Venezia, 30 settembre 2026 “Il Viminale ha confermato la correttezza della decisione assunta dal sindaco Marco Schiesaro. La cittadinanza italiana non è una pratica da ratificare automaticamente, ma il punto di arrivo di un percorso di integrazione che richiede la conoscenza della nostra lingua e la piena consapevolezza dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione”. Lo dichiara il consigliere regionale e vicepresidente del gruppo Stefani Presidente nell’assemblea legislativa veneta, Eleonora Mosco, che aggiunge: “Marco ha agito con responsabilità e nel rispetto del proprio ruolo di ufficiale di stato civile. Le indicazioni del Viminale gli danno ragione: chi pronuncia la formula di giuramento deve comprenderne personalmente il significato, senza dipendere da un interprete. Conoscere l’italiano significa poter partecipare alla vita della comunità, essere autonomi e comprendere le regole del Paese del quale si chiede di diventare cittadini. Adesso attendiamo che anche il sindaco di Padova, Sergio Giordani, riconosca di essersi sbagliato. Aveva dichiarato: “Si vede che è giovane, evidentemente inesperto”, liquidando così la decisione del collega. La risposta del Viminale smentisce quel giudizio frettoloso. L’esperienza si dimostra assumendosi responsabilità: prima di impartire lezioni, Giordani avrebbe fatto bene ad attendere i chiarimenti delle autorità competenti. Alla Giunta padovana sostenuta dal Pd chiediamo di confrontarsi con questi chiarimenti. Le polemiche politiche devono lasciare spazio al rispetto del lavoro degli amministratori. Da chi ha attaccato Schiesaro ci aspettiamo ora la correttezza di riconoscere le ragioni della sua scelta. Le offese rivolte a Marco dal responsabile della comunità somala sono state vergognose e inaccettabili. Nessuna diversità culturale o religiosa autorizza a insultare un sindaco che sta svolgendo il proprio dovere”.
“La presenza oggi a Cadoneghe del vicepremier Matteo Salvini, arrivato personalmente per ringraziarlo e sostenerlo, rappresenta un segnale politico forte: chi difende le nostre leggi e il valore della cittadinanza non viene lasciato solo”, conclude Mosco.