbierato dopo aver appreso dai giornali della missiva inviata al governatore Zaia per fare pressioni sul Governo in modo da ottenere l’estensione del Superbonus 110% alle strutture alberghiere termali. “Soprattutto però – precisa Cecchetto – si deve puntare non solo alle strutture termali, ma all’intero settore turistico. Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, ha dichiarato recentemente 1,8 miliardi di euro nel Recovery Plan dedicati superbonus efficientamento 110% delle strutture alberghiere. Un’ottima notizia, per la quale chiediamo al Governo di velocizzare le tempistiche così da permettere all’intero turismo Veneto di approfittare di questa opportunità e iniziare gli interventi per tempo, permettendo ai titolari delle strutture di essere pronti e ammodernati per i Giochi olimpici invernali, Milano - Cortina 2026”. “Gli occhi del mondo saranno puntati su di noi – aggiunge la consigliera – vista la necessità di migliorare le strutture ricettive, alberghi ma anche b&b e agriturismo, venga data per tempo questa possibilità. Garavaglia ha anche illustrato – prosegue Cecchetto – che si parla di 1,8 miliardi di euro che poi diventeranno 3 con l'effetto leva e la decontribuzione per la cassa integrazione. In questo modo si aiutano le aziende a rialzarsi dopo il terribile periodo legato all’assenza di turismo per l’emergenza sanitaria, e a tornare a fatturare. Nel Pnrr – prosegue la consigliera – la componente legata alla finanza arriva a 5 miliardi di euro. Dunque l'intervento dello Stato c’è, chiediamo che arrivi per tempo”.
10 Giugno 2021
Pesca, Dolfin e Pan (LV): “Le restrizioni dell’Europa sono l’ennesimo colpo ad un settore in difficoltà: il Governo risponda No al prolungamento del fermo pesca”
“Aumento delle giornate di fermo della pesca a strascico: No a queste direttive dettate dall’Unione Europea”. Si intitola così la mozione depositata da Marco Dolfin e Giuseppe Pan, consigliere regionale e capogruppo di Liga Veneta per Salvini premier. Dopodomani, sabato 12 giugno, la pesca italiana si fermerà in segno di protesta contro i provvedimenti europei che propongono la progressiva riduzione dei giorni annui di attività in mare e la mozione impegna la giunta della regione Veneto ad attivarsi al governo “per farsi portavoce – spiegano Dolfin e Pan - contro queste direttive dettate dall'Unione Europea sul settore pesca, perché non è aumentando i giorni di fermo che si risolve il problema: serve un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie”. “Ogni anno – spiegano i consiglieri - il fermo pesca suggella a rotazione, su tutte le marinerie italiane, il blocco delle attività dei pescherecci che svolgono pesca a strascico per 30 giorni consecutivi. L’aumento dei giorni di fermo da parte dell’UE però è l’ennesima scure che rischia di abbattersi su uno dei settori chiave dell’economia veneta. C’è infatti il rischio che questa riduzione dei giorni di pesca possa sferrare un colpo letale a moltissime imprese della filiera ittica che generano quotidianamente ricchezza e sviluppo. Solo in Veneto, nel distretto di Rovigo e Chioggia, sono oltre duemila le aziende con quasi un miliardo di euro di fatturato”. L’Adriatico, si legge nella mozione, per quantitativi di pescato, rappresenta il bacino più produttivo fra tutti i mari che bagnano le coste italiane: il Veneto, le Marche e l’Emilia‐Romagna e la Puglia “sono tra le prime cinque regioni per quanto riguarda l’attività – affermano i consiglieri - e messe insieme realizzano quasi il 50% della produzione nazionale. Questo ha stimolato lo sviluppo di una fiorente flotta peschereccia marittima, che si presenta numerosa ed eterogenea”. E proprio per la pesca in Alto Adriatico, ricorda la mozione, le attrezzature comunemente usate sono le reti a strascico e le volanti, le draghe idrauliche, le reti da posta e il palangaro, a volte le reti da circuizione. “La flotta da pesca nazionale – proseguono Dolfin e Pan - si è ulteriormente ridotta nell’ultimo decennio, passando dagli oltre 14mila natanti alle poco più di 12mila imbarcazioni di oggi, facendo registrare una contrazione complessiva pari al 16,5%. Oggi i pescatori imbarcati sono poco più di 25 mila (erano circa 30.000 dieci anni fa, il 16% in meno), mentre quelli che operano a terra sono oltre 100 mila, per un totale che si aggira attorno ai 125 mila lavoratori”. “Il settore registra anche una riduzione delle catture – aggiungono i consiglieri - al ritmo del 2% annuo, un calo costante dei redditi ed un’incidenza dei costi di produzione per alcuni tipi di pesca, come quella a strascico, fino al 60%”. L’alto Adriatico, ricorda la mozione, con 6.984 imprese dedite alla pesca, all’acquacoltura e al relativo indotto, rappresenta il 28,3% delle imprese nazionali. Gli occupati, 14.212 unità, sono il 22% della quota nazionale (dati Infocamere, 2018). “Il settore era già indebolito dal periodo di pesante crisi dovuto all’epidemia da Covid-19 – affermano i consiglieri - il malessere delle marinerie è oggi a livelli massimi. Le cooperative, le imprese, i lavoratori, già provati