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Zecchinato (Lega – LV): «Sentenza PFAS – Miteni: giustizia è fatta, chi inquina paga. Ora manteniamo alta l’attenzione sulla bonifica, sul completamento delle opere acquedottistiche e sul monitoraggio sanitario»
Pubblicato il 27 Giugno 2025

Venezia, 27 giugno 2025 – «Una vittoria per la giustizia ambientale e la salute pubblica, una sentenza che riconosce anni di battaglie civili e istituzionali. La condanna di 11 ex dirigenti della Miteni per il disastro da PFAS con 141 anni di carcere complessivi, quasi 80 milioni di euro di risarcimento complessivi al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Veneto, ai gestori del ciclo idrico, ai comuni e alle parti civili, arriva dopo lunghi anni in cui i cittadini e le amministrazioni locali hanno lottato perché venisse riconosciuta la responsabilità di questo disastro, venisse resa giustizia alle vittime e fosse restituita la speranza di un futuro alla nostra terra. Un plauso particolare alle Mamme PFAS che, con perseveranza, dedizione e passione hanno combattuto più di tutti gli altri, in nome dei propri figli e di tutti i giovani del nostro territorio». Marco Zecchinato, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta, commenta così la sentenza del processo Miteni, pronunciata ieri dalla Corte di Assise di Vicenza.

«Ricordo ancora quando nel 2013, da sindaco di Orgiano, appresi che nell’area del basso Vicentino, Padovano e Veronese erano state trovate queste sostanze inquinanti e fu avviato un attento monitoraggio dei pozzi, con scelte non facili da prendere con ordinanze e verifiche, incontri con tutti gli enti preposti. Scrissi subito al Ministero dell’Ambiente e all’Istituto Superiore di Sanità e le lettere di risposta ricevute contenevano pochissimi dati rispetto ad oggi, dove disponiamo di un patrimonio di conoscenza senza precedenti. Da allora ricordo il grande ed urgente lavoro messo in atto dagli enti per mettere in sicurezza gli acquedotti, per acclarare le cause dell’inquinamento, per monitorare la popolazione ed investire in nuove fonti di approvvigionamento alternative. Un lavoro che ha visto sempre in prima linea la Regione Veneto ed i gestori del ciclo idrico integrato, insieme agli attivisti che hanno sempre tenuto altissima l’attenzione. Questa stessa attenzione ora va mantenuta alta sull’attesa bonifica e su tutte le attività messe in campo con il completamento delle nuove condotte di adduzione per l’acqua potabile nel Veneto, il monitoraggio sanitario ed il monitoraggio sulla qualità delle acque sul territorio. Mi auguro che i risarcimenti riconosciuti arrivino il prima possibile a destinazione e siano fin da subito impiegati proprio per proseguire queste attività. Questa vicenda è atroce, ma almeno oggi possiamo dire che un po’ di giustizia è stata fatta, e che il segnale arrivato dai giudici è chiaro: chi inquina paga».