Venezia 13 giugno 2025 – “Non possiamo continuare a contare le vittime. In quel tratto del fiume Brenta a valle del ponte di Campo San Martino, teatro di troppi drammi, è tempo di intervenire in modo concreto e definitivo”. Il presidente della Prima commissione di palazzo Ferro Fini Luciano Sandonà (Lega – Liga Veneta) annuncia con queste parole di aver scritto una lettera indirizzata “Al comune di Campo San Martino, al Genio civile di Padova e all’assessore regionale all’ambiente, chiedendo la chiusura estiva dell’accesso alla spiaggetta tristemente nota per la sua pericolosità. In poco più di vent’anni si sono verificati dieci annegamenti nello stesso punto ben delimitato, immediatamente a valle del ponte sul Brenta, in un’area che viene comunque frequentata da bagnanti, nonostante il divieto assoluto di balneazione e i cartelli ben visibili. Tra le vittime si contano due giovani morti il 14 luglio 2024, fra cui l’eroe Stefan Cristoiu, un giovane nel 2023, una persona nel 2018 e un’altra ancora nel 2011. E l’elenco purtroppo non finisce qui”.
“Il luogo in questione – ricorda Sandonà – è noto ai sommozzatori dei Vigili del Fuoco come “la spiaggetta della morte” ed è considerato ad altissimo rischio per via delle pericolose correnti e della conformazione del fondale. È evidente che i soli cartelli non bastano. Per questo ho chiesto che venga chiuso l’accesso alla spiaggia dal 15 giugno al 15 settembre con una recinzione alta e una segnaletica rafforzata che impedisca l’ingresso ai non autorizzati. Circa dieci anni fa ho salvato quattro operai stranieri richiamandoli a riva mentre stavano per annegare in quel tratto maledetto: è un’esperienza che non dimenticherò mai e che mi ha convinto, una volta per tutte, dell’estrema pericolosità di quel punto del fiume. Se non si interviene con fermezza, prima o poi ci troveremo di nuovo a piangere un’altra vita”.
Sandonà lancia anche un allarme in vista della stagione imminente: “Negli ultimi giorni la spiaggetta ha già ricominciato a essere frequentata e non appena arriveranno i primi caldi inizieranno i bagni. Vengono i brividi a pensarci, soprattutto sapendo quanti drammi si sono già consumati lì. È una situazione che va fermata prima che sia troppo tardi. Non si tratta di vietare la balneazione in tutti i fiumi, ma solo in quel piccolo tratto del Brenta, che ha registrato una concentrazione di incidenti senza eguali nella nostra regione. Serve una risposta immediata: non possiamo attendere la prossima tragedia”.
“Chiedo – conclude Sandonà – la convocazione urgente di una riunione tecnica tra gli enti competenti per definire le modalità di chiusura. La sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta. Dopo così tante vittime, sarebbe irresponsabile non agire”.
