Venezia, 13 giugno 2025 – “È disarmante vedere un ex presidente della Commissione Sanità, oggi consigliere, scagliarsi contro la Regione che ha rappresentato e che – numeri alla mano – è tra le più virtuose in Italia nella gestione delle liste d’attesa. Il consigliere Boron, piuttosto che attaccare, farebbe bene a riconoscere l’enorme lavoro fatto da un intero sistema, composto da professionisti che meritano rispetto”.
Così Sonia Brescacin, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Veneto (Lega – Liga Veneta), replica alle dichiarazioni del consigliere Fabrizio Boron (Gruppo Misto) sul tema delle liste d’attesa.
“I flussi delle prestazioni erogate – ricorda Brescacin – vengono regolarmente trasmessi al Ministero della Salute e sono oggetto di analisi, validazione e confronto a livello nazionale. È da questi numeri che emerge un dato chiaro: il Veneto è tra le regioni che più efficacemente sta affrontando il tema delle liste d’attesa. Questo non significa che tutto sia perfetto, ma che si sta lavorando seriamente e con metodo, rafforzando i servizi, introducendo strumenti innovativi e aumentando l’offerta di prestazioni”.
“La polemica strumentale del consigliere Boron – prosegue – ha il sapore amaro di una rincorsa elettorale e non tiene conto del lavoro straordinario che ogni giorno medici, infermieri e personale sanitario svolgono per garantire cure tempestive ed efficaci. Anche per rispetto verso questi professionisti, sarebbe auspicabile una nota di plauso, e non un attacco gratuito”.
“I dati ufficiali diffusi solo pochi giorni fa dal Presidente Zaia e dall’Assessore Lanzarin – sottolinea Brescacin – certificano una riduzione senza precedenti, frutto di un piano straordinario e di uno sforzo enorme da parte del nostro sistema sanitario.
Le prestazioni da erogare entro 10 giorni sono state azzerate, passando da 502 a zero. Quelle da eseguire entro 30 giorni sono scese da 82.211 a 10.814 (−87%), mentre le prestazioni entro 60 giorni si sono ridotte da 74.489 a 17.381 (−77%).
Tutto questo grazie a una cabina di regìa costante, l’impiego di 74 milioni di euro interamente spesi tra 2023 e 2024, il reclutamento di 130 medici e un lavoro quotidiano di coordinamento tecnico. Certo, possiamo e dobbiamo migliorare ancora, ma ricordo – prosegue Brescacin – che il Veneto è l’unica Regione che da anni ha scelto di dimezzare i limiti nazionali sui tempi d’attesa, puntando su standard molto più rigidi. Questo significa responsabilità, visione e capacità organizzativa”.
“In tutto questo percorso – conclude – non risultano agli atti iniziative significative promosse da Boron durante il suo mandato da presidente della Commissione. E questo rende ancora più evidente la natura strumentale di un attacco che appare figlio solo della ricerca di consensi. In un momento in cui i professionisti della sanità meritano riconoscenza per sacrifici e risultati storici, chi ha davvero a cuore i cittadini dovrebbe unirsi nel sostenere e migliorare il sistema, non tentare di delegittimarlo con polemiche sterili”.
