Venezia, 6 luglio – “Ho partecipato a Marghera, alla cerimonia in memoria di Giuseppe Taliercio, direttore dello stabilimento petrolchimico Montedison, sequestrato e barbaramente assassinato dalle Brigate Rosse nell’estate del 1981 dopo 46 giorni di prigionia. Una terribile pagina di storia della storia repubblicana, un periodo buio in cui le stragi a firma delle Brigate Rosse furono innumerevoli”. Lo scrive Andrea Tomaello (Stefani Presidente), Presidente Prima Commissione. “Dopo 45 anni da quel barbaro omicidio che colpì un dirigente di grande valore come Giuseppe Taliercio, la frase incisa sul cippo commemorativo: «Che gli uomini tornino ad essere uomini», continua a rappresentare un forte monito per il presente. La commemorazione alla quale ho preso parte, si è tenuta davanti al cippo tra via Pasini e via Bottenigo, luogo del ritrovamento del corpo. Alla commossa cerimonia di ricordo, ho ascoltato con attenzione le parole del prefetto di Venezia, Darco Pellos e dell’assessore al comune di Venezia, Paolino D’Anna, che assieme alle varie autorità civili e militari, i consiglieri della Municipalità di Venezia hanno voluto deporre una corona d’alloro e rispettare un minuto di silenzio. Importante anche la presenza del figlio di Giuseppe Taliercio, che ha voluto ricordare la figura del padre come uomo, dirigente, ma soprattutto un servitore dello Stato, la cui vita fu spezzata con brutalità da chi voleva minare alla solidità dello Stato. È fondamentale inoltre trasmettere ai giovani il valore della democrazia e della libertà, conquiste che vanno difese ogni giorno attraverso i comportamenti di ciascuno”, conclude Andrea Tomaello (Stefani Presidente), Presidente Prima Commissione consiliare.