duramente dagli effetti della pandemia, si trovano ora a far i conti con nuovi ostacoli, spesso incomprensibili con minor possibilità di lavorare”. I mercati ittici attivi in Veneto, si legge nella mozione, si trovano a: Caorle, Chioggia, Pila, Porto Viro, Scardovari e Venezia, dove è possibile trovare sia prodotti di provenienza nazionale sia estera, con un fatturato annuo di diversi milioni di euro che li proietta ai primissimi posti a livello nazionale”. “Questa nuova riduzione dei giorni – aggiungono Dolfin e Pan - non è una risposta adeguata alla tutela dell’ambiente marino e l’aumento dei giorni di stop per lo strascico porterebbe l’attività di pesca sotto la soglia di sostenibilità economica. Le imprese che fanno pesca a strascico, in questo modo non hanno la possibilità di generare economia, sostenere i bilanci e l’occupazione. È necessario quindi rivedere urgentemente gli obblighi per le nostre marinerie. Anche l’Assessore regionale Corazzari – proseguono i due consiglieri - ha evidenziato l’importanza del processo di pianificazione strategica dello spazio marittimo, con importanti riflessi sia per la tutela dell'ecosistema marino sia per il mantenimento e lo sviluppo delle attività economiche che vi si svolgono”. Nel testo nella mozione è inoltre spiegato come il settore economico della pesca e l'acquacoltura nel Veneto sia uno dei più importanti e rilevanti in Italia dal punto di vista degli occupati coinvolti e in termini di fatturato, con particolare riferimento alla Laguna veneta e al Delta del Po in cui sono concentrate le maggiori aziende di produzione. Secondo varie stime, il Veneto detiene il 7% di tutti i posti di lavoro collegati alla pesca e all'acquacoltura in Italia. “Dopodomani – concludono Dolfin e Pan - ci sarà lo sciopero nazionale della pesca per protestare contro questa decisione presa da Bruxelles e con la nostra mozione vogliamo che il Veneto faccia sentire la propria voce al Governo e il Governo all’Unione Europea, contro queste direttive che rischiano di rivelarsi inutili oltre a danneggiare il settore già in crisi: serve invece un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie”.
9 Giugno 2021
Lavoro, Michieletto e Vianello (ZP) presentano risoluzione: “Spostare le risorse dal reddito di cittadinanza ai lavoratori stagionali”
Venezia, 9  giu - "Le risorse del reddito di cittadinanza possono e anzi dovrebbero essere utilizzate meglio. Ad esempio, integrando e sostenendo con azioni mirate il lavoro stagionale, tanto richiesto e ricercato in questo periodo. Abbiamo presentato proprio oggi in Consiglio regionale una risoluzione per chiedere questo al Ministro Orlando: le imprese e le categorie economiche non possono più tollerare uno sperpero di denaro pubblico come il reddito di cittadinanza, usiamo meglio questi soldi! " Così i consiglieri regionali Michieletto e Vianello intervengono per commentare il dispositivo presentato quest'oggi a Palazzo Ferro Fini. "Il Ministro del Lavoro dovrebbe, prima di tutto, sostenere l'occupazione, e non la disoccupazione. Il reddito di cittadinanza non sostiene il lavoro, ma anzi, crea nuovi disoccupati, e il caso dei stagionali di questi giorni lo conferma. Per non parlare delle frodi e delle truffe, che sul reddito abbondano! Per questo abbiamo interpellato il Ministro competente: noi crediamo che questa misura debba essere rivista e superata, non più coerente con il mercato del lavoro e di questa situazione economica. Imprese e lavoratori devono essere al centro della linea di investimento, non ai margini"- chiudono i due consiglieri veneziani proponenti
9 Giugno 2021
Corsi (LV) e Valdegamberi (GM): «Un’ottima notizia per l’intera vallata. Mantenute le promesse ai cittadini grazie al finanziamento di un’opera da 12 milioni di euro»
Venezia, 9 giugno 2021 – Prolungamento della Sp10 in Val d’Illasi «Ringraziamo il presidente della Provincia di Verona Manuel Scalzotto per aver mantenuto una promessa fatta due anni fa, quella di finanziare e realizzare il progetto del primo stralcio del prolungamento della Strada provinciale 10 della Val d’Illasi, un’arteria viabilistica fondamentale per il nostro territorio che andrà a decongestionare il traffico dei Comuni interessati e a mettere in sicurezza la viabilità dell’intera vallata». A dirlo sono Enrico Corsi, consigliere regionale del gruppo Liga Veneta per Salvini premier, e Stefano Valdegamberi, capogruppo del Gruppo Misto in Consiglio regionale del Veneto. «Per questo importante intervento vengono stanziati circa 12 milioni di euro. Una cifra considerevole, soprattutto a seguito della pandemia. È infatti in fase di approvazione il progetto esecutivo che porterà alla gara e all’avvio dei lavori. Dopo anni di inutili promesse, l’attuale gestione della Provincia dà finalmente risposte concrete alle domande dei cittadini». L’intervento della Provincia si accompagna ad un altro importante intervento della Regione di abbassamento e sistemazione del torrente Progno, i cui lavori saranno eseguiti in parallelo a quelli della nuova strada e coordinati tra loro.
