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Sicurezza, Dolfin (LV): “Basta subire: dotare al più presto i poliziotti di taser e bodycam”
Pubblicato il 24 Giugno 2021

Venezia, 24 giugno 2021 – “Gli agenti di polizia vanno dotati al più presto di taser e bodycam”.

Così il consigliere regionale di Liga Veneta per Salvini premier, Marco Dolfin, presenta la mozione di cui è il primo firmatario che chiederà  alla giunta regionale di attivarsi al governo per velocizzare la dotazione di taser e bodycam alla Polizia di Stato.

“La mozione prende spunto dai fatti di questi ultimi giorni – spiega il consigliere – la Procura di Roma ha aperto un’indagine per l’ipotesi di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi, in relazione a quanto avvenuto sabato 19 giugno nella zona della stazione Termini, dove un quarantaquattrenne ghanese ha seminato il panico tra i passanti con un grosso coltello ed è stato ferito a una gamba dal colpo di pistola esploso da un agente di polizia. L’iscrizione nel registro degli indagati del poliziotto – prosegue Dolfin – a quanto si apprende è un atto dovuto per poter espletare le verifiche. Probabilmente però, quell’agente dovrà sostenere di sua tasca spese legali per difendersi, restando nel limbo per anni fra preoccupazioni, spese legali e promozioni negate”.

“Eppure – aggiunge Dolfin – erano stati inutili i tentativi degli uomini del Centro Operativo della Polizia Ferroviaria di calmare il ghanese. Il 44enne già in passato si è reso responsabile di alcuni episodi che ne avevano connotato la pericolosità sociale: aveva danneggiato alcune statue sacre presenti in alcune Chiese di Roma, manifestando poi ai poliziotti atteggiamenti di odio nei confronti della religione cristiana, e il 19 giugno ha iniziato ad aggredire con scatti repentini e incontrollati i poliziotti che hanno iniziato un’opera di contenimento, volta a tutelare l’incolumità dei passanti che in quel momento si trovavano nella strada”.

“Il ghanese è ora ricoverato in ospedale, non si trova in pericolo di vita ed è in stato di arresto per “tentato omicidio, porto abusivo d’arma, resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale”. Chi rischia grosso però è l’agente, contro cui le indagini hanno sollevato l’indignazione del sindacato di polizia, il Coisp che così si esprime: “Riteniamo penalizzante l’apertura delle indagini nei confronti dell’agente che ha sparato per fermare il cittadino ghanese che, armato di coltello, avrebbe potuto compiere una strage nei pressi della stazione Termini di Roma”.

“In un altro paese – prosegue il consigliere – al poliziotto avrebbero dato una medaglia, invece l’agente è puntualmente finito nel registro degli indagati. La professionalità e la correttezza delle forze dell’ordine sono un pilastro della democrazia, ma altra cosa è combattere il crimine con le mani legate dietro la schiena. Da anni infatti si parla del taser e della bodycam in dotazione agli agenti, ma per una ragione o per l’altra questi strumenti non sono ancora stati forniti al Corpo di polizia.

Lo stesso sindacato di Polizia chiede di dotare quanto prima di taser gli agenti. Non si può pensare di ignorare le reali necessità di una forza che deve essere dotata di adeguati strumenti per poter reagire alle aggressioni, come già accade nelle polizie democratiche in tutto il mondo”.

“Possiamo inoltre ricordare – aggiunge Dolfin – alcune sperimentazioni, positivamente riuscite: ad aprile 2021 l’adozione delle armi ad impulsi elettrici con tecnologia taser è stata voluta dall’Amministrazione del Comune di Venezia e di Udine, prime in Italia, per la polizia locale con il duplice intento di fornire agli operatori uno strumento di protezione per la gestione delle situazioni critiche e di aumentarne l’impatto sulla sicurezza pubblica”.

Per tutti questi motivi il consigliere, con la mozione, chiede alla giunta regionale: “di farsi portavoce al Governo per velocizzare quanto prima la dotazione ordinaria il Taser a tutte le forze di Polizia – conclude Dolfin – e poter così fronteggiare situazioni di autodifesa in caso di necessità”.