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Corazzari (Lega-LV): “Ho incontrato imprenditori agricoli e amministratori per parlare della grave situazione del cuneo salino del Delta del Po e della siccità che impediscono l’irrigazione. Servono misure urgenti”
Pubblicato il 24 Giugno 2026

*Corazzari (Lega-LV): “Ho incontrato imprenditori agricoli e amministratori per parlare della grave situazione del cuneo salino del Delta del Po e della siccità che impediscono l’irrigazione. Servono misure urgenti”*

(Arv) Venezia, 24 giugno 2026

“È allarme sul Delta del Po per la risalita del cuneo salino e della siccità che nel Delta stesso rende impossibile l’irrigazione. E per questo motivo oggi ho incontrato a Porto Tolle numerosi imprenditori agricoli con il sindaco Pizzolli e l’assessore Tania Bertaggia. Assieme alle associazioni agricole anche i rappresentanti del consorzio di bonifica. La prima problematica che è emersa è quella legata alla richiesta di garantire il flusso minimo vitale del fiume Po, che deve essere quello di 450 m³ al secondo. E che oggi è assolutamente inferiore: pertanto dobbiamo attivarci come Regione all’interno dell’autorità di bacino e dell’Osservatorio dell’autorità di bacino per garantire questo flusso minimo vitale riducendo i prelievi a monte del Po. Per fare questo serve una gestione coordinata e unitaria della risorsa idrica nel bacino del fiume Po”. Sono le parole, affidate a una nota scritta, di Cristiano Corazzari, consigliere regionale polesano di Lega – LV, che spiega: “Sulla necessità di garantire il flusso minimo scriverò un provvedimento interessando gli assessori competenti. Un’altra richiesta che è arrivata dal tavolo e di cui io mi farò portatore, sarà quella di coinvolgere il commissario all’emergenza idrica, il neonominato Fabio Ciciliano, subentrato a Dall’Acqua, affinché si prenda carico della problematica del Delta del Po e venga in loco per visionare la situazione interessando anche gli assessori competenti, in particolar modo l’assessore all’agricoltura, Dario Bond. Da un punto di vista della gestione della risorsa idrica nel medio periodo, bisognerà che si arrivi ad un sistema di gestione più flessibile delle acque che permetta di trattenere la risorsa nel momento in cui abbiamo le piogge. E che si possa far sì che le risorse idriche venga utilizzata nei momenti di siccità. Per questo vi sono già dei progetti pronti. Dalla parte del consorzio di bonifica, che metterebbero in sicurezza gran parte dell’area del Comune di Porto Tolle per 18 milioni di euro, sarà necessario finanziare questi e a tal proposito faremo un’istanza anche al Commissario. Altro problema, quello della siccità, legata alla gestione complessiva delle risorse idriche. Serve infatti un modello più elastico e flessibile, capace di far fronte ai cambiamenti climatici su questo. Penso possa essere utile la mia proposta di legge che sto predisponendo, legata agli invasi ed ai bacini di pianura, che prevede la realizzazione di una rete di bacini idrici di accumulo di acqua in tutta l’area di pianura, con particolare riferimento alle aree costiere. Nel Pdl propongo che la risorsa preservata possa essere utilizzata nel momento in cui c’è scarsità e che questi bacini fungano altresì da invaso di contenimento e di laminazione nel momento in cui si registrano piogge eccezionali ed eventi eccezionali, come già accaduto. Il tema è che solo l’acqua cade in minor quantità, ma arriva anche concentrata in poco tempo, con piogge eccezionali a cui seguono lunghi periodi di siccità. Quindi i temi in sostanza sono l’urgenza che deve essere garantita con il flusso minimo di 450 m³ al secondo del fiume Po e su questo la Regione del Veneto deve battersi affinché anche le altre regioni riducano i prelievi e rilascino l’acqua a valle. Il commissario della siccità che deve essere coinvolto con la presenza in loco e che ci si attivi per sviluppare un sistema complessivo di gestione delle acque che ci mettano al riparo dai cambiamenti climatici e da situazioni estreme come queste”.

“Le grandi siccità si sono registrate nel 2003, nel 2012, nel 2022 e adesso siamo nel 2026, quindi questi fenomeni si rendono sempre più frequenti”, conclude Corazzari.