Autonomia, Barbisan (Lega – LV) e Pressi (Stefani Presidente): «Governo approva le intese definitive. Per il Veneto si apre una fase storica: adesso avanti tutta con l’autonomia»
Venezia, 14 ottobre 2026 – «Ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato le intese definitive per l’autonomia differenziata. Si tratta di un passaggio di grande rilievo per le nostre istituzioni e di un risultato che il Veneto attende da anni. Si compie un ulteriore passo avanti in un percorso avviato dalla volontà dei cittadini veneti e portato avanti attraverso un lungo e articolato confronto istituzionale. Ora sarà il Parlamento a essere chiamato a completare l’iter, con l’approvazione delle leggi previste dalla Costituzione».
Lo dichiarano con soddisfazione i capigruppo in Consiglio regionale del Veneto, Riccardo Barbisan (Lega – LV) e Matteo Pressi (Stefani Presidente).
«L’autonomia differenziata approvata dal Consiglio dei ministri, fortemente sostenuta dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, al quale va il nostro ringraziamento, riguarda quattro ambiti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute con il coordinamento della finanza pubblica. È un primo risultato concreto, che consente di proseguire lungo la strada di un’autonomia costruita attraverso il confronto tra Stato e Regione e nel rispetto del quadro costituzionale.
Parliamo di competenze che interessano settori importanti per la vita dei cittadini e per il funzionamento delle istituzioni. In materia di protezione civile gli obiettivi raggiunti consistono nella possibilità di menare ordinanze in deroga, attuando così interventi di superamento dell'emergenza e riducendo i tempi necessari alla realizzazione delle opere e alla gestione delle problematiche. Sarà poi semplificata la procedura finanziaria attraverso l'apertura di contabilità speciali con riduzione delle tempistiche relative ai rimborsi e alla gestione del post-emergenza. Si potrà quindi assumerà nuovo personale potenziando la capacità d'zione della struttura regionale. Anche la previdenza complementare e integrativa prevede importanti riforme. Saranno anzitutto forme di previdenza su base regionale, si potranno stipulare contratti e accordi collettivi con i fondi pensione, si avrà una gestione più efficace. Nel campo della professioni, si riducono i tempi per i procedimenti più prossimi alla esigenze del territorio e perseguire una riduzione dei tempi di accesso alla professione, con un incremento occupazione stimabile in 2.000-4.000 nuove posizioni nell'arco di tre anni. In merito alla tutela della salute, si otterrà un miglio efficientamento utilizzo delle risorse rispetto alle singole finalità con tariffe di rimborso adeguate e con un incremento delle risorse del fondo sanitario e un incremento delle prestazioni aggiungtive.
L’obiettivo politico e istituzionale è chiaro: avvicinare maggiormente le decisioni ai territori, valorizzando l’esperienza amministrativa del Veneto e la capacità delle sue istituzioni di conoscere i bisogni di cittadini, famiglie, imprese e operatori. L’autonomia, naturalmente, dovrà tradursi in responsabilità, capacità di programmazione e risultati verificabili, mantenendo ferme le garanzie costituzionali e i diritti dei cittadini».
«Il Veneto è stato protagonista di questa battaglia sin dal 22 ottobre 2017, quando il referendum consultivo sull’autonomia registrò una partecipazione di oltre due milioni di cittadini e una larghissima maggioranza di voti favorevoli. Quella consultazione rappresentò una chiara manifestazione della volontà dei veneti di vedere riconosciuto un maggiore spazio di autonomia e responsabilità alla propria Regione.
Da allora il percorso è proseguito attraverso diverse fasi negoziali e istituzionali. Dopo la ripresa del confronto con il Governo nel 2024 e l’avvio dei negoziati sulle singole funzioni, il procedimento è arrivato agli schemi di intesa preliminare approvati nel febbraio 2026, al successivo esame parlamentare e, infine, alla definizione delle intese. Un cammino lungo, che dimostra quanto sia necessario coniugare la determinazione politica con il lavoro istituzionale e il rispetto delle procedure previste dalla legge.
