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Tutela della transumanza e delle Vie del Pascolo – Finco (LN): «La legge regionale approvata oggi valorizza un patrimonio della tradizione veneta e offre nuove possibilità di sviluppo economico per la pastorizia e il turismo delle nostre montagne»
Pubblicato il 21 Luglio 2020

Venezia, 21 giugno 2020 – «La legge regionale approvata oggi segue il riconoscimento da parte dell’UNESCO della transumanza quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità e l’inserimento del nostro cane pastore della Lessinia e del Lagorai nel Libro Genealogico delle razze canine riconosciute. Tutelare e recuperare le vie del pascolo e della transumanza, con tutto ciò che ruota attorno a questo mondo, significa non solo valorizzare il patrimonio culturale delle origini contadine e rurali venete, ma anche riconoscere al demanio armentizio una grande valenza economica. Non stiamo infatti solamente parlando di un evento folkloristico che rimanda alle canzoni e alle poesie dell’infanzia, ma di una filiera economica del valore di 2,5 milioni di euro derivante dagli allevamenti ovi-caprini sia da carne che da latte, per un totale di circa 55mila pecore e 17mila capre, ma anche bovini». Nicola Finco, capogruppo in Consiglio regionale della Lega, commenta così l’approvazione della legge regionale da lui proposta per il recupero, la gestione e la valorizzazione del demanio armentizio.

«Il voto di oggi, primo in Italia di questo genere, è un riconoscimento a una identità condivisa da diverse regioni d’Italia – continua Finco – che può offrire anche risvolti innovativi per l’economia veneta. Pensiamo solamente alla valorizzazione culturale e turistico ricreativa delle Vie del Pascolo: gli antichi percorsi calcati ogni anno dalle greggi e dai pastori saranno recuperati e inseriti in una banca dati dei sentieri armentizi regionali. La legge prevede un’attività di ricognizione, accertamento della consistenza e reintegra del patrimonio stesso, grazie alla collaborazione di istituzioni pubbliche, enti locali e soggetti privati. Dobbiamo poi tener presente le possibilità economiche che la valorizzazione di questa forma tradizionale di allevamento può offrire alle giovani generazioni e, in modo particolare, alle giovani donne, sempre più protagoniste del recupero degli antichi mestieri e che con passione e sacrifici praticano la pastorizia, tenendo vive le malghe delle nostre montagne. E questo nonostante le enormi difficoltà della vita di montagna: basti solo considerare i danni provocati alle greggi dai lupi. Il voto di oggi chiude un percorso nel quale il Veneto ancora una volta si è dimostrato all’avanguardia, grazie anche a consiglieri regionali che in questa legislatura hanno lavorato bene e con operosità. Una consapevolezza che, nel giorno dell’ultima seduta del Consiglio regionale, mi riempie di particolare orgoglio».