Venezia, 28 ottobre 2026
“In una mozione che ho depositato, chiedo di aggiornare i criteri di riparto del Fondo per la non autosufficienza. Nel Polesine quasi 500 anziani e le loro famiglie, sostengono rette interamente a proprio carico. La prossima manovra di bilancio della Regione del Veneto deve essere l’occasione per correggere questa disparità”. Lo scrive in una nota Cristiano Corazzari, consigliere regionale di Lega – Liga Veneta.
“Il luogo in cui si vive non può diventare un fattore di svantaggio nell’accesso all’assistenza per gli anziani non autosufficienti. Il Polesine ha bisogno di un riequilibrio delle risorse regionali destinate alla residenzialità, per garantire maggiore equità tra i territori e dare risposte concrete alle famiglie”, aggiunge Corazzari.
“Nella mozione presentata chiedo alla Giunta regionale di rivedere i criteri di assegnazione delle Impegnative di Residenzialità – IdR – e delle Quote Sanitarie Assistenziali – QSA-, aggiornandoli sulla base dell’evoluzione demografica e degli effettivi bisogni assistenziali delle diverse province. I numeri evidenziano una situazione che richiede un intervento: la provincia di Rovigo registra un tasso potenziale di copertura pari al 78,3%, a fronte di una media regionale dell’83,5%. Una differenza significativa, che si inserisce in un contesto territoriale caratterizzato da un elevato indice di invecchiamento della popolazione e da diffuse fragilità socioeconomiche. Parliamo di persone anziane, spesso in condizioni di non autosufficienza, e di famiglie che si trovano ad affrontare costi sempre più difficili da sostenere”, sottolinea Corazzari.
“Negli ultimi dieci anni, in Polesine sono stati attivati circa 450 nuovi posti letto autorizzati e accreditati, portando il totale oltre quota 2.263, senza che a questo sviluppo corrispondesse un adeguamento proporzionale delle risorse destinate al territorio. Il risultato è che quasi 500 anziani e le loro famiglie si trovano a sostenere interamente rette di degenza a tariffe di libero mercato, pur in strutture accreditate”, prosegue Corazzari.
“Il nodo riguarda soprattutto i criteri di ripartizione delle risorse, basati su parametri storici risalenti al 2011 e non più pienamente rispondenti alle trasformazioni intervenute negli ultimi quindici anni. La distribuzione delle risorse deve tenere conto della realtà attuale: quanti sono gli anziani, quali sono le loro necessità e quale sia il fabbisogno effettivo di ciascun territorio. Non è ragionevole continuare ad applicare criteri che rischiano di non rappresentare più adeguatamente i bisogni della popolazione. Il Polesine, proprio per le sue caratteristiche demografiche, ha necessità di risposte proporzionate alla propria situazione”, osserva Corazzari.
“La mozione presentata si inserisce nel percorso di confronto regionale sul tema della non autosufficienza e della residenzialità, anche alla luce della conclusione della sperimentazione prevista dalla DGR n. 465/2024 e del consolidamento dei 20 milioni di euro aggiuntivi già stanziati. In vista della prossima manovra di bilancio, la Regione ha inoltre prospettato la possibilità di mettere a disposizione ulteriori risorse. A tal proposito, ho già avviato delle interlocuzioni con l’assessore al sociale, Paola Roma, e la ringrazio per la sensibilità dimostrata verso il nostro territorio. L’assessore regionale, Paola Roma, ha infatti già avviato un confronto con le strutture polesane dando piena disponibilità ad affrontare questa problematica. È il momento di trasformare questa disponibilità in un’opportunità concreta per correggere gli squilibri esistenti. Chiedo alla Giunta regionale di superare progressivamente i criteri storici di riparto, introducendo parametri aggiornati e destinando prioritariamente una quota delle nuove risorse ai territori che presentano livelli di copertura sensibilmente inferiori alla media regionale. Il tutto senza penalizzare le quote già riconosciute alle altre province. L’obiettivo è quello di garantire maggiore equità nell’accesso ai servizi e sostenere concretamente le famiglie polesane. La tutela degli anziani non autosufficienti non può dipendere dal territorio in cui risiedono. Dobbiamo dare risposte a chi oggi affronta rette onerose, sostenere i Comuni che rischiano di essere chiamati a intervenire con ulteriori integrazioni economiche e mettere le strutture nelle condizioni di continuare a garantire servizi di qualità. Il riequilibrio delle impegnative di residenzialità è una questione di giustizia territoriale, ma soprattutto di dignità delle persone e di sostegno alle famiglie”, conclude Corazzari.