La distinzione tra le materie oggetto delle intese è importante anche sotto il profilo giuridico: per la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa si procede nell’ambito delle cosiddette materie non LEP; per la tutela della salute, invece, il negoziato riguarda specifiche funzioni nel quadro delle garanzie connesse ai livelli essenziali di assistenza. È un passaggio che richiede attenzione e rigore, affinché il trasferimento delle competenze sia accompagnato da regole chiare e da condizioni che ne consentano un esercizio efficace.
Il principio che ci guida è che una Regione chiamata ad assumersi maggiori responsabilità debba poter essere valutata anche sulla base dei risultati che è in grado di conseguire. L’autonomia non è un traguardo fine a sé stesso, ma uno strumento per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica e rendere più diretto il rapporto tra istituzioni e cittadini. Per questo guardiamo anche alle ulteriori competenze che potranno essere oggetto di confronto, secondo le procedure previste e nel rispetto dei requisiti costituzionali».
«Desideriamo rivolgere un ringraziamento al presidente Alberto Stefani che, prima in Parlamento e ora alla guida della Giunta regionale del Veneto, ha seguito in prima persona questo percorso, contribuendo a mantenerlo al centro dell’agenda istituzionale. Un ringraziamento va anche a Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale del Veneto, che ha avviato e sostenuto questa battaglia, dando continuità alla richiesta di maggiore autonomia espressa dai cittadini nel 2017.
Adesso si apre una fase altrettanto importante: quella del completamento dell’iter parlamentare e della successiva attuazione delle intese. Il nostro impegno sarà quello di accompagnare questo percorso con determinazione, affinché il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia possa tradursi in responsabilità amministrativa, capacità di innovazione e risposte concrete alle esigenze del Veneto. La strada è tracciata: avanti tutta con l’autonomia», concludono Barbisan (Lega – LV) e Pressi (Stefani Presidente).
Autonomia, Conte (Lega – LV): “Bene il via libera del CdM. Holding autostradale del Nord – Est chiave di volta per il Veneto Orientale”
Venezia, 14 ottobre 2026 - "Il via libera del Consiglio dei ministri alle intese sull’autonomia differenziata è un passo molto importante. Il Veneto è pronto. Dobbiamo pretendere subito il trasferimento delle materie non legate ai LEP. E la Holding autostradale del Nord-est è la vera chiave di volta del federalismo. Non c’è tempo da perdere". Lo dichiara Rosanna Conte, consigliere regionale di Lega – LV e punto di riferimento per il Veneto Orientale. "L’autonomia del Veneto deve essere piena. Dobbiamo estendere le competenze al massimo livello consentito. Questo è il mandato chiaro e inequivocabile del popolo veneto. Ricordo il referendum del 2017. Allora oltre due milioni di cittadini dissero un 'Sì' netto al 98%. Quella volontà popolare oggi va rispettata fino in fondo. La gestione diretta delle infrastrutture rappresenta la prima e vera forma di autonomia concreta. La nascita e il controllo della holding autostradale regionale sono il nostro vero banco di prova. Gestire in casa le nostre strade significa decidere dove investire i pedaggi. Significa pianificare lo sviluppo senza i veti o i ritardi di Roma. Le infrastrutture sono il motore dell'economia”, prosegue Rosanna Conte (Lega – LV). "Questo tema è assolutamente strategico nel contesto del Veneto orientale. Questa macroarea subisce da anni la vicinanza e la fortissima concorrenza del Friuli-Venezia Giulia. Lo statuto speciale rende il vicino Friuli più competitivo. I nostri territori di confine soffrono. Se non gestiamo direttamente la viabilità, i collegamenti e i nodi logistici commerciali, rischiamo la desertificazione economica. Una vera e concreta autonomia regionale è la strada maestra. Solo così possiamo dare risposte immediate alle istanze del Veneto orientale e fermare la fuga di imprese oltre il Tagliamento. Abbiamo la holding autostradale, abbiamo la spinta del voto del 2017. Ora il Veneto deve correre", conclude Conte (Lega – LV).
