Venezia, 10 luglio 2025 – “Le parole del Presidente Zaia sull’ultimo intervento di soccorso, che ha visto il salvataggio di ben sette ragazzi nel Piave, aprono una questione molto importante e seria. Avendo vissuto situazioni simili questo fine settimana nel litorale di Sottomarina, dove sono state salvate ben 15 persone in mare dagli assistenti bagnanti, non posso non sottolineare come, nonostante le condizioni meteo fossero segnalate dalla bandiera rossa, molte persone continuassero a fare il bagno, ignare dei pericoli. Ecco perché si sono verificati questi incidenti!”
Così Marco Dolfin, consigliere regionale (Lega – Liga Veneta) e Capo Dipartimento Pesca del partito in Veneto, interviene sulla questione. “Non possiamo più assistere in silenzio a comportamenti sconsiderati in fiumi, lagune, specchi d’acqua e litorali, che mettono a rischio vite umane e gravano sui nostri sistemi di emergenza. Ogni estate, infatti, assistiamo a episodi di balneazione non autorizzata, tuffi in acque torbide, utilizzo improprio delle vie fluviali o delle aree protette della nostra regione, e mancato rispetto della segnaletica e dei divieti. E troppo spesso, a pagare il conto, sia in termini economici che operativi, sono i nostri servizi di soccorso e l’intera comunità.”
Il consigliere Dolfin sottolinea l’urgenza di una campagna di sensibilizzazione mirata a 360°, poiché non sono solo i giovani, ma anche gli adulti, a commettere comportamenti imprudenti. “Per questo motivo – prosegue Dolfin – è necessario un intervento normativo deciso: dobbiamo avviare una riflessione seria sulla responsabilità individuale e sul principio del ‘chi sbaglia paga’ la macchina dei soccorsi. Un segnale chiaro a chi si mette deliberatamente in pericolo”.
“La nostra laguna, il litorale e i fiumi non sono parchi giochi. Oltre al rischio umano, c’è il mancato rispetto delle regole, regole che servono proprio a tutelare le vite, sia di chi compie questi gesti sconsiderati, sia di chi è costretto ad intervenire, come gli assistenti bagnanti o l’intero sistema di soccorso ed emergenze. E non sempre questi eventi, ahimè, hanno un lieto fine”.
