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LE ULTIME NEWS
14/06/2019
Tram deragliato a Padova – Boron (ZP) : «Questo sistema di trasporto è pericoloso. La Regione del Veneto chieda al ministero un’analisi costi-benefici»
Venezia, 14 giugno 2019 - «Non possiamo perdere altro tempo. La dichiarazione sul rischio prevedibile dell’incolumità dei cittadini che si spostano a bordo del tram padovano, è grave. Ecco perché ho depositato un’interrogazione alla Giunta regionale del Veneto per chiedere lumi sul sistema tramviario di Padova». Così Fabrizio Boron, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, ha annunciato l’azione da lui intrapresa in seguito all’incidente verificatosi lunedì 10 giugno a Padova, quando un tram è deragliato provocando il ferimento dell’autista e di quattro passeggeri. «Alla luce delle sconcertanti dichiarazioni di un autista veterano che ha dichiarato ai giornali che un incidente del genere era del tutto prevedibile e che questo sistema di trasporto è pericoloso – aggiunge Boron -, è ancora più importante agire tempestivamente per verificare lo stato del sistema di  trasporto su rotaia a Padova. La Regione del Veneto, quindi, si faccia promotrice presso il ministero dei  Trasporti di un’analisi costi - benefici,  tanto cara al ministro Toninelli, sul progetto tram a Padova, per evitare che in futuro, nella voce “costi”, ci sia anche  l’incolumità dei cittadini».
13/06/2019
Quote latte – Finco (LN) e Rizzotto (ZP): «Alla minoranza diciamo: studiate, invece di diffondere fake news»
Venezia, 13 giugno 2019 - «Possibile che dopo tanti anni in cui si parla di quote latte, e che le più note agenzie di stampa e trasmissioni tv trattano competentemente l’argomento, ci sia ancora qualcuno che  non sa, che non studia e che (speriamo) finge di non sapere?». Così i capigruppo di Lega e Zaia Presidente, Nicola Finco e Silvia Rizzotto, commentano le affermazioni dei colleghi di PD, M5s e LeU sulla questione quote latte, rese oggi in conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini. «A volte basterebbe Google per evitare di diffondere fake news – commentano Finco e Rizzotto -. Se i colleghi l’avessero fatto, avrebbero trovato, ad esempio, un lancio dell’agenzia Agricolae, la più specializzata sull’argomento, che riportiamo testualmente: ‘La sentenza di archiviazione dà ragione a Zaia che fu ascoltato dalla Procura di Milano che stava portando avanti la tesi opposta, ovvero che tutto era stato messo in opera per consentire agli splafonatori di non pagare il dovuto. Lo stesso Zaia che all’epoca fu accusato di aver reso pubblica la relazione da lui commissionata per paura di eventuali insabbiamenti’». E ancora: ‘Vero quindi quanto dice Ambrosio a Mantile nel colloquio registrato nel luglio 2010 (Ambrosio che all’epoca era capo di gabinetto del Ministro Galan e non di Zaia come scritto per errore in sentenza): se i dati sono falsi, crolla tutto il castello’.  Possibile – aggiungono i due capigruppo – che nessuno del Pd, dei Cinquestelle e di LeU si prenda almeno la briga di studiare? Pensano che siamo tutti disinformati come loro sulla questione?». «Ormai – aggiungono Finco e Rizzotto – la questione quote latte è chiara: fu Zaia a scoperchiare il caso, e la sentenza dell’altro giorno l’ha riconosciuto. Ora, che i colleghi di opposizione non abbiano nemmeno un po’ di vergogna a diffondere falsità, è presto spiegabile: dovrebbero rimangiarsi anni e anni di accuse agli allevatori onesti. Al PD, al M5s e a LeU suggeriamo una sola cosa, infine: STUDIATE!». «Quando Zaia arrivò al Ministero, un numero enorme di allevatori aveva sul capo le multe pregresse ma non le quote, per cui continuavano a pagare in assenza di un quadro di riferimento - proseguono Finco e Rizzotto -. Zaia ha fatto quel che fino ad allora nessuno aveva fatto: trattare con la Ue una rateizzazione onerosa (per essere chiari: sulla rateizzazione si pagavano gli interessi, cosa non accaduta in altri settori), la trattativa è stata approvata dalla