Venezia, 10 febbraio 2026
“E’ stata votata all’unanimità la risoluzione di cui sono primo firmatario, in cui chiedo che la Regione del Veneto sostenga la candidatura Unesco del sito geopaleontologico di Bolca e della tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella. Come più volte ribadito infatti, Bolca merita l’iscrizione nella lista del Patrimonio Unesco. È chiaramente un sito di grande rilevanza storico – archeologica, sul piano regionale, nazionale e globale. Nei giorni scorsi, infatti, si è riunito il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che ha deliberato la candidatura di Bolca come sito italiano proposto per l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco per il 2027. Ora, anche grazie al sostegno della Regione, questo obbiettivo è alla portata”. Lo rende noto Matteo Pressi, capogruppo di Stefani Presidente in Consiglio regionale del Veneto.
“Il sito di Bolca, – spiega Pressi -, candidato a Patrimonio Unesco, si connota per la massicci presenza di reperti fossili di rilevanza paleontologica mondiale, studiati sin dal XVI secolo, e che illustrano l’evoluzione della vita marina del pianeta durante il medio e basso Eocene, periodo geologico che va dai 50 ai 38 milioni di anni fa. Il sito è costituito dalle componenti di Bolca, San Giovanni Ilarione e Roncà, contenenti ben quindici affioramenti caratterizzati da una notevole varietà tassonomica, che permettono una ricostruzione ampia e dettagliata degli ambienti litorali e marini poco profondi di questo periodo geologico”.
“La candidatura, – prosegue Pressi -, si basa sul criterio VIII della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’Unesco nel 1972, che fa riferimento alle più straordinarie testimonianze dell’evoluzione della terra, della vita e dei processi geologici che caratterizzano la superficie terrestre. Una proposta quella di candidare Bolca ad area patrimonio Unesco che può incentivare anche la presenza turistica in loco”.
“Ringrazio, pertanto, l’Associazione Temporanea di Scopo ‘Val d’Alpone – faune, flore e rocce del Cenozoico’, che con il supporto fondamentale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Cultura, ha potuto portare avanti la candidatura. Attendiamo fiduciosi l’esito finale, che speriamo possa essere positivo. Ringrazio altresì i colleghi di tutti i partiti rappresentati all’interno del Consiglio Regionale per il sostegno unanime alla mia proposta”, conclude Matteo Pressi.