Bolca sito Unesco, Pressi (Stefani Presidente): “70 mila euro dalla Regione del Veneto per il Museo dei Fossili di Bolca”
Venezia, 13 ottobre 2026
“Come noto, la zona naturalistica di Bolca, in Valdalpone, nell’est veronese, ha avviato l’iter per il riconoscimento dell’area quale patrimonio Unesco in virtù dell’unicità sul piano globale dei suoi giacimenti fossili. Un progetto sostenuto fortemente dalla Regione. Proprio per costruire al meglio il percorso verso il riconoscimento Unesco, la Regione del Veneto ha stanziato 70 mila euro per la valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale custodito all’interno del Museo dei Fossili di Bolca, perno della candidatura”. Lo dichiara Matteo Pressi, capogruppo in Consiglio regionale del Veneto della lista Stefani Presidente che aggiunge: “Gli interventi per i quali è stato stanziato il contributo regionale, rispondono a esigenze concrete legate al miglioramento degli spazi espositivi del sito museale, un luogo di grande valore scientifico e culturale. In particolare, è previsto l’acquisto e il posizionamento di nuovi espositori per i preziosi fossili, strumenti per la digitalizzazione del Museo, nonché il restauro di alcuni fossili, con un rarissimo esemplare di razza, ai fini della loro prossima esposizione al pubblico. Investimenti che contribuiscono a rendere il nostro patrimonio sempre più fruibile e attrattivo, arricchendo l’esperienza dei visitatori”.
Autonomia e Sviluppo Veneto Orientale, Conte (Lega – LV): “Stanziamento da 200 mila euro per il nostro Veneto Orientale, un primo passo importante. Ora avanti con la riforma dell’Autonomia per fermare le sirene del Friuli-Venezia Giulia”
Venezia, 13 ottobre 2026
“Lo stanziamento aggiuntivo di 200 mila euro per il 2026 a favore del Veneto Orientale rappresenta un primo e importante passo concreto per dare ossigeno e risposte alle nostre comunità locali. È il segnale tangibile di un’amministrazione regionale che sa ascoltare i territori e che si attiva per sostenerli”. Lo dichiara in una nota Rosanna Conte, consigliera regionale di Lega – Liga Veneta, nel commentare l’approvazione della variazione di bilancio legata alla Legge regionale n. 16 del 1993 per lo sviluppo economico e sociale del Veneto Orientale.
“Desidero esprimere un ringraziamento sincero e profondo all’assessore regionale Marco Zecchinato. Fin dal suo insediamento, l’assessore ha dimostrato una straordinaria sensibilità verso le nostre istanze, interessandosi da subito e in prima persona alle richieste e alle criticità del Veneto Orientale. Questo risultato è il frutto di un dialogo costante e di una sinergia costruttiva che ha messo al centro i bisogni dei cittadini e dei sindaci del territorio”, aggiunge Conte.
“Se da un lato accogliamo con grande favore queste risorse immediate, dall’altro dobbiamo essere consapevoli che la sfida per il futuro del Veneto Orientale si gioca su un binario più ampio. La piena e completa Autonomia regionale rimane l'obiettivo necessario e imprescindibile per dare risposte strutturali e definitive a questo territorio. Solo attraverso il trasferimento delle competenze e la gestione diretta delle nostre risorse potremo azzerare i divari competitivi con i territori confinanti e frenare in modo definitivo la tentazione di fuga dei nostri Comuni verso il Friuli-Venezia Giulia”, commenta così Conte nell’evidenziare le prospettive future dell'area, segnata dalla vicinanza con una Regione a statuto speciale.
“Il Veneto Orientale non ha bisogno di cambiare i propri confini, ma di strumenti legislativi e finanziari adeguati alla sua forte vocazione economica e turistica. Questa dote finanziaria segna l'inizio di un percorso: continueremo a lavorare compatti per valorizzare la nostra identità e garantire lo sviluppo che i nostri amministratori e i nostri cittadini meritano”, conclude Conte.
Mobilità, Corazzari (Lega – LV): “Biglietto unico regionale anche per chi viaggia verso le regioni confinanti. Sosteniamo studenti e lavoratori pendolari”
Venezia, 9 ottobre 2026 – “Il futuro Biglietto Unico Regionale deve guardare oltre i confini amministrativi del Veneto e rispondere alle reali esigenze di mobilità dei cittadini. Per questo chiediamo che la nuova legge regionale preveda misure e agevolazioni tariffarie anche per gli studenti e i lavoratori residenti in Veneto che ogni giorno si spostano con i mezzi pubblici verso le regioni confinanti”.
