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Finco (LV): «Discriminazione ridicola nei confronti degli animali di alpeggio: si piange per le volpi, ma non per gli asini o le mucche sbranate dai lupi»
Pubblicato il 15 Novembre 2021

Venezia, 15 novembre 2021 – «Anche oggi le cronache locali riportano notizie di animali domestici uccisi dai lupi a pochi passi dai centri abitati. Nello specifico, mi riferisco ai due asini sbranati alle porte di Asiago. Gli allevatori sono così costretti ancora una volta a rimboccarsi le maniche e ad andare faticosamente avanti. Eppure i consiglieri di opposizione si lamentano per la mancanza di fondi ai Cras che hanno impedito di salvare una volpe agonizzante. Spiace per la volpe, ma perché esistono animali di serie A e animali di serie B? Perché piangere su alcuni animali, come volpi o cervi, e non su quelli di alpeggio, come mucche o asini? Una discriminazione che ha del ridicolo». A dirlo è Nicola Finco (Liga Veneta – Zaia Presidente), vicepresidente Consiglio regionale del Veneto.

«Nel solo 2020 abbiamo dovuto contare ben 290 eventi predatori accertati e 813 capi uccisi di cui 478 ovi-caprini, 118 bovini, 55 asini. E per rifondere gli allevatori di queste perdite, la Regione del Veneto ha investito 290.678 euro di indennizzo. Perché non ci scandalizziamo per questi animali lasciati agonizzanti dai lupi? Se si mettesse in atto un piano di contenimento serio, come andiamo chiedendo da anni, i danni sarebbero limitati, e le risorse risparmiate dalla Regione potrebbero essere indirizzate su altri fronti per la tutela degli animali, come ad esempio i Cras. Ancora una volta notiamo come gli animalisti sono attenti alla tutela solo di alcuni animali. Ricordiamo che sono stati proprio loro a favorire la reintroduzione sulle nostre montagne di quei lupi ormai fuori controllo, dal momento che tanti danni stanno facendo all’economia di montagna, spingendo gli allevatori ad abbandonare esasperati quelle terre, mettendo così in crisi il delicato equilibrio ambientale che, con il loro lavoro, contribuiscono a mantenere».