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10/12/2019
Criminalità organizzata in Veneto – Finco (LN): «Approvata la mozione per dire basta ai detenuti mafiosi nella nostra regione. Dal prossimo anno via a incontri sul territorio con cittadini e imprese»
Venezia, 10 dicembre 2019 – «Solo stamattina abbiamo letto sui quotidiani che la procura di Venezia ha firmato il rinvio a giudizio per 37 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso. Numeri che fanno ben comprendere le dimensioni della presenza della criminalità organizzata nel nostro territorio. Ecco perché è di grande importanza l’approvazione da parte dell’aula consiliare della mozione da me presentata con cui chiedo tre azioni fondamentali: fare in modo che i detenuti scontino le pene nel territorio di provenienza, sottoscrivere un protocollo d’intesa con le diverse istituzioni e forze politiche per promuovere attività di intelligence e, infine, istituire un numero verde, attivo in tutta la regione ogni giorno, per supportare e aiutare le vittime di minacce mafiose. Ringrazio quindi tutti i colleghi che hanno votato a favore della mozione per l’attenzione dimostrata». Così Nicola Finco, presidente del gruppo consiliare Lega in Consiglio regionale del Veneto, commenta l’approvazione da parte dell’aula di Palazzo Ferro Fini della mozione da lui presentata, «Criminalità organizzata: mai più detenuti mafiosi in Veneto». «A fine novembre – ricorda Finco - avevamo già organizzato una manifestazione alle porte del carcere di Vicenza, destinazione per centinaia di condannati per mafia. Nei prossimi mesi, poi, promuoveremo una serie di incontri sul territorio per sensibilizzare imprese e cittadini su questo tema. Sarà solo grazie all’aiuto della cittadinanza che il fenomeno mafioso potrà essere sconfitto. Dobbiamo far sentire a tutti gli imprenditori finiti nel mirino dei criminali che non sono soli».  
9/12/2019
Tutela del Lago di Garda – Corsi (LN): «Presentato un progetto di legge per obbligare le barche provenienti da altri laghi a pulire le carene prima di introdurle nelle acque»
Venezia, 9 dicembre 2019 – «Il lago di Garda, con il suo bacino incastonato tra le montagne, riveste un’importanza fondamentale per l’intera regione dal punto di vista turistico, economico, paesaggistico e ambientale, ma è costantemente messo in pericolo dal riscaldamento climatico e dall’inquinamento. Perché almeno quest’ultimo pericolo sia ridotto, abbiamo presentato un progetto di legge che prevede l’obbligo, per tutte le imbarcazioni provenienti da altri specchi d’acqua, di pulire le carene prima di immergerle nel lago». Ad annunciarlo è Enrico Corsi, consigliere regionale del gruppo Lega e primo firmatario del pdl «Modifiche alla legge regionale 1 dicembre 1989, n.52 “Disciplina del demanio lacuale e della navigazione sul lago di Garda”». «L’azione promossa da questo progetto di legge – spiega ancora Corsi - è la prima che prende spunto dalla sottoscrizione del Contratto di Lago, lo scorso 28 ottobre, da parte di 24 primi cittadini delle province e regioni diverse che si affacciano sul Garda, oltre ai presidenti della Comunità del Garda, Azienda Gardesana Servizi, di Garda Uno e ATS Garda Ambiente. Una volta approvato il pdl, quindi, si porterà a compimento uno dei punti indicati dal contratto a tutela dell’ecosistema lacustre. In pratica le barche, prima di essere introdotte nelle acque del Garda, dovranno essere accuratamente pulite per evitare di portare con sé organismi o batteri raccolti in altri ambienti lacustri che potrebbero mettere a serio rischio il delicato equilibrio dell’ecosistema del nostro lago. Una piccola azione che però contribuirà a preservare un ambiente così delicato e così vitale per tutti noi».
6/12/2019
Politica – Rizzotto (ZP): “Dalle minacce alla moglie al radicalismo islamico: chi non ci rispetta non merita la nostra ospitalità”
Venezia 6 dicembre - "Mi dispiace dover essere così franca e schietta, ma i fatti oggettivi di questa vicenda, insieme a quelli di tanti altri casi di cronaca ed aventi per protagonisti soggetti convertitesi alla religione islamica, mi fanno pensare sempre di più una cosa: l'islamizzazione non porta a niente di buono. E quando questo succede specificatamente nel nostro Paese, ne rimettono la sicurezza dei cittadini in primis ed il rispetto della nostra cultura sociale. Bene, quindi, anzi benissimo, i Decreti Sicurezza varati da Matteo Salvini. E ancora meglio che l'albanese radicalizzato abbia lasciato il nostro Paese". Sono parole di Silvia Rizzotto, capogruppo della Lista Zaia, nel commentare l'espulsione di un cittadino albanese, convertitosi all'Islam, per il quale il Prefetto di Treviso ha emesso un decreto di espulsione, in quanto considerato un potenziale terrorista. "Apprendiamo, in questa vicenda, che il soggetto espulso era anche diventato già nei mesi scorsi violento ed impositivo con la moglie, costringendola a frequentare moschee e luoghi di culto o islamici e ad adottare un abbigliamento consono solo a quello stile di vita; ebbene: quante altre volte abbiamo letto di donne musulmane, native o convertitesi per amore, trattate in questo stesso becero modo? E così come quante altre persone- continua Rizzotto -maschi o donne, dopo aver giurato fedeltà alle usanze e tradizioni islamiche, sono partiti alla volta delle Terre radicalizzate per combattere una guerra religiosa e uccidere cristiani in giro per il mondo? Non ultimo e non meno importante: pensiamo agli attentati terroristici studiati a tavolino, contro l'Italia e contro il Paese che ha ospitato queste persone e dato loro calore ed accoglienza. Lo dico amareggiata, ma parliamo, purtroppo, di un modo di concepire la vita, la società e la religione diametralmente opposto al nostro, mirato alla violenza e alla sopraffazione." La Rizzotto chiude con un riferimento all'attuale Governo: "Vedo che ogni tanto il non pervenuto Ministro Lamorgese ‘batte un colpo’ e ci ricorda la propria presenza; val bene la pena di ricordare, però, come il Governo giallorosso ad oggi non abbia fatto altro che applicare i Decreti Sicurezza voluti così tenacemente ed a buon diritto da Matteo Salvini. Proprio quei decreti sicurezza che la sinistra oggi al Governo vorrebbe cancellare con tanta ostinazione, a spregio della sicurezza di tutti i cittadini, solo per partito preso, a favore magari dello Ius Soli. Quando sappiamo bene noi e loro tutti, che certe persone non potranno mai essere italiane nella cultura e nelle abitudini. Neppure se glielo scrivono sulla carta d'identità."