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Violenza donna, Brescacin (Lega – LV): “una donna ogni tre giorni vittima di violenza. Serve con urgenza educazione alla affettività e al rispetto e non ammettere più soprusi e abusi”
Pubblicato il 5 Dicembre 2023

Violenza donne, Brescacin (Lega – LV): “Una donna ogni tre giorni vittima di violenza. Serve con urgenza educazione all’affettività e al rispetto e non ammettere più soprusi e abusi”.

Venezia, 5 dicembre 2023 – “Una donna ogni tre giorni è vittima di violenza in Italia: da inizio 2023 in Italia sono state uccise purtroppo 107 donne. E dopo l’omicidio di Giulia altre due donne hanno perso la vita, vittime di violenza. In veneto una donna ogni 752 residenti viene presa in carico dai centri antiviolenza. Si valuti, rispetto al comune di propria provenienza, cosa significhi una donna presa in carico per violenza ogni 752 donne residenti. Un numero impressionante di donne che soffrono e spesso e volentieri non sanno come difendersi”. Così il Presidente Quinta Commissione, Sonia Brescacin (Lega – LV), nel commentare i dati relativi alla violenza anche in Veneto. “Il 55% delle donne che hanno il coraggio di denunciare abusi, ha tra i 30 e i 50 anni. Il 67% sono italiane; il 65% ha un grado di istruzione medio alta; il 55% lavora. Il 53% dei casi di abusi avviene all’interno di un rapporto di unione/convivenza e tra le mura domestiche. Sono dati inquietanti. La violenza non è solo fisica ma anche psicologica e la subisce il 74% delle donne; fisica la subisce il 57% delle donne. L’84% dei casi di violenza riguarda le “relazioni affettive” in essere o concluse. Ma teniamo in considerazione anche i minori, vittime di violenza assistita che in Veneto salgono a 1.921. Questi fatti aprono delle riflessioni sulla responsabilità sociale e educativa non solo per famiglie, ma per tutti, singoli e comunità ed anche per le istituzioni – sottolinea ancora il Presidente Quinta Commissione, Sonia Brescacin (Lega – LV) -. Ormai la violenza ovvero il femminicidio è diventata vera emergenza nazionale; per contro per un uomo su 4 (27,3%) si tratta di una tematica “semplicemente” enfatizzata. Il 32,9% dei giovani, secondo un sondaggio, fatica a riconoscere il problema. Tante le cause che fanno scattare l’omicidio. Dall’indifferenza che spinge a casi di violenza estrema, ma ci sono violenze minori che un uomo si sente autorizzato a compiere, sempre nell’indifferenza. Ci sono tutte le offese e i traumi che precedono e portano all’epilogo del femminicidio. E poi la normalità. Che è una matrice culturale terribile, per cui siamo portati a pensare che la normalità sia una cosa positiva, salvo poi renderci conto che nelle case di queste famiglie per bene accadono omicidi o altre violenze, forse meno gravi, ma sempre gravi”. È necessario creare nuovi cammini per giungere a patti comunitari e educanti. È responsabilità di tutti, anche delle istituzioni, promuovendo prospettive e pratiche educative rispettose, inclusive, generative. E i giovani? Abbiamo visto che le violenze riguardano principalmente il mondo adulto. Ma questo problema va affrontato anche con le giovani generazioni, specialmente per la parte di educazione e cultura alla non violenza. Il controllo come espressione patologica nei rapporti affettivi tra giovani assume un particolare significato da quando i rapporti sono sempre più caratterizzati dalla relazione “da remoto” anziché’ “in presenza”. I social hanno modificato le relazioni sentimentali verso espressioni di libertà e spinti verso canoni di perfezione e modelli di bellezza che creano pressione e condizionano i giovani fino a creare difficoltà nel rapportarsi con gli altri e con sé stessi. Ciò pone la questione di un’educazione digitale come momento essenziale nel più ampio impegno per l’educazione all’affettività. È necessario quindi che la nostra società si interroghi, sia pronta a cogliere i segnali. È ormai responsabilità di tutti tornare a educare all’affettività, tornare ad essere una comunità educante è diventata una priorità” conclude il Presidente Quinta Commissione, Sonia Brescacin (Lega – LV).