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20/09/2019
Nuovo pronto soccorso a Monastier – Riccardo Barbisan (LN): «I consiglieri di minoranza si lamentano per un servizio in più ai cittadini, senza rendersi conto che non verrà tolto nulla agli ospedali pubblici»
Venezia, 20 settembre 2019 - «Siamo arrivati all’assurdo: i consiglieri di minoranza attaccano la Giunta regionale del Veneto perché ha lavorato per fornire un servizio in più ai cittadini e migliorare l’assistenza sanitaria della Marca trevigiana. E lo fanno con argomentazioni che non stanno né in cielo né in terra, anche perché in questo caso stiamo parlando di una struttura che non può più definirsi una casa di cura privata convenzionata, ma un presidio ospedaliero». Così Riccardo Barbisan, consigliere regionale del gruppo Lega, risponde alle critiche della collega di opposizione Cristina Guarda a proposito dell’annuncio della futura apertura di un pronto soccorso al Giovanni XXIII di Monastier. «Accusano la Regione del Veneto di aver demandato la sanità ai privati – continua Barbisan -, senza però rendersi conto che queste critiche sono smentite dagli stessi numeri. Le schede ospedaliere approvate a maggio sono chiare: nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, su un totale di 2787 posti letto, sono solo 387 quelli in strutture private accreditate. È matematica, parliamo del 14,2%.  Inoltre, visto che si lamentano del fatto che dovremmo abituarci a pagare i privati per ricevere prestazioni pubbliche, ricordiamo ai colleghi che nel presidio ospedaliero si pagheranno gli stessi ticket di qualsiasi altra struttura pubblica, come il Ca’ Foncello di Treviso. Dobbiamo poi tenere a mente anche un altro dettaglio fondamentale: la struttura, anche se privata, è comunque sottoposta al controllo e al finanziamento del pubblico, quindi dipende lo stesso dalla Regione. Lo dimostra il fatto che non sono mancati casi in Veneto in cui la Regione, a seguito di verifica, ha tolto la qualifica di presidio ospedaliero a quelle strutture non reputate all’altezza della qualità richiesta. E inoltre, come ha già sottolineato il presidente della Regione Luca Zaia, l’inaugurazione di questo nuovo pronto soccorso non toglie nulla agli ospedali pubblici già presenti oggi sul territorio: arricchisce semplicemente il servizio, permettendo in modo particolare al Ca’ Foncello di alleggerire e sfoltire le lunghe code al pronto soccorso. Purtroppo dobbiamo ripetere, a chi se lo fosse dimenticato, che non abbiamo ancora la possibilità di intervenire assumendo medici negli ospedali pubblici. Del resto la soluzione adottata a Monastier non è la prima in Veneto né nel resto d’Italia. Insomma i consiglieri di minoranza, pur di attaccare la giunta Zaia, si lamentano per un servizio ai cittadini. Critiche ancora più disdicevoli – conclude Barbisan - se consideriamo che arrivano da chi aveva sostenuto un candidato alla presidenza della Regione come Alessandra Moretti che, tra i suoi finanziatori, aveva grandi player della sanità privata».  
20/09/2019
Autonomia – Rizzotto (ZP): “Il Ministro Boccia deve sapere che il Veneto non è terra di contadini, ma di cittadini liberi che vogliono un paese moderno senza sprechi”
Venezia, 20 settembre 2019  -  “L’Autonomia si costruisce con il contributo di tutti, a partire però dalla maggioranza del Popolo, quello Veneto, che due anni fa si è espresso. Se il Ministro pensa che noi Veneti siamo terra di contadini e che non sappiamo leggere carte e Costituzione, lo dica chiaramente: c’è già chi si è ignobilmente espresso in questi termini, lui lo dovrebbe sapere bene”. La Capogruppo di Zaia Presidente a palazzo Ferro Fini, Silvia Rizzotto, commenta così “la notizia odierna secondo cui il Ministro Boccia intende ridiscutere con tutte le Regioni il processo di riforma delle autonomie”. “Boccia è Ministro da due settimane ma sul tema delle autonomie la linea di contrarietà che sta tracciando mi pare già molto netta – aggiunge la consigliera regionale -  Oggi vorrebbe rimettere attorno al tavolo tutte le Regioni per ridiscutere tutti insieme questa riforma. In Veneto le parole le sappiamo leggere, anche se magari a casa Boccia non ci credono, e i testi li conosciamo: la nostra proposta di Autonomia è perfettamente aderente al testo Costituzionale. La smetta quindi Boccia di rimbalzare ogni giorno la palla: se vuole, lunedì si chiude”. “Altrimenti – conclude Silvia Rizzotto -  anche lui si accoderà alle migliaia di politicanti italiani che per decenni hanno sostenuto quel sistema- Italia che in alcune regioni ha determinato spreco di risorse pubbliche, portando così il Paese ad essere colpevolmente spaccato in due”.  
19/09/2019
Autonomia – Finco (LN): «L’ex ministro Lezzi, non rivelando chi non investe i 180 milioni di fondi, tutela chi spreca i soldi pubblici»
Venezia, 19 settembre 2019 – «L’ex ministro Barbara Lezzi è a conoscenza dell’esistenza di una Regione che ha ancora fermi 180 milioni di euro di fondi nazionali, ma non vuole rivelare qual è? Ecco finalmente uscire allo scoperto i veri nemici dell’autonomia, ecco chi penalizza le Regioni che, come il Veneto, ben amministra e bene impiega i fondi a propria disposizione. Ed ecco soprattutto chi tutela coloro che sprecano i soldi pubblici». A dichiararlo è Nicola Finco, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Veneto che commenta così un’intervista rilasciata dall’ex ministro per il Sud Barbara Lezzi a un quotidiano nazionale in cui dichiara di essere a conoscenza di una Regione che ha ancora 180 milioni di euro non spesi. «E’ una vergogna nazionale – continua Finco -. L’ex ministro Lezzi ha il dovere morale e civico di fare il nome della Regione. Per mesi ha bloccato le richieste del Veneto, che per contro ha i conti perfettamente in ordine, accusandolo di egoismo nei confronti delle zone d’Italia più in difficoltà, e protegge quelle amministrazioni che di fatto stanno privando i cittadini di soldi e servizi di cui hanno diritto. Con l’autonomia questa cattiva gestione non si verificherebbe più, perché i cittadini potranno controllare più facilmente i propri amministratori. L’abbiamo sempre detto: dare maggiore autonomia significa pretendere maggiore responsabilità dagli amministratori. Il governo dia quei soldi alle amministrazioni che saprebbero di sicuro come investirli per migliorare la vita ai propri cittadini, invece di continuare a parlare di fondi di perequazione per il Sud. A questo punto – conclude Finco – sono curioso di sapere quali provvedimenti prenderà il neo ministro Giuseppe Provenzano, successore di Barbara Lezzi, nei confronti della Regione che tiene ben nascosti questi 180 milioni».