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Padova, Violenza nelle chat degli studenti. Mosco (Stefani Presidente): “Il futuro si costruisce, non si incendia”
Pubblicato il 16 Ottobre 2026

Venezia, 16 ottobre 2026

“A quindici anni la scuola deve essere un’opportunità per costruire il proprio futuro. Leggere di ragazzi che parlano di pistole, incendi e aggressioni alle Forze dell’Ordine impone una risposta ferma. Minimizzare questi segnali significa sottovalutare un problema che riguarda la sicurezza e la crescita dei nostri giovani”. Lo dichiara la consigliera regionale Eleonora Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente e componente della Quinta Commissione consiliare, commentando l’indagine della Digos sui propositi violenti emersi nelle chat in vista della manifestazione studentesca a Padova.

“Gli accertamenti hanno portato a otto perquisizioni e all’individuazione di minorenni tra i 15 e i 17 anni tra gli utilizzatori delle utenze interessate. Il Questore, ha inoltre disposto misure di prevenzione nei confronti di quattordici ragazzi. Chi chiede scuole sicure merita ascolto e risposte concrete. Chi progetta aggressioni deve essere fermato, anche per tutelare gli studenti che manifestano pacificamente. Ringrazio il Questore, Marco Odorisio, la Digos e la Polizia di Stato per il lavoro svolto: chi garantisce la nostra sicurezza e tutela la libertà di manifestare non può diventare un bersaglio”, commenta Mosco.

“Contrastare la violenza giovanile, anche nelle sue forme organizzate come le baby gang, richiede prevenzione e responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e istituzioni. Educare significa ascoltare, dare l’esempio e saper porre dei limiti chiari. In questa direzione va ‘Servizio Veneto’, il programma promosso dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, per contrastare il disagio giovanile e il bullismo attraverso esperienze di volontariato nella Protezione civile e nelle associazioni. Mettersi al servizio degli altri, aiutare chi è in difficoltà e prendersi cura degli spazi comuni significa offrire ai ragazzi occasioni concrete per sentirsi utili, sviluppare senso di responsabilità e diventare protagonisti della propria comunità”, aggiunge Mosco.

“Fermezza verso la violenza e opportunità per crescere devono procedere insieme. Ai giovani dobbiamo chiedere rispetto delle regole, ma anche offrire punti di riferimento, responsabilità e occasioni per costruire il proprio futuro. È così che si rafforza una comunità e si prevengono comportamenti che possono compromettere la vita dei ragazzi e quella degli altri”, conclude Mosco.