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Valdegamberi (Lega – LV): “Tetto UE su ammoniaca russa, l’Europa colpisce le proprie imprese. A chi giova davvero questa politica?”
Pubblicato il 12 Febbraio 2026

Venezia, 12 febbraio 2026 – “Il tetto alle importazioni di ammoniaca russa previsto nel ventesimo pacchetto di sanzioni europee è l’ennesima misura ideologica che rischia di travolgere l’economia reale, a partire dall’agricoltura. L’ammoniaca è la base dei fertilizzanti azotati – urea, nitrato ammonico, UAN – indispensabili per la produzione di cereali, mais e colture orticole. Oggi, circa il 26% delle importazioni UE proviene dalla Russia. Ridurne i volumi significa comprimere l’offerta e aumentare i prezzi in un mercato già sotto pressione”.

Lo scrive in una nota Stefano Valdegamberi (Lega – Liga Veneta), segretario Commissione Attività Produttive in Consiglio regionale del Veneto.

“Le alternative? Fornitori più costosi come Stati Uniti, Qatar o Algeria, con rincari stimati tra il 10% e il 20% o più. Nel frattempo, la produzione europea resta penalizzata da costi energetici elevati, frutto delle stesse scelte politiche che ora si vorrebbero compensare con nuove restrizioni. I fertilizzanti, – spiega Valdegamberi -, sono già aumentati fino al 49% rispetto ai livelli precrisi. Per molte aziende agricole italiane rappresentano fino al 30% dei costi di produzione. Un ulteriore rincaro può significare margini azzerati, investimenti bloccati, aziende in difficoltà. Le conseguenze sono evidenti: aumento dei costi agricoli, fino al 6-14% medio in Europa, possibile riduzione dell’uso di fertilizzanti, calo delle rese, maggiore dipendenza dalle importazioni alimentari extra-UE, con il paradosso di penalizzare i nostri produttori mentre entrano nel mercato europeo prodotti provenienti da Paesi che non rispettano i nostri stessi standard ambientali e sociali”.

“A questo punto la domanda è inevitabile: l’Unione Europea sta davvero lavorando nell’interesse delle proprie imprese e dei propri cittadini, oppure queste scelte rispondono a pressioni e interessi che poco hanno a che vedere con la tutela dell’economia reale europea? Non è accettabile – prosegue il consigliere – che agricoltori, imprese e famiglie continuino a pagare il prezzo di decisioni che indeboliscono la competitività del nostro sistema produttivo. L’Europa deve tornare a difendere la propria industria, la propria agricoltura e la propria sovranità alimentare. Il Veneto e l’Italia non possono essere spettatori passivi di politiche che rischiano di trasformarsi in un grave danno strutturale per tutto il comparto agroalimentare europeo. Serve una revisione immediata di queste scelte, mettendo al centro il lavoro, la produzione e gli interessi concreti dei cittadini europei”, conclude Stefano Valdegamberi.