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Stop auto diesel e benzina – Michieletto e Vianello (Lega – LV): «Eurofollia, cittadini sotto ricatto di Bruxelles, pagheremo di più per dipendere dalla Cina»
Pubblicato il 17 Febbraio 2023

Venezia, 17 febbraio 2023 – «La libertà di poter scegliere come potersi muovere o quale mezzo acquistare non è uno sfizio, ma un valore liberale di un sistema democratico. Quello che Bruxelles non conosce, avendoci consegnato di fatto mani e piedi alla Cina.  Numerose persone non potranno permettersi un’auto elettrica, senza contare chi non ha gli spazi adeguati per tenerla o i pesanti costi da sostenere per smaltire le batterie. Una scelta assurda che de-industrializza un Paese e mette sotto ricatto i nostri cittadini».

I consiglieri regionali dell’Intergruppo Lega-Liga Veneta Gabriele Michieletto e Roberta Vianello tornano anche oggi sul tema della settimana legato allo stop alle auto a combustione deciso a Bruxelles a maggioranza dal Parlamento Europeo.

«Chi ha votato a favore del provvedimento forse è attratto dalla parte “poetica” della transizione green, ma non sa che oggi non c’è nemmeno un protocollo efficace in caso di incendio delle batterie e che per produrre le batterie è necessario estrarre dall’ambiente con immense cave una serie di materiali e terre rare lasciando enormi cicatrici nel territorio. Anche lo smaltimento lascia più domande che certezze.

Il futuro dell’autotrazione quasi sicuramente non sarà elettrico, forse sarà ibrido o ad idrogeno o basato su nuove tecnologie: vincolarsi ad un’unica opzione come ha fatto l’UE è molto pericoloso e poco lungimirante. Peraltro nel resto del mondo non tutti sono schiavi dei talebani-verdi: la progressista California ha deciso di non incentivare le batterie elettriche, in quanto per produrre le batterie si ha un impatto ambientale molto superiore a quello generato dalle auto a motore termico. Da ultimo, verrà buttato a mare un patrimonio europeo di tecnologie avanzate in campo automobilistico dove, ad esempio, un diesel euro 6 inquina molto meno nel ciclo produzione – vita – smaltimento di un’elettrica. Che senso ha quindi consegnarci mani e piedi alla Cina che detiene la quasi totalità del settore motori e batterie? Amministratori europei che decidono di uccidere le aziende di casa e di consegnarsi alla Cina… qualcosa non quadra. È una scelta folle che pagheremo tutti a costi molto maggiori senza peraltro contribuire a diminuire l’inquinamento: dove e come produrremo l’elettricità necessaria? Bruciando più gas o petrolio? Le batterie spesso si caricano di notte, e non c’è il solare a garantire una produzione di energia sufficiente. E i milioni di persone che non hanno l’auto in garage, come dovrebbero caricare i loro automezzi? Domande che a Bruxelles qualcuno pare non essersi posto -concludono i due esponenti veneziani -. La poesia è una cosa, la realtà è completamente diversa».