Venezia, 23 luglio 2026 – «Ancora una volta il Veneto dimostra di saper anticipare le esigenze della sanità e di mettere in campo risposte concrete. La scelta della Regione di raddoppiare il valore delle borse destinate ai medici che frequentano il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale è un investimento strategico sui giovani professionisti e, soprattutto, sul futuro della nostra sanità territoriale».
Lo dichiara Eleonora Mosco (Stefani Presidente), consigliere regionale e componente della Quinta Commissione consiliare permanente – Politiche socio-sanitarie, commentando la decisione della Regione del Veneto di stanziare 4,5 milioni di euro per il triennio 2026-2028 per incrementare le borse di formazione in Medicina Generale.
«È particolarmente significativo – prosegue Mosco – che anche la FNOMCeO abbia riconosciuto la lungimiranza della scelta compiuta dal Veneto, indicando di fatto la nostra Regione come un modello da seguire a livello nazionale. Equiparare economicamente il percorso formativo dei futuri medici di medicina generale a quello degli specializzandi universitari significa superare una disparità che per troppo tempo ha penalizzato questi giovani professionisti e rendere questa scelta professionale più attrattiva».
«I medici di medicina generale rappresentano uno dei pilastri fondamentali del nostro sistema sanitario e saranno sempre più centrali nel nuovo modello di assistenza territoriale e di prossimità che stiamo costruendo. Se vogliamo garantire ai cittadini una sanità capillare, vicina alle persone e capace di rispondere all’invecchiamento della popolazione e ai nuovi bisogni di salute, dobbiamo partire dalla formazione e dalla valorizzazione dei professionisti».
«Il Veneto – conclude Mosco – ha scelto di non aspettare, ma di intervenire concretamente investendo risorse proprie. Il fatto che oggi la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chieda che questa misura venga estesa a tutta Italia conferma la bontà della strada intrapresa. È un segnale importante: ancora una volta, una buona pratica nata in Veneto può diventare un modello per l’intero Paese».