È la proposta avanzata da Cristiano Corazzari, consigliere regionale di Lega – LV, attraverso un’iniziativa che punta a estendere l’ambito di applicazione del futuro Biglietto Unico Regionale anche ai collegamenti extraregionali.
“La Giunta regionale è impegnata nella predisposizione del progetto di legge per introdurre il Biglietto Unico Regionale, una riforma importante per semplificare e integrare il trasporto pubblico locale. È proprio in questa fase che dobbiamo cogliere l’opportunità di costruire un sistema capace di rispondere alle necessità concrete delle persone, senza lasciare indietro chi, pur vivendo in Veneto, deve spostarsi quotidianamente fuori regione per studiare o lavorare”. Secondo Cristiano Corazzari (Lega - LV), uno dei punti centrali riguarda il costo del pendolarismo. “Chi utilizza più mezzi di trasporto, ad esempio combinando treno e autobus gestiti da operatori diversi, si trova spesso a dover acquistare più titoli di viaggio, con una spesa complessiva che può diventare pesante per il bilancio familiare. Questa situazione riguarda anche tanti veneti che raggiungono ogni giorno città e centri urbani delle regioni limitrofe”. E prosegue ancora Corazzari (Lega - LV): “Il principio deve essere semplice: la mobilità quotidiana delle persone non si ferma davanti a un confine amministrativo. Se vogliamo rendere il trasporto pubblico davvero competitivo rispetto all’automobile privata, dobbiamo lavorare per tariffe più accessibili, collegamenti integrati e soluzioni che tengano conto delle esigenze di studenti e lavoratori pendolari. La mia proposta mira quindi a inserire nel progetto di legge specifiche agevolazioni per i residenti in Veneto che utilizzano il trasporto pubblico per raggiungere destinazioni extraregionali confinanti, valutando strumenti tariffari che possano ridurre il costo degli spostamenti e semplificare l’acquisto dei biglietti. Si tratta di una misura che guarda anche alla sostenibilità ambientale e alla coesione territoriale. Rendere più conveniente il trasporto pubblico significa incentivare un minore utilizzo dell’auto privata, contribuire a ridurre traffico ed emissioni e sostenere le famiglie che devono affrontare quotidianamente i costi del viaggio. Allo stesso tempo, aiutare chi vive nei nostri comuni a raggiungere luoghi di studio e lavoro significa rafforzare il legame con il territorio e contrastare il rischio che le difficoltà negli spostamenti favoriscano lo spopolamento delle aree meno centrali”, sottolinea ancora Cristiano Corazzari (Lega - LV). “Il Biglietto Unico Regionale può rappresentare un’occasione concreta per rendere il sistema dei trasporti più semplice, integrato e accessibile. Per questo motivo chiediamo che la futura normativa consideri anche la dimensione extraregionale della mobilità, dando una risposta a chi vive in Veneto e contribuisce ogni giorno alla crescita delle nostre comunità, ma per studiare o lavorare deve necessariamente spostarsi oltre i confini regionali”, conclude il consigliere regionale di Lega - LV, Cristiano Corazzari.
Ciclovia del Sole, Rigo (Lega – LV): Nuovi lotti a Sommacampagna. La Regione del Veneto investe e sostiene il turismo lento che collega Verona al Lago di Garda
“L’inaugurazione dei nuovi lotti funzionali della Ciclovia del Sole nel Comune di Sommacampagna è un traguardo infrastrutturale che rappresenta un volano straordinario.
Mobilità sostenibile, turismo lento, agricoltura e cultura: la ciclovia del Sole sarà una spinta incredibile per la valorizzazione territoriale di molti settori economici della nostra terra.”
Lo dichiara il Consigliere regionale e Consigliere comunale di Sommacampagna, Filippo Rigo (Lega - Liga Veneta).
“Il tratto che abbiamo inaugurato oggi non è semplicemente una pista ciclabile. Ma è un investimento di 11 milioni di euro che coinvolge anche i nostri territori di Verona, Sommacampagna, Sona, Castelnuovo del Garda, Valeggio sul Mincio e rappresenta una vera e propria porta d'accesso alle eccellenze del territorio di Sommacampagna e delle aree limitrofe.
