Venezia, 15 ottobre 2026
“Questa mattina ero presente al Ca’ Foncello di Treviso per l’iniziativa ‘Campagna Amica per la Salute’, un appuntamento che si inserisce nel programma della Settimana della Salute, capace di mobilitare i Comuni della provincia di Treviso con tante iniziative dedicate alla prevenzione e al benessere dei cittadini”. Così il capogruppo di Lega – Liga Veneta, in Consiglio regionale del Veneto, Riccardo Barbisan.
“La Settimana della Salute coinvolge i Comuni della Marca in un percorso concreto di sensibilizzazione. Pertanto, desidero ringraziare ULSS 2 Marca trevigiana, Coldiretti, la Fondazione Aletheia e tutti coloro che hanno partecipato e contribuito alla riuscita di questa iniziativa. Portare l’attenzione sulla qualità dell’alimentazione all’interno di un percorso dedicato alla salute significa ricordare che la prevenzione si costruisce anche attraverso le scelte quotidiane”, commenta Barbisan.
“Mangiare bene vuol dire fare prevenzione. E fare prevenzione significa ridurre il rischio di ammalarsi, evitare quando possibile la necessità di cure e, quando queste diventano necessarie, limitarne l’intensità. È un principio fondamentale anche per la sostenibilità del nostro sistema sanitario: prevenire significa migliorare la salute delle persone e utilizzare in modo più efficace le risorse pubbliche”, aggiunge Barbisan.
“Le risorse che riusciamo a risparmiare grazie a una maggiore attenzione alla prevenzione possono essere investite in nuovi progetti, tecnologie, servizi e personale, per migliorare ulteriormente i livelli di assistenza garantiti ai cittadini veneti. La qualità della sanità passa anche dalla capacità di agire prima che insorga la malattia”, prosegue Barbisan.
“La Settimana della Salute dimostra quanto sia importante fare rete tra istituzioni, Comuni, aziende sanitarie, associazioni e realtà produttive. Ringrazio tutti coloro che si stanno impegnando in questo percorso: promuovere stili di vita sani significa investire concretamente nel futuro della nostra comunità e nella qualità della sanità veneta”, conclude Barbisan.
