Venezia, 14 ottobre 2026 – «Ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato le intese definitive per l’autonomia differenziata. Si tratta di un passaggio di grande rilievo per le nostre istituzioni e di un risultato che il Veneto attende da anni. Si compie un ulteriore passo avanti in un percorso avviato dalla volontà dei cittadini veneti e portato avanti attraverso un lungo e articolato confronto istituzionale. Ora sarà il Parlamento a essere chiamato a completare l’iter, con l’approvazione delle leggi previste dalla Costituzione».
Lo dichiarano con soddisfazione i capigruppo in Consiglio regionale del Veneto, Riccardo Barbisan (Lega – LV) e Matteo Pressi (Stefani Presidente).
«L’autonomia differenziata approvata dal Consiglio dei ministri, fortemente sostenuta dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, al quale va il nostro ringraziamento, riguarda quattro ambiti: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute con il coordinamento della finanza pubblica. È un primo risultato concreto, che consente di proseguire lungo la strada di un’autonomia costruita attraverso il confronto tra Stato e Regione e nel rispetto del quadro costituzionale.
Parliamo di competenze che interessano settori importanti per la vita dei cittadini e per il funzionamento delle istituzioni. In materia di protezione civile gli obiettivi raggiunti consistono nella possibilità di menare ordinanze in deroga, attuando così interventi di superamento dell’emergenza e riducendo i tempi necessari alla realizzazione delle opere e alla gestione delle problematiche. Sarà poi semplificata la procedura finanziaria attraverso l’apertura di contabilità speciali con riduzione delle tempistiche relative ai rimborsi e alla gestione del post-emergenza. Si potrà quindi assumerà nuovo personale potenziando la capacità d’zione della struttura regionale. Anche la previdenza complementare e integrativa prevede importanti riforme. Saranno anzitutto forme di previdenza su base regionale, si potranno stipulare contratti e accordi collettivi con i fondi pensione, si avrà una gestione più efficace. Nel campo della professioni, si riducono i tempi per i procedimenti più prossimi alla esigenze del territorio e perseguire una riduzione dei tempi di accesso alla professione, con un incremento occupazione stimabile in 2.000-4.000 nuove posizioni nell’arco di tre anni. In merito alla tutela della salute, si otterrà un miglio efficientamento utilizzo delle risorse rispetto alle singole finalità con tariffe di rimborso adeguate e con un incremento delle risorse del fondo sanitario e un incremento delle prestazioni aggiungtive.
L’obiettivo politico e istituzionale è chiaro: avvicinare maggiormente le decisioni ai territori, valorizzando l’esperienza amministrativa del Veneto e la capacità delle sue istituzioni di conoscere i bisogni di cittadini, famiglie, imprese e operatori. L’autonomia, naturalmente, dovrà tradursi in responsabilità, capacità di programmazione e risultati verificabili, mantenendo ferme le garanzie costituzionali e i diritti dei cittadini».
«Il Veneto è stato protagonista di questa battaglia sin dal 22 ottobre 2017, quando il referendum consultivo sull’autonomia registrò una partecipazione di oltre due milioni di cittadini e una larghissima maggioranza di voti favorevoli. Quella consultazione rappresentò una chiara manifestazione della volontà dei veneti di vedere riconosciuto un maggiore spazio di autonomia e responsabilità alla propria Regione.
Da allora il percorso è proseguito attraverso diverse fasi negoziali e istituzionali. Dopo la ripresa del confronto con il Governo nel 2024 e l’avvio dei negoziati sulle singole funzioni, il procedimento è arrivato agli schemi di intesa preliminare approvati nel febbraio 2026, al successivo esame parlamentare e, infine, alla definizione delle intese. Un cammino lungo, che dimostra quanto sia necessario coniugare la determinazione politica con il lavoro istituzionale e il rispetto delle procedure previste dalla legge.
La distinzione tra le materie oggetto delle intese è importante anche sotto il profilo giuridico: per la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa si procede nell’ambito delle cosiddette materie non LEP; per la tutela della salute, invece, il negoziato riguarda specifiche funzioni nel quadro delle garanzie connesse ai livelli essenziali di assistenza. È un passaggio che richiede attenzione e rigore, affinché il trasferimento delle competenze sia accompagnato da regole chiare e da condizioni che ne consentano un esercizio efficace.
Il principio che ci guida è che una Regione chiamata ad assumersi maggiori responsabilità debba poter essere valutata anche sulla base dei risultati che è in grado di conseguire. L’autonomia non è un traguardo fine a sé stesso, ma uno strumento per migliorare l’efficacia dell’azione pubblica e rendere più diretto il rapporto tra istituzioni e cittadini. Per questo guardiamo anche alle ulteriori competenze che potranno essere oggetto di confronto, secondo le procedure previste e nel rispetto dei requisiti costituzionali».
«Desideriamo rivolgere un ringraziamento al presidente Alberto Stefani che, prima in Parlamento e ora alla guida della Giunta regionale del Veneto, ha seguito in prima persona questo percorso, contribuendo a mantenerlo al centro dell’agenda istituzionale. Un ringraziamento va anche a Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale del Veneto, che ha avviato e sostenuto questa battaglia, dando continuità alla richiesta di maggiore autonomia espressa dai cittadini nel 2017.
Adesso si apre una fase altrettanto importante: quella del completamento dell’iter parlamentare e della successiva attuazione delle intese. Il nostro impegno sarà quello di accompagnare questo percorso con determinazione, affinché il riconoscimento di ulteriori forme di autonomia possa tradursi in responsabilità amministrativa, capacità di innovazione e risposte concrete alle esigenze del Veneto. La strada è tracciata: avanti tutta con l’autonomia», concludono Barbisan (Lega – LV) e Pressi (Stefani Presidente).