Un'opera concreta per i cittadini di Sommacampagna che potrà sostenere in modo decisivo lo sviluppo turistico locale.
Parliamo di un percorso che attraversa e valorizza le Terre del Custoza, un territorio unico per il suo patrimonio paesaggistico ed enogastronomico, e che si connette idealmente con il progetto del Museo Diffuso del Risorgimento su cui ho investito molto lavoro in Consiglio regionale, convinto che la memoria storica debba diventare un'opportunità di crescita culturale e turistica, per arrivare a collegare Verona a Firenze, quando tutto il percorso di 390 km sarà completato.
Inoltre - Prosegue il Consigliere Rigo - grazie all'inserimento nel corridoio europeo EuroVelo 7, questa infrastruttura crea un ponte ciclabile fluido e sicuro verso il Lago di Garda, intercettando i flussi del cicloturismo internazionale.
La sinergia tra la Regione Veneto, Veneto Strade e l'amministrazione comunale di Sommacampagna ha dimostrato ancora una volta come la programmazione attenta porti a risultati concreti - conclude il Consigliere regionale e comunale Filippo Rigo - Abbiamo consegnato ai nostri cittadini di Sommacampagna e ai visitatori un'opera moderna, sicura e perfettamente integrata nell'ambiente, capace di unire la mobilità quotidiana alla grande offerta turistica del nostro territorio.”
Infrastrutture, Bedin (Lega – LV): «Dalla Regione via libera al mutuo fino a 50 milioni per la rete viaria regionale. 7 milioni per la Monselice Mare: investire in sicurezza e manutenzione significa prendersi cura del territorio»
Venezia, 8 ottobre 2026 – «Via libera dalla Giunta regionale del Veneto all’avvio delle procedure per l’assunzione di un mutuo fino a 50 milioni di euro destinato a finanziare interventi infrastrutturali sulla rete viaria regionale. Si tratta di risorse importanti, che consentiranno di intervenire sulla sicurezza e sulla manutenzione delle nostre strade, con particolare attenzione a ponti e opere d’arte, adeguamenti funzionali della viabilità, messa in sicurezza di versanti e scarpate e interventi di mitigazione acustica».
Lo dichiara Giorgia Bedin, consigliera regionale padovana di Lega - LV, commentando il provvedimento approvato dalla Giunta regionale del Veneto.
«Investire sulla qualità e sulla sicurezza delle infrastrutture – prosegue Bedin – significa dare risposte concrete ai cittadini e a chi ogni giorno percorre la nostra rete viaria. La manutenzione non può essere considerata un intervento secondario: prevenire il deterioramento delle infrastrutture significa aumentare la sicurezza e garantire una viabilità più efficiente».
Una parte delle risorse sarà destinata alla SR 104 “Monselice-Mare”, arteria strategica per il territorio. «Per la SR 104 sono previsti 7 milioni di euro per interventi sul piano viabile, sulle barriere di sicurezza e sulla segnaletica. Le opere interesseranno i tratti di competenza regionale gestiti da Veneto Strade nei Comuni di Monselice, Pozzonovo, Tribano, Conselve, Arre, Candiana e Correzzola. È un intervento che riguarda direttamente un’infrastruttura importante per il nostro territorio e che permetterà di affrontare criticità legate alla sicurezza e alla manutenzione». La SR 104 è effettivamente compresa nella rete viaria gestita da Veneto Strade. V
«Accanto alle risorse per le opere – aggiunge la consigliera regionale – è importante sottolineare l’attenzione alla sostenibilità finanziaria dell’operazione. Il mutuo avrà un importo massimo di 50 milioni di euro, una durata di 20 anni, erogazioni a tasso fisso e rimborso a rate costanti. Le risorse potranno essere utilizzate entro il 31 dicembre 2028 e l’importo del finanziamento potrà essere ridotto qualora gli interventi richiedano meno risorse o possano essere finanziati, anche solo in parte, attraverso fondi regionali».
«La Regione procederà inoltre attraverso una gara aperta e telematica per individuare le condizioni finanziarie più convenienti, confrontando le offerte degli istituti finanziatori. L'obiettivo è utilizzare le risorse disponibili nel modo più efficace possibile, facendo coincidere la programmazione degli interventi con le effettive necessità di realizzazione delle opere».
