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Sostegno agli operatori turistici del Nevegal – Gidoni (LN): «Approvato un mio odg per sostenere il Comune di Belluno nell’ammodernamento e nel potenziamento del comprensorio sciistico»
Pubblicato il 19 Maggio 2020

Venezia, 19 maggio 2020 – «Mai come in questo momento il comparto turistico ha bisogno del sostegno delle istituzioni. L’emergenza sanitaria ha minato alla base il futuro delle strutture turistiche delle nostre montagne: un settore fondamentale per l’economia del Veneto, se consideriamo che il turismo alpino nel solo periodo invernale vale l’11% del PIL nazionale. Il coronavirus ha fatto sì che la stagione invernale chiudesse anzitempo. E ora la stagione estiva parte in salita. È quindi necessario fare tutto quanto in nostro potere per sostenere le nostre montagne e, in particolare, il Nevegal». Franco Gidoni, consigliere regionale del gruppo Lega, spiega con queste parole l’Ordine del giorno da lui presentato oggi, a sostegno del comprensorio sciistico del Nevegal, nel Bellunese.

«L’amministrazione comunale di Belluno sta valutando l’idea di rientrare in possesso degli impianti sciistici del Nevegal – continua Gidoni -. Questo permetterà di avviare un nuovo rilancio per questa zona che troppo, in passato, è stata trascurata. La Regione del Veneto si è già spesa per dare nuova vita a questa stazione: è in corso di esame un progetto di legge che prevede l’istituzione di un fondo per la valorizzazione dei comprensori sciistici. A fare da apripista sarà il comprensorio sciistico del Nevegal, nel Bellunese, che potrà accedere all’opportunità in via sperimentale. Con il mio odg, il Comune di Belluno avrà al suo fianco la Regione che sosterrà l’amministrazione negli interventi destinati alla manutenzione degli impianti di risalita, al loro ammodernamento e a quello dell’impianto di innevamento invernale. In questo modo permetteremo agli albergatori e agli operatori turistici di poter recuperare quanto perso fino ad ora con la prossima stagione invernale. Speriamo, a questo punto, che anche il Comune di Belluno faccia la propria parte per rientrare in possesso degli impianti e garantire così un futuro più luminoso all’Alpe del Nevegal».