Venezia, 6 ottobre 2026 – “Pagamenti digitali e contante devono poter convivere. Se una moneta ha corso legale, il cittadino deve poterla utilizzare. Il sostegno al progetto di legge statale dei colleghi Lovat e Szumski non nasce da una battaglia nostalgica contro la modernità o dalla volontà di contrapporre il contante alle nuove tecnologie. Nasce, al contrario, dalla necessità di difendere un principio molto semplice: se una moneta ha corso legale, il cittadino deve poterla utilizzare”. Lo afferma Cristiano Corazzari, consigliere regionale polesano di Lega – LV, intervenendo a sostegno del progetto di legge che punta a rafforzare il principio della possibilità di adempiere alle obbligazioni pecuniarie attraverso il denaro contante avente corso legale. “Non siamo contro le carte di credito, i bancomat, i pagamenti tramite smartphone o i sistemi elettronici. Sono strumenti che tutti utilizziamo quotidianamente e che rappresentano una parte importante dell’innovazione. Ma alla possibilità di pagare digitalmente non deve corrispondere l’impossibilità di pagare in contanti. Sono due libertà che devono convivere”. Secondo Corazzari (Lega – LV), il tema non riguarda soltanto la modalità con cui pagare un caffè, un servizio o una prestazione, ma investe direttamente la libertà di scelta e l’autonomia del cittadino. “Dobbiamo respingere l’equazione secondo cui il contante sarebbe sinonimo di evasione fiscale o illegalità. Il contante, entro i limiti stabiliti dalla legge, è uno strumento perfettamente legale e utilizzato quotidianamente da milioni di cittadini. Evasione e riciclaggio si contrastano attraverso controlli, strumenti investigativi e incroci di banche dati, non trasformando uno strumento di pagamento legale in qualcosa di intrinsecamente sospetto”. Per Corazzari inoltre: “Un sistema esclusivamente digitale rende il cittadino necessariamente dipendente da un’infrastruttura tecnologica. Una carta può essere bloccata, un conto può essere temporaneamente indisponibile, una rete può non funzionare, un terminale può andare fuori servizio e un sistema informatico può essere colpito da un attacco o da un’interruzione. Il contante, invece, continua a funzionare anche quando la tecnologia si ferma. Per questo rappresenta anche uno strumento di sicurezza e resilienza”. Un altro aspetto evidenziato da Corazzari è quello della riservatezza della vita quotidiana: “Una transazione in contanti, sempre nel rispetto della legge, può avvenire senza l’intermediazione di una banca, di un circuito di pagamento, di un’applicazione o di una connessione internet. Non si tratta di difendere un anonimato funzionale a comportamenti illeciti, ma di riconoscere che una persona onesta ha diritto a uno spazio di autonomia nella propria vita quotidiana. La tecnologia permette oggi di tracciare una quantità enorme di informazioni sui nostri comportamenti. Proprio perché queste possibilità esistono, la politica deve interrogarsi sui limiti da porre. La libertà non si tutela soltanto quando qualcuno cerca concretamente di sopprimerla: si tutela anche evitando di costruire strumenti che domani potrebbero consentire un controllo eccessivo sulla vita delle persone”. Da qui la posizione favorevole al progetto di legge: non una contrapposizione tra passato e futuro, ma una riflessione su quale futuro costruire. “Non vogliamo rinunciare alla comodità dei pagamenti digitali. Vogliamo però che la tecnologia aumenti le possibilità del cittadino, senza sostituirsi progressivamente alla sua libertà di scelta. Una società più controllabile non è necessariamente una società più libera. Difendere la possibilità di utilizzare il contante significa semplicemente mantenere una possibilità in più per il cittadino: poter scegliere se pagare con una carta, con il telefono, con un bonifico oppure con una banconota. Non è una battaglia contro il futuro. È decidere quale futuro vogliamo”, conclude Cristiano Corazzari (Lega – LV).