«La sicurezza stradale – conclude Bedin – passa anche dalla capacità di programmare per tempo manutenzione e interventi di adeguamento. Con queste risorse possiamo dare continuità a un lavoro concreto sulla rete viaria regionale, intervenendo sulle infrastrutture che necessitano di maggiore attenzione e accompagnando la manutenzione ordinaria con opere di messa in sicurezza e miglioramento della viabilità. È un investimento sul territorio e sulla sicurezza di chi ogni giorno lo vive e lo attraversa».
Mosco (Stefani Presidente) e Marcato (Lega-LV): “Tribunale islamico, no alla Sharia, Medioevo dei diritti delle donne. Abbiamo presentato una risoluzione in Consiglio regionale”
Venezia, 9 ottobre 2026
“La Sharia, nelle sue applicazioni che negano alle donne libertà, autonomia e parità di diritti, rappresenta il Medioevo dei diritti femminili. È semplicemente inaccettabile. In Veneto non c’è spazio per sistemi di leggi paralleli che calpestino i diritti conquistati dalle donne e i principi della nostra Costituzione”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Eleonora Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente, e Roberto Marcato (Lega-LV), presidente della Terza commissione di palazzo Ferro Fini, che annunciano “di aver presentato una risoluzione in Consiglio regionale per ribadire la contrarietà alla Sharia e a qualsiasi forma di giustizia parallela in contrasto con l’ordinamento italiano. Libertà, autodeterminazione, dignità e parità tra uomo e donna non sono negoziabili. Contro ogni legge teocratica che pretenda di limitare questi diritti, devono prevalere le nostre leggi, la nostra Costituzione e le nostre libertà. Nessuna autorità religiosa può sostituirsi allo Stato o imporre regole discriminatorie sul nostro territorio. Troviamo allucinante la posizione dell’amministrazione comunale di Padova e il richiamo dell’assessore Bonavina al principio del “no al processo alle intenzioni”. Il rispetto delle garanzie giuridiche non può diventare un alibi per minimizzare una questione così delicata. Le istituzioni devono difendere con chiarezza i diritti delle donne, senza giustificare ciò che è incompatibile con i principi fondamentali della nostra Costituzione”.
“Con questa risoluzione, ribadiamo un principio inequivocabile: no alla Sharia come sistema normativo alternativo, no alle discriminazioni, no a qualsiasi tentativo di riportare le donne indietro di secoli. Il Veneto è una terra di libertà e uguaglianza: non c’è spazio per ordinamenti che calpestano la dignità femminile», concludono Mosco e Marcato.
Oncologia, Lanzarin (Lega – LV): “Una mozione per il supporto nutrizionale uniforme per i pazienti oncologici e per chi soffre di Crohn e colite ulcerosa”
Venezia, 8 ottobre 2026 – “Garantire a tutti i pazienti oncologici un percorso nutrizionale adeguato, uniforme e integrato con le terapie, estendendo questa attenzione anche alle persone affette da malattie croniche dell’intestino, come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. È questo l’obiettivo della mozione che ho depositata a tutela dei malati con questo tipo di patologie”. Lo scrive Manuela Lanzarin (Lega – LV), Presidente Quinta Commissione. “Nel 2018 la Regione del Veneto ha approvato le Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici. A distanza di anni è però emersa la necessità di verificare e rendere più omogenea la loro applicazione sul territorio. La presa in carico nutrizionale non può essere un elemento accessorio del percorso di cura: deve accompagnare il paziente fin dal momento della diagnosi e proseguire durante tutte le fasi della malattia e delle terapie”, prosegue Manuela Lanzarin (Lega – LV). “La malnutrizione rappresenta infatti un problema particolarmente rilevante nei pazienti oncologici. La perdita di peso e di massa muscolare può incidere negativamente sulla qualità della vita e compromettere la capacità del paziente di affrontare e seguire adeguatamente i trattamenti. È fondamentale, pertanto, che il Servizio sanitario garantisca una presa in carico complessiva, nella quale anche l’aspetto nutrizionale sia considerato parte integrante dell’assistenza. Le buone pratiche clinico-assistenziali devono essere conosciute e applicate dagli operatori sanitari, ma anche condivise con i pazienti e con le loro famiglie, perché mantenere un buono stato nutrizionale significa contribuire a mantenere e, quando possibile, recuperare lo stato di salute”. “Nella mozione che ho depositato prevedo la costituzione di un apposito tavolo di lavoro, con l’obiettivo di favorire un'applicazione uniforme del supporto nutrizionale per i pazienti oncologici e di estendere il percorso anche alle persone con colite ulcerosa e malattia di Crohn. Vogliamo costruire un percorso chiaro e omogeneo che metta il paziente al centro e che riconosca la nutrizione come una componente essenziale della presa in carico. Per questo riteniamo importante lavorare alla predisposizione di uno specifico PDTA, Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale, dedicato a queste patologie. L’obiettivo è assicurare che, indipendentemente dalla struttura sanitaria di riferimento, ogni persona possa avere accesso a un adeguato supporto nutrizionale durante il proprio percorso di cura”, conclude Manuela Lanzarin (Lega – LV), Presidente Quinta Commissione.
Vajont, De Berti (Lega – LV): “63 anni dalla tragedia: in quei luoghi si respira ancora il dolore di quella notte. Ricordare significa anche non ripetere gli errori del passato”
Venezia, 8 ottobre 2026 – “Ci sono luoghi che, anche a distanza di tanti anni, riescono a trasmettere tutta la drammaticità di ciò che è accaduto. Ho avuto occasione di visitare più volte la diga del Vajont e i territori colpiti dalla tragedia. Ogni volta è un’esperienza che lascia il segno. Anche per chi, come me, non era ancora nato nel 1963, è impossibile arrivare in quei luoghi senza percepire il dolore, la sofferenza e il peso di quanto accaduto. Ma soprattutto senza interrogarsi sulle cause e sulle responsabilità di una tragedia che poteva e doveva essere evitata”. Così Elisa De Berti (Lega – Liga Veneta), presidente della Seconda Commissione del Consiglio regionale del Veneto, alla vigilia del 63° anniversario della tragedia del Vajont. “Il 9 ottobre 1963, alle ore 22.39, circa 270 milioni di metri cubi di roccia si staccarono dal Monte Toc e precipitarono nel bacino artificiale del Vajont. L’enorme massa d’acqua sollevata dalla frana superò la diga e si abbatté sulla valle, spazzando via Longarone e colpendo duramente anche le comunità di Erto e Casso. In pochi istanti persero la vita 1.917 persone. Intere famiglie, bambini, donne e uomini che quella sera erano nelle proprie case, nella normalità della loro vita quotidiana, senza immaginare ciò che stava per accadere. Domani sera, alle 22.39, il nostro pensiero deve tornare proprio a quell’istante. A quelle vite spezzate, alle famiglie distrutte e a chi è sopravvissuto portando con sé, per tutta la vita, il dolore di quella notte. Ma ricordare il Vajont significa anche avere il coraggio di guardare alle cause di quella tragedia. Perché non fu soltanto la forza della natura a provocare il disastro. Ci furono rischi conosciuti, segnali sottovalutati e responsabilità umane. Ed è proprio questo che rende il Vajont una lezione che non possiamo permetterci di dimenticare. Chi ricopre un ruolo nelle istituzioni ha il dovere di ricordare che dietro ogni decisione, soprattutto quando riguarda il territorio, le infrastrutture e la sicurezza, ci sono le vite delle persone. La prevenzione, il rispetto dell’ambiente, l’ascolto dei territori e la valutazione dei rischi non possono mai essere considerati aspetti secondari. A 63 anni di distanza, il Vajont continua a parlarci. E ci ricorda che il progresso e la realizzazione delle grandi opere devono sempre andare di pari passo con la conoscenza, la prudenza e la responsabilità. Alle 22.39 di domani sera fermiamoci, anche solo per un momento, a ricordare quelle 1.917 persone. Non soltanto per rendere loro omaggio, ma per rinnovare un impegno che dobbiamo alle vittime, alle loro famiglie e alle generazioni future: fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché una tragedia come quella del Vajont non si ripeta mai più”, conclude Elisa De Berti (Lega – LV), Presidente Seconda Commissione.