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Lavoro, Marcato (Lega – LV): “Cervelli in fuga, il Veneto deve saper trattenere i suoi talenti e insieme valorizzare le opportunità che offre. I dati però raccontano un’altra storia”
Pubblicato il 30 Ottobre 2026

Venezia, 30 ottobre 2026 – “Non possiamo raccontare il Veneto soltanto attraverso il fenomeno della fuga dei cervelli. Dobbiamo guardare ai dati nella loro complessità: siamo una regione che deve migliorare la propria capacità di trattenere i giovani qualificati, ma che continua anche ad attrarre professionalità, competenze e talenti da altre parti d’Italia e dall’estero. Tengo a sottolineare però che i laureati veneti che scelgono di andare all’estero sono solo l’1,4% del dato tortale. Quindi non è una vera e propria fuga, visto che il dato viene misurato sui giovani che vanno dai 25 ai 35 anni. E senza considerare esclusivamente i laureati, il dato scende allo 0,4%. Altro dato importante è quello che negli anni successivi più del 50% dei ragazzi che vanno all’estero, sceglie di ritornare in Veneto”. Lo scrive Roberto Marcato (Lega – LV), Presidente Terza commissione e per dieci anni assessore regionale alle attività produttive, dopo l’intervento ieri sera a Piove di Sacco in un convegno sul lavoro e sul tema della mobilità dei giovani laureati e la capacità del Veneto di essere competitivo e attrattivo. “Quando parliamo di cervelli in fuga, dobbiamo evitare di fare confronti superficiali con altre realtà. La Lombardia, ad esempio, può contare su Milano, che rappresenta uno dei principali poli finanziari europei. L’Emilia-Romagna ha un sistema industriale legato a settori di eccellenza, a partire dalla motoristica, che richiama ingegneri e professionalità altamente specializzate. Il Veneto ha caratteristiche e punti di forza altrettanto importanti, che dobbiamo imparare a valorizzare e raccontare meglio”, sottolinea Marcato (Lega – LV). “C’è poi un altro aspetto che troppo spesso dimentichiamo: il Veneto non è soltanto una regione da cui i talenti partono, ma anche una terra che continua ad attrarli. Pensiamo ai tantissimi medici provenienti dal Sud Italia che lavorano nella nostra sanità, contribuendo ogni giorno al funzionamento di un sistema sanitario che rappresenta un’eccellenza. Pensiamo ai professionisti, agli ingegneri e ai ricercatori che scelgono le nostre imprese e il nostro territorio per costruire il proprio percorso professionale”. “Nel mio intervento ho voluto richiamare anche il valore del sistema produttivo veneto. La nostra economia si fonda su un tessuto di piccole e medie imprese che, anche durante la crisi pandemica, ha dimostrato capacità di reazione, resilienza e ripartenza. È un patrimonio che non possiamo sottovalutare. Naturalmente la dimensione aziendale conta: imprese più strutturate possono investire maggiormente in ricerca, innovazione e sviluppo, ma non possiamo ignorare il contributo fondamentale delle PMI alla crescita e alla competitività del territorio”, conclude Roberto Marcato (Lega – LV).