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Siccità, Michieletto e Vianello (Lega – LV): «Correre ai ripari visti i rischi sempre più incalzanti di situazioni di siccità: urgente realizzare bacini di raccolta idrica di acque meteoriche. Depositato un progetto di legge sulla materia».
Pubblicato il 24 Ottobre 2022

Venezia, 24 ottobre 2022 – «Alla luce della ciclicità delle variazioni climatiche è assolutamente urgente prevenire gli effetti della siccità e mitigare i danni causati dal maltempo che con frequenza colpisce i nostri territori. L’acqua è un bene da preservare e che da problema, se gestito, può essere incanalato in bacini idrici funzionali al bene dei nostri territori». E’ questo il senso del progetto di legge presentato dai consiglieri Gabriele Michieletto e Roberta Vianello (Lega – LV) volto a trattenere più acqua possibile sui terreni in caso di precipitazioni atmosferiche con lo scopo di fare riserva d’acqua in caso di siccità: «L’acqua che cade al suolo in quantità enormi e improvvise deve essere assolutamente incanalata per farne riserva preziosa evitando così nel contempo danni di grave entità a centri abitati, colture agricole, aree produttive e strutture». I due consiglieri di Lega – LV, spiegano anche le azioni concrete da mettere in atto: «Le azioni da intraprendere per mitigare entrambi i problemi sono simili: trattenere più acqua possibile sul territorio rallentandone la corsa verso i canali e agire attraverso il drenaggio dei fiumi. Insieme ad opere urbanistiche finalizzate al trattenimento delle acque meteoriche». Per trattenere le acque meteoriche secondo Michieletto e Vianello si può fare quindi ancora molto: «Golenature, wetland, bacini di fitodepurazione (utili anche per migliorare la qualità dell’acqua), servendosi all’occorrenza di cave dismesse: con queste opere, l’acqua in eccesso da problema idrico diventa una risorsa. È il caso di ripensare dopo 60 anni, all’eventualità di realizzare dighe serbatoio, per contenere acqua dolce e di produrre energia, e di farlo sulla base delle esperienze, anche drammatiche, che abbiamo vissuto. La tragedia del Vajont, ad esempio, non ci deve mai far dimenticare come una opera, se studiata male o peggio, realizzata in un luogo inadatto, può diventare un arma terribile».