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Recovery Fund – Sandonà (ZP): “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: le Regioni devono essere maggiormente coinvolte”
Pubblicato il 17 Febbraio 2021

Venezia 17 febraio 2021 –  “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza predisposto nel 2020 contiene un forte elemento di criticità che assume valenza strategica e politica. È necessario ricordare che al momento della predisposizione del Piano Nazionale, il Governo non aveva coinvolto direttamente le Regioni, negando così il proprio apporto propositivo a un ente il cui ruolo programmatorio è fondamentale nell’assetto costituzionale dello Stato e che su determinate materie detiene competenze proprie”. Così il Consigliere regionale Luciano Sandonà (Zaia Presidente), Presidente della Prima commissione permanente dell’Assemblea legislativa veneta in seno alla quale è stato illustrato oggi il dossier relativo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alle proposte del Veneto. “Non solo – evidenzia Sandonà – il mancato coinvolgimento delle Regioni assume un significato pericoloso anche alla luce del percorso autonomistico intrapreso dal Veneto, una mancanza che richiama visioni centralistiche che ritenevamo consegnate al passato, che denotano l’ingerenza dello Stato sulle questioni che riguardano il nostro territorio e la nostra comunità, e che appaiono irrispettose della volontà dei veneti che hanno risposto Sì alla richiesta di maggiore autonomia. Inoltre, il Piano Nazionale appare eccessivamente sbilanciato verso il sud Italia, richiamato esplicitamente tra le priorità del PNRR. Ricordiamo infatti che il sud è destinatario di altre e ulteriori risorse europee legate alle cosiddette Politiche di Coesione. Immettere risorse a sud significa, nella pratica, assegnare risorse a territori caratterizzati da una scarsa presenza imprenditoriale, elemento, questo, che ne renderebbe difficoltoso l’utilizzo”. “La speranza – conclude Sandonà – è che questo atteggiamento possa essere considerato a breve solo un ricordo della stagione politica appena archiviata, caratterizzata da progettualità non condivise con le Regioni. Il Piano Regionale predisposto dal Veneto è concreto, preciso e fattibile e si presenta come un documento che imposta una strategia a sostegno del Veneto che in misura fortissima ha pagato dazio, anche dal punto di vista sociale ed economico, agli effetti della pandemia, un’opportunità che deve essere colta e quanto prima approvata per dare risposte concrete ai veneti”.