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Resistenza, Favero (Lega – LV): “Collaborazione istituzionale fra Regione Veneto e rete degli istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto. Approvato il progetto di legge che porta la mia firma”
Pubblicato il 9 Settembre 2025

Venezia, 9 settembre 2025 – “Approvato il progetto di legge che promuove la collaborazione istituzionale fra Regione del Veