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PROGRAMMA POLITICO
6/10/2026
Pagamenti e contante, Rigo (Lega – Liga Veneta): “Stop al grande inganno del digitale forzato. Il contante è libertà”
Venezia, 6 ottobre 2026 - "La libertà di poter scegliere come pagare è un principio sacrosanto. Nessun obbligo tecnologico o digitale. Ognuno deve essere libero di scegliere come usare il denaro che ha guadagnato". Lo dichiara in una nota Filippo Rigo, consigliere regionale di Lega – LV commentando l'approvazione della proposta di modifica dell'articolo 1277 del Codice civile per garantire l'obbligo di accettazione del denaro contante. "Nessuna paura del futuro, sia chiaro. Carte di credito e app sono comode, ma la tecnologia deve servire l’uomo, non imprigionarlo. Il contante è libertà economica pura. Il Veneto non è l’Unione Sovietica con la falce ed il martello. Gli strumenti moderni possono affiancare la moneta fisica, ma non devono diventare una catena imposta per legge. E non possiamo dimenticare come ogni transazione elettronica arricchisce banche e colossi finanziari e discapito di commercianti, artigiani, lavoratori, quelli che si svegliano all'alba e alzano la serranda rischiando in proprio. Se la politica vuole la digitalizzazione, deve essere gratis: pagare con la moneta dello Stato non deve costare nulla a chi compra e a chi vende". Rigo lancia poi un severo monito sociale e burocratico: "Abbiamo un dovere morale verso i nostri anziani. Limitare loro l'uso del contante negli uffici non è evoluzione, è una ingiustizia sociale. E non ci si nasconda dietro la scusa dell'evasione fiscale: chi ricicla miliardi usa le triangolazioni digitali e i paradisi fiscali, non le banconote per comprare il pane. Limitare il denaro fisico serve solo a burocratizzare la vita delle persone oneste", conclude il consigliere regionale di Lega – LV, Filippo Rigo.
6/10/2026
Case di riposo e disabilità, Bedin (Lega – LV): “Mozione approvata, apriamo un percorso condiviso per tutelare le famiglie e i bilanci dei nostri comuni”
Venezia, 6 ottobre 2026 - “Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato oggi la mia mozione per costruire un percorso di revisione e sostenibilità del sistema della compartecipazione alla quota sociale delle rette nelle Case di riposo (RSA) e nelle strutture per persone con disabilità. Una iniziativa che nasce dalla necessità urgente di riequilibrare un meccanismo assistenziale e finanziario oggi sottoposto a una pressione senza precedenti, a causa dell’aumento generalizzato dei costi di gestione trainato dai rincari energetici, dall’inflazione, dall’incremento delle materie prime e dai legittimi rinnovi contrattuali del personale”, lo scrive Giorgia Bedin, consigliere regionale di Lega - LV. “L’accoglimento di questo mio documento da parte dell'Aula rappresenta un atto di profonda responsabilità verso i cittadini e gli enti locali. In qualità di ex sindaco di Monselice e già presidente del Comitato dei sindaci del Distretto Padova Sud, conosco fin troppo bene lo sforzo quotidiano delle amministrazioni comunali. Oggi vedo i nostri sindaci in estrema difficoltà nel farsi carico della compartecipazione alle quote sociali senza compromettere la tenuta dei propri bilanci e la sopravvivenza degli altri servizi assistenziali nel territorio. Al centro della mia mozione ho posto il complesso nodo legato ai criteri di ripartizione dei costi tra utenti ed enti locali. La normativa nazionale individua l’Isee quale unico parametro ammesso per stabilire la quota a carico dell’assistito. Tuttavia, poiché per legge l’indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità sono escluse dal calcolo dell’indicatore, assistiamo frequentemente al paradosso per cui utenti che ne beneficiano risultano formalmente con un Isee nullo o bassissimo, con la conseguenza che tutta la quota sociale pesa esclusivamente sul bilancio comunale”, prosegue Giorgia Bedin (Lega – LV). “L’impianto normativo così come è oggi, come confermato dalla consolidata giurisprudenza amministrativa, impedisce ai Comuni l'applicazione di criteri correttivi. I comitati che hanno provato ad adottare regolamenti in tal senso, se li sono visti puntualmente annullare. D’altro canto, il sistema attuale, crea anche un forte divario tra i soggetti che riescono a beneficiare di un posto letto in tali strutture e chi, invece, e sono tanti, non ci riesce: la diseguaglianza è profonda perché chi trova il posto può impiegare le provvidenze statali in altre spese, chi, invece, non lo trova, deve coprire interamente le spese di assistenza attraverso quelle risorse, che, a tutti gli effetti, nemmeno sono sufficienti e si trova a dovere, molto spesso, aggiungere anche ulteriori somme. Con l’approvazione del mio testo, ho impegnato formalmente la Giunta regionale a sviluppare interventi mirati su più fronti, a partire dall'avvio di un attento monitoraggio dell’impatto economico sui bilanci comunali e dalla prosecuzione del confronto con ANCI, enti del Terzo settore accreditati e associazioni delle famiglie, anche riprendendo i lavori del Tavolo interistituzionale per giungere a un tariffario regionale omogeneo. Allo stesso tempo, ritengo fondamentale farsi parte attiva, di concerto con le altre Regioni, nei confronti di Governo e Parlamento affinché lo Stato si assuma strumenti di alleggerimento finanziario a beneficio dei Comuni. Infine, la mozione chiede di rivedere il fabbisogno complessivo dei posti letto e di ripensare la filiera dei servizi abitativi, potenziando e valorizzando soluzioni socioassistenziali alternative e più flessibili come quelle previste dal PNRR, dai progetti del ‘Dopo di Noi’ e della ‘Vita Indipendente’. È necessario trovare un equilibrio strutturale tra il dovere della cura e la sostenibilità economica della filiera pubblica. Il nostro Veneto ha sempre dimostrato grande sensibilità e possiede gli strumenti idonei per delineare un modello più equo. Grazie al voto favorevole espresso quest'oggi, si apre la strada a un percorso sinergico con la Giunta affinché le famiglie non siano lasciate sole e i sindaci possano continuare a garantire politiche sociali efficienti e diffuse”, conclude Giorgia Bedin (Lega – LV).
6/10/2026
Vianello (Lega): “Difendere il contante significa difendere la libertà di scelta”
Venezia, 6 ottobre 2026 – «Sono d’accordo con la proposta di tutelare il diritto dei cittadini a pagare in contanti. Il contante deve continuare a essere una possibilità, accanto ai pagamenti digitali». Lo dichiara Roberta Vianello, consigliera regionale del Veneto, commentando la proposta di legge statale n. 5, approvata a maggioranza oggi dal Consiglio regionale del Veneto. La proposta chiede di modificare il Codice civile per garantire la possibilità di utilizzare il contante per estinguere le obbligazioni, nel rispetto delle norme europee e dei limiti previsti dalla legge. «Non sono contro i pagamenti elettronici – spiega Vianello –. La digitalizzazione è importante e va avanti, ma non possiamo pensare che debba diventare l’unica strada possibile». «Ci sono persone anziane, persone in difficoltà o semplicemente cittadini che preferiscono utilizzare il contante. Dobbiamo garantire a tutti la possibilità di scegliere come pagare». «Difendere il contante – continua Vianello – non significa essere contro la legalità o contro la lotta all’evasione. Le regole contro il riciclaggio e i limiti previsti dalla normativa devono essere rispettati. La proposta lo prevede chiaramente». «Il messaggio è semplice: pagamenti digitali e contante possono convivere. La tecnologia deve essere un’opportunità, non un obbligo. Perché poter scegliere come pagare significa anche difendere una libertà del cittadino». «Il contante non deve essere cancellato. La libertà di scelta deve essere tutelata», conclude Vianello.

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