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Minacce alle studentesse. Mosco (Stefani Presidente): “Inaccettabile evocare stupri di gruppo. Nessuna tolleranza per chi minaccia violenza”
Pubblicato il 20 Ottobre 2026

Venezia, 20 ottobre 2026      “È inaccettabile parlare di stupro di gruppo per spaventare delle studentesse. Anche attraverso uno schermo si può ferire, intimidire e condizionare la vita di una ragazza. Da donna, prima ancora che da rappresentante delle istituzioni, considero intollerabile che un’adolescente debba chiedersi se andare a scuola possa metterla in pericolo”. Lo dichiara la consigliera regionale Eleonora Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente e componente della Quinta Commissione consiliare, intervenendo sui messaggi circolati nelle chat di alcuni istituti superiori veneti che prospetterebbero aggressioni sessuali ai danni delle studentesse.

 

“Ogni ragazza ha diritto di raggiungere la propria classe, incontrare gli amici e vivere la sua età senza intimidazioni. Non deve rinunciare a una lezione o modificare il proprio percorso per paura. Occorre risalire a chi ha scritto e diffuso questi messaggi, accertare le responsabilità e applicare le sanzioni previste dalla legge. Liquidare tutto come una provocazione significa ignorare l’angoscia provocata”, sottolinea Mosco.

 

“Il rispetto delle donne si costruisce anche nel modo in cui se ne parla, nei gruppi di amici e nelle conversazioni online. Chi usa la violenza sessuale per ottenere attenzione o suscitare risate deve trovare una condanna chiara. Anche chi assiste può fare la differenza: rifiutare la complicità, segnalare, stare accanto alla compagna presa di mira”, afferma Mosco.

 

“Alle ragazze e alle famiglie voglio esprimere tutta la mia vicinanza. Sosteniamo insegnanti ed educatori e rendiamo accessibili ascolto e aiuto a chi vive una situazione di paura. Difendere la libertà delle donne comincia da qui: prendere sul serio ogni minaccia e accompagnare le più giovani nella consapevolezza dei propri diritti. Ringrazio le Forze dell’Ordine e quanti stanno lavorando per la sicurezza delle comunità scolastiche. Le ragazze devono poter occupare il proprio posto nel mondo con fiducia. Nessuno ha il diritto di costringerle a fare un passo indietro”, conclude Mosco.