8 Giugno 2021
Commissione d’inchiesta, Villanova (ZP): “Troppe bugie sulla sanità veneta, ora tutti vedranno cos’è successo in 16 mesi di pandemia”
“L’obiettivo è insediare una commissione d’inchiesta efficiente ed efficace, che possa lavorare in maniera rapida, approfondita ed esaustiva a porte aperte, per mostrare ai veneti cosa è successo nella nostra regione in questi ultimi 16 mesi”. Così il capogruppo di Zaia Presidente, Alberto Villanova, nel presentare la proposta di deliberazione amministrativa per istituire la Commissione speciale d’inchiesta sull’andamento dei contagi e decessi da Sars-Covid-2 durante la pandemia in Veneto. “Sono qui oggi alla luce del lavoro svolto in Prima Commissione – ha iniziato Villanova - ma anche e soprattutto in seguito a quello della Quinta Commissione qualche settimana fa, che ha visto qui, in aula, tutti i nostri dirigenti della sanità e il presidente Luca Zaia per spiegare quali scenari e scelte sono state intraprese fino ad oggi. Sono a confermare, nella maniera più assoluta – aggiunge il capogruppo - che l’istituzione di questa Commissione d’inchiesta è una priorità per questa Amministrazione”. “Spiegare come è stata affrontata questa pandemia, questa emergenza, che nessuno di noi aveva mai vissuto prima – prosegue il capogruppo - e auspico che nessuno mai debba viverla in futuro, è un obiettivo primario che deve unire maggioranza e opposizione, come effettivamente è stato fatto nei lavori in Prima Commissione: siamo partiti da posizioni molto distanti e grazie ad un lavoro che ci ha visto condividere alcuni obiettivi, siamo arrivati alla stesura di questo testo”. “Credo anche – prosegue Villanova - che negli scorsi mesi siano state dette tante e forse troppe bugie sulla sanità regionale. I veneti hanno il diritto di sapere, hanno il diritto di conoscere. Per questo abbiamo voluto inserire all’interno della proposta la condizione che le sedute della Commissione d’inchiesta siano pubbliche, così che i veneti possano collegarsi e sentire le audizioni, i pareri degli esperti. Dopodiché, una volta terminati i lavori della Commissione d’inchiesta, gli atti verranno consegnati all’Autorità giudiziaria”. “L’emergenza è stata senza soluzione di continuità per 16 mesi – ha ricordato Villanova - da quel 21 febbraio 2020 ad oggi non c’è stato mai un periodo di pace assoluta, nonostante forse il periodo di leggera tregua l’estate scorsa. Per questo abbiamo insistito affinché si prendesse in esame tutta la pandemia e non solo un periodo limitato. Lo ritengo utile dal punto di vista analitico per poter confrontare: dati e andamenti delle tre ondate del virus, i metodi e i mezzi adottati. E così l’evoluzione di quella che è stata la diagnostica e la terapia. Per fare questo – aggiunge il capogruppo - non si poteva prendere in esame solo un periodo, che va da ottobre 2020 a marzo di quest’anno, bisogna prendere in considerazione tutta la pandemia, ed è quello che abbiamo inserito in questa proposta”. “I temi da affrontare sono innumerevoli – continua Villanova - in particolare va messo in luce lo sforzo disumano e il lavoro instancabile di medici, infermieri e personale sanitario della nostra Regione. A loro penso debba andare il ringraziamento di tutto il Consiglio regionale e dei veneti che rappresentiamo, come anche, a tutti quei dirigenti che hanno lavorato e preso decisioni, assumendosi grandi responsabilità, mentre magari fuori dagli ospedali e tavoli tecnici, in qualche salotto televisivo e su qualche giornale, altri parlavano a vanvera”. “Faremo chiarezza sugli strumenti utilizzati per affrontare questa pandemia, tamponi e non solo, perchè ve ne sono molti altri e bisogna uscire dalla logica polemica “I numeri mi danno torto, ma io ho comunque ragione”, o da quella degli studi fantasma, che hanno condizionato la dialettica politica per troppe settimane”. “E’ arrivato il momento – aggiunge il capogruppo - di lasciar parlare dati concreti ed evidenze scientifiche, perché i veneti meritano questo, e soprattutto attivare confronti con le Regioni vicine. Penso sia fondamentale, in una situazione come questa. Abbiamo affrontato anche il tema della divisione in fasce di colore per regione, una decisione che ci è stata imposta dal Governo ed è giusto analizzare i dati epidemiologici, quelli della mortalità, per posizionamento geografico, per popolazione e tipo di attività sul territorio”. “Per fare tutto questo – conclude Villanova - abbiamo bisogno di una Commissione che non voglia fare spettacolo, che si concentri per lavorare e dare risposte concrete ai veneti. Siamo arrivati ad una formulazione che credo sia soddisfacente per tutte le parti che compongono questo Consiglio regionale e voglio confermare il massimo impegno dei componenti dei nostri Gruppi che parteciperanno alla Commissione d’inchiesta. Ci sarà tutto l’impegno affinché si possano raggiungere gli obiettivi prefissati”.
7 Giugno 2021
Centenaro (ZP): “L’Ospedale di Camposampiero continua a crescere e a investire. Ne abbiamo parlato in un incontro con rappresentanti del territorio e della direzione medica e tecnica dell’Ulss 6”
Venezia, 7 giugno 2021 - "La sanità padovana non si lascia bloccare dalla pandemia e continua a crescere. Venerdi pomeriggio ho partecipato a un incontro presso l'Ospedale Pietro Cosma di Camposampiero con il Sindaco e Presidente della conferenza dei sindaci dell’Alta Padovana, Moreno Giacomazzi. Nella visita alla nostra struttura sanitaria siamo stati accompagnati da alcuni componenti della direzione tecnica e della direzione medica tra cui il Dott. Aldo Mariotto, neo Direttore Sanitario dell’Ulss 6, che ci hanno illustrato in maniera molto professionale e dettagliata tutta l'organizzazione che il nostro Ospedale ha adottato per affrontare al meglio questo ultimo periodo pandemico. Sul tavolo della discussione anche il piano di ristrutturazione e del futuro del complesso ospedaliero del Camposampierse". A darne notizia è Giulio Centenaro, consigliere regionale del Gruppo Zaia Presidente. "Nel dettaglio, sono in fase di ultimazione i lavori per la piattaforma dell’elisoccorso (per cui sono stati investiti 4,05 mln di euro) oltre agli interventi di prevenzione incendi dei gas medicinali (825 mila euro), la predisposizione della sala per l’installazione di attrezzatura radiologica (per cui è previsto un investimento di 150 mila euro) e la realizzazione, in programma per questo autunno, dell’impianto rilevazione incendi e sistema vocale per emergenze (3,95 mln di euro). Tutti questi interventi dimostrano quanto la nostra amministrazione regionale creda in questa struttura sanitaria. La disponibilità della Regione del Veneto, e la mia personale in qualità di consigliere regionale, per l'Ospedale di Camposampiero non verranno mai meno".
7 Giugno 2021
Lavoro, Michieletto e Vianello (ZP): le categorie economiche hanno bisogno di lavoratori stagionali, Orlando sostenga l’occupazione e non il reddito di cittadinanza
Venezia, 5  giu - "Le imprese e le categorie economiche hanno bisogno di personale per ripartire meglio e più in fretta. Facciamo nostro il grido d'allarme delle categorie economiche, delle aziende, dei bar, degli hotel. Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si attivi con misure urgenti per sostenere l’occupazione. La stagione estiva è già iniziata, dopo mesi di lockdown e la crisi nera che ne è conseguita, e le numerose attività turistiche e ricettive del territorio puntano su di essa per agganciare la ripresa e invece rischiano la beffa: mancano camerieri, baristi, addetti all'accoglienza e altre figure professionali indispensabili. Un paradosso, vista la profonda crisi  causata dal Covid. In tutto questo, una riflessione seria e profonda sul Reddito di cittadinanza va dunque fatta. E' ora di ripensare a questo strumento, che, a quanto pare, porta molti potenziali lavoratori, in particolare giovani, a preferire una indennità certa ad una occupazione temporanea. E’ un circuito vizioso che crea solo debito e sottrae forza lavoro alle nostre imprese. Il Ministro Orlando si impegni in questo senso”. Così i consiglieri regionali Michieletto e Vianello sulla urgenza di personale lamentata dalle categorie economiche.