Commissione con il positivo intervento del Commissario Mariann Fischer Boel, ministro presidente di turno il francese Barnier». «Nel frattempo Zaia ha dato mandato ai Carabinieri incaricati per le frodi comunitarie di indagare sul fenomeno e di chiarire una volta per tutte se le multe fossero dovute perché l’Italia produceva di più della quota dichiarata a livello comunitario oppure no - aggiungono i capigruppo -. I Carabinieri hanno lavorato per mesi e hanno prodotto una dettagliatissima relazione in cui si evidenziava e si dimostrava con estrema chiarezza che i numeri sui quali si basavano quote e multe erano tutti sbagliati». «Prima di andarsene  dal ministero, nell’aprile del 2010, Zaia ha volutamente diffuso la relazione proprio per evitare che qualcuno giocasse a insabbiarla o metterla in un cassetto - concludono Finco e Rizzotto -. La relazione è stata oggetto di approfondimento da parte della Procura di Roma e ora il giudice afferma che quel documento diceva l’esatta verità, e cioè che il sistema delle quote latte come l’aveva trovato Zaia entrando al Ministero era un sistema completamente sballato». «I colleghi dell’opposizione, invece di inerpicarsi in ciò che non sanno e non hanno studiato, parlino con le associazioni professionali del settore. E scopriranno che se c’è uno che ha fatto bene in questo settore e ha portato legalità, questo è proprio Zaia. Studiassero, insomma, tocca ripeterlo. Anche perché che parli il Pd che ha avuto decenni di responsabilità di governo nel settore, non ultimo il Ministro Martina, fa sinceramente sorridere. Da Ministro Zaia ha scoperchiato una pentola maleodorante, cosa che nessuno ministro del Pd aveva fatto. Da Presidente della Regione ha assistito ai balletti senza sostanza e senza soluzioni dei governi del Pd in quello che non è un problema della Regione del Veneto ma resta una pesante eredità di qualcuno che ha paura ad ammetterlo: ad ammettere di aver detto nella stessa conferenza stampa in cui accusavano che il problema finisce nel 2009. Bella forza, nel 2008 Zaia era diventato ministro dell’Agricoltura. Per fortuna tutto è tracciato e riscontrabile grazie anche al lavoro certosino di un giudice: basterebbe leggere gli atti. Cioè: studiare!».
12/06/2019
Tram deragliato a Padova – Boron (ZP) : «Anche gli autisti sottolineano la pericolosità di mezzi così obsoleti. Chiederò alla Giunta regionale di avviare una verifica e di informare il ministero»
Venezia, 12 giugno 2019 - «È davvero sconcertante apprendere dalla stampa che un autista veterano del tram esprime preoccupazione e dichiara che un grave incidente come quello verificatosi lunedì sera a Padova fosse del tutto prevedibile, vista la scarsa manutenzione e la pericolosità del mezzo. Ed è altrettanto inquietante sapere che un’amministrazione comunale insiste nel voler implementare la rete di questi mezzi così pericolosi e obsoleti nonostante le evidenze». Così Fabrizio Boron, consigliere regionale di Zaia Presidente, commenta quanto accaduto a Padova lunedì in tarda serata, quando un tram è deragliato dai binari provocando il ferimento di quattro passeggeri e dell’autista. «Il tram a Padova non ha avuto fortuna né sotto l’amministrazione di Flavio Zanonato, né sotto quella di Giustina Destro – continua Boron -. A maggior ragione non l’avrà ora, visti gli ultimi fatti di cronaca che avrebbero potuto avere un epilogo ben più drammatico, se l’incidente fosse avvenuto solo poche ore prima. Certo è che di fronte a evidenze e dichiarazioni di chi lavora tutti i giorni con questi mezzi, se dovessero ripetersi episodi gravi come quest’ultimo nessuno potrà dire che non era al corrente dei rischi, né la società Aps Holding che gestisce i trasporti, né l’amministrazione comunale. Come consigliere regionale chiederò all’assessorato ai Trasporti che si faccia portatore di una verifica tecnica  della pericolosità del mezzo e che ne dia conto al ministero dei Trasporti, avviando una verifica costi - benefici tanto cara al ministro Toninelli».