Una casa, un letto comparso in soggiorno e una flebo appesa, per necessità, al manico di una scopa. È un’immagine che racconta l’amore di una famiglia, insieme alla paura e alla solitudine che possono accompagnare la malattia. Le cure palliative entrano in quella casa portando assistenza, competenza e un messaggio fondamentale: non siete più soli».
Lo dichiara il Consigliere regionale Eleonora Mosco, Vicepresidente del gruppo Stefani Presidente e componente della Quinta Commissione, in occasione dell’incontro svoltosi a Palazzo Ferro Fini per presentare agli amministratori locali la realtà del Coordinamento Veneto della Federazione Cure Palliative e delle associazioni che ne fanno parte.
All’appuntamento sono intervenuti, anche in collegamento da remoto, Stefano Bellon, per il Coordinamento Veneto delle associazioni aderenti alla Federazione Cure Palliative; Alessia Turlon, per l’associazione L’Isola che c’è; Cristina Fonso, per CEAV – Cancro e Assistenza Volontaria; Alberto Borin, per l’Associazione Valentina Penello ETS, e Serena Occhipinti, che ha portato la testimonianza diretta di un familiare. Presenti numerosi sindaci, assessori e rappresentanti delle amministrazioni locali.
«Ringrazio la Federazione Cure Palliative, Stefano Bellon, tutte le associazioni, i professionisti, i volontari e gli amministratori che hanno partecipato. Il loro lavoro dà un volto concreto alla vicinanza: accompagna i bambini e gli adulti con patologie inguaribili, sostiene le famiglie, offre assistenza domiciliare, supporto psicologico, trasporti, ausili e accompagnamento nel lutto».
Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza di rafforzare la conoscenza delle cure palliative e il collegamento tra Comuni, associazioni e rete sanitaria.
«Quando arriva una malattia, la prima domanda di una famiglia è: a chi possiamo rivolgerci? Il senso di questo incontro è aiutare quella domanda a trovare una risposta. Molte persone non accedono alle cure palliative perché non conoscono i servizi disponibili. Sindaci, assessori e consiglieri comunali rappresentano un punto di riferimento prezioso per far circolare le informazioni e avvicinare le famiglie alla rete di assistenza».
In Veneto il bisogno di cure palliative riguarda circa 40 mila persone e la rete domiciliare conta 48 punti di erogazione, con una copertura estesa a tutti i distretti. L’obiettivo regionale è raggiungere almeno il 90 per cento del fabbisogno entro il 2028. La delibera che la Giunta si appresta a varare prevede il passaggio da 61 a 88 milioni di euro nel prossimo triennio: 27 milioni in più, attraverso risorse vincolate alle cure palliative, per rafforzare hospice, équipe domiciliari e personale formato.
«Le cure palliative significano controllo del dolore e dei sintomi, ascolto, continuità assistenziale e tutela della dignità della persona. Devono arrivare prima, leggere i bisogni e accompagnare il paziente e la famiglia lungo il percorso della malattia. Anche il nuovo hospice pediatrico di Padova segue questa direzione: offrire ai bambini più fragili e ai loro familiari cura, competenza e tenerezza».
«Prendersi cura di una persona significa sostenere anche chi le rimane accanto. Il nostro obiettivo è tutelare la dignità della vita, sempre e con ogni mezzo. Vorremmo che nessuna famiglia fosse costretta a inventarsi da sola ciò che una comunità può offrirle. Una comunità si prende cura davvero quando la vicinanza diventa presenza. Questa è la presenza che, insieme alle associazioni, ai professionisti, ai volontari e agli amministratori, vogliamo rendere sempre più forte».