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Social Housing, De Berti (Lega – LV): “Pronto il progetto di legge che definirà le future politiche abitative del Veneto”
Pubblicato il 31 Luglio 2026

 

Venezia, 29 luglio 2026 – “Ho depositato una proposta di legge costruita insieme al Presidente della regione del Veneto, Alberto Stefani, per dare risposte concrete alla fascia grigia e attrarre nuovi investimenti sull’abitare sociale. E pertanto lo ringrazio per aver condiviso fin dall’inizio questo percorso e per avermi dato l’opportunità di predisporre un progetto di legge destinato a definire le future politiche regionali sul social housing. Si tratta di una riforma importante, che nasce da una visione comune: costruire un nuovo modello di politica abitativa capace di dare risposte concrete ai cittadini e di rendere il Veneto un punto di riferimento nazionale nel settore dell’abitare sociale”. Lo scrive Elisa De Berti (lega – LV), Presidente della Seconda Commissione consiliare del Veneto e primo firmatario del progetto di legge regionale sul Social Housing, il cui iter inizierà a settembre proprio nella Commissione presieduta dal consigliere regionale De Berti. “Negli ultimi anni il problema della casa è profondamente cambiato. Oggi non riguarda più soltanto le persone che possono accedere all’edilizia residenziale pubblica. Sempre più lavoratori, giovani coppie, studenti universitari, anziani, persone con disabilità e famiglie con redditi medi si trovano nella condizione di non poter accedere né alle case popolari né al mercato privato. È questa la cosiddetta fascia grigia, alla quale il Veneto deve dare una risposta strutturale”, prosegue Elisa De Berti (Lega – LV), Presidente Seconda Commissione consiliare. “La mia legge parte proprio da questo concetto. Il social housing non sostituisce l’edilizia residenziale pubblica, ma la completa, occupandosi di quel segmento di popolazione che oggi non trova alcuna risposta. È una nuova politica della casa, costruita per ampliare realmente l’offerta di alloggi a canone sostenibile”. Nell’articolato della legge si si introduce infatti una cornice normativa organica e stabile, superando l’attuale frammentazione delle regole e creando un sistema capace di programmare interventi di lungo periodo. Una disciplina che offre certezza agli enti pubblici, agli operatori e agli investitori, favorendo la realizzazione di nuovi interventi di social housing in tutto il territorio regionale. “Tra i principi fondamentali della riforma vi sono la collaborazione tra pubblico e privato, la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, la rigenerazione urbana senza consumo di nuovo suolo, l’integrazione tra politiche abitative, sociali e sanitarie e la promozione di strumenti finanziari innovativi capaci di attrarre capitali privati verso finalità di interesse generale. Il provvedimento introduce inoltre un sistema regionale di governance che mette in rete Regione, Comuni, ATER, Aziende ULSS, Ambiti Territoriali Sociali, fondazioni, fondi immobiliari, imprese, cooperative e Terzo Settore, con l’obiettivo di rendere il social housing una politica strutturale e non più un insieme di interventi isolati. Ora la vera sfida è quella di trasformare il social housing da insieme di singole esperienze ad una vera politica regionale dell’abitare. Non basta finanziare qualche intervento. Dobbiamo creare un sistema capace di attrarre investimenti, recuperare patrimonio pubblico e privato oggi inutilizzato, favorire la rigenerazione urbana e aumentare in maniera significativa l’offerta di alloggi a canone sostenibile”. Nella legge proposta da Elisa De Berti si sottolinea anche il valore sociale del provvedimento. “La legge sul social housing non parla soltanto di edifici. Parla di comunità. Per questo introduce servizi di accompagnamento sociale, strumenti per prevenire la morosità incolpevole, Agenzie sociali per l’abitare capaci di mettere in contatto domanda e offerta e modelli abitativi che favoriscono inclusione, autonomia e qualità della vita. La casa non può essere considerata solo un tetto, ma il presupposto per costruire percorsi di vita, lavoro e integrazione”. E annuncia: “A settembre il progetto di legge sarà incardinato in Seconda Commissione. Nel mio ruolo di Presidente garantirò un percorso di approfondimento serio, aperto e partecipato, coinvolgendo amministrazioni locali, ATER, categorie economiche, ordini professionali, Terzo Settore, organizzazioni sindacali e tutti i portatori di interesse. Come firmataria della proposta, il mio obiettivo è arrivare a un testo il più possibile condiviso, ma soprattutto efficace. Non mi interessa approvare semplicemente una buona legge. Desidero costruire uno strumento che funzioni davvero. Se riusciremo ad attrarre investimenti, aumentare l’offerta di alloggi sociali e dare risposte concrete a chi oggi è escluso sia dall’edilizia pubblica sia dal mercato, il Veneto potrà diventare un modello nazionale nelle politiche dell’abitare”, conclude Elisa De Berti (Lega – LV), Presidente Seconda Commissione.