Venezia, 14 ottobre 2026 – “Sul tema delle materie prime critiche, il Veneto può giocare un ruolo centrale nella strategia industriale europea. Si accolga l’invito ad avere meno dipendenza dall’estero, più innovazione e valorizzazione delle competenze del territorio. Infatti, la candidatura di Porto Marghera a ospitare uno dei primi siti strategici europei dedicati alle materie prime critiche rappresenta un’opportunità importante per il Veneto, per il suo sistema industriale e per la competitività dell’intero Paese. Le prospettive richiamate da questo Governo aprono uno scenario di grande interesse per un territorio che dispone di una lunga tradizione industriale, infrastrutture logistiche strategiche e competenze che possono contribuire concretamente allo sviluppo di nuove filiere produttive”. Lo scrive Andrea Tomaello (Stefani Presidente), Presidente Prima Commissione Bilancio. “Porto Marghera ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento in una partita industriale decisiva per il futuro dell’Europa. Ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime strategiche significa rafforzare la sicurezza economica, tutelare le nostre imprese e creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione. Litio, cobalto, grafite e terre rare sono risorse fondamentali per la transizione energetica, la digitalizzazione, l’elettronica avanzata e numerosi comparti industriali. La concentrazione degli approvvigionamenti in pochi Paesi espone l’Europa a rischi economici e geopolitici che rendono necessario rafforzare la capacità di gestione, trasformazione e riciclo di queste risorse all’interno del continente. Non possiamo limitarci a parlare di autonomia strategica senza costruire le condizioni industriali per realizzarla. Servono investimenti, infrastrutture, ricerca e una collaborazione concreta tra istituzioni, imprese e mondo scientifico. Porto Marghera può diventare il luogo in cui queste competenze si incontrano e si traducono in progetti concreti”, prosegue Tomaello (Stefani Presidente). “La prospettiva si inserisce nel quadro del Critical Raw Materials Act europeo, che punta a diversificare le fonti di approvvigionamento e a rafforzare le capacità europee di estrazione, trasformazione e riciclo delle materie prime critiche. Per il Veneto, la sfida consiste nel mettere a sistema il patrimonio industriale esistente, le infrastrutture portuali e logistiche, le competenze professionali e le attività di ricerca e innovazione, favorendo l’arrivo di nuovi investimenti e lo sviluppo di occupazione qualificata. La candidatura di Porto Marghera deve diventare un’occasione concreta per il territorio. Il nostro obiettivo deve essere quello di creare valore, sostenere il sistema produttivo e generare nuove opportunità per lavoratori e imprese. La transizione industriale non può essere soltanto una strategia europea sulla carta: deve tradursi in attività produttive, innovazione e lavoro sul territorio. Il Veneto può dunque contribuire in maniera significativa alla costruzione di una filiera europea più solida e resiliente, rafforzando il proprio ruolo industriale e trasformando una sfida strategica internazionale in un’opportunità concreta di crescita”, conclude Andrea Tomaello (Stefani Presidente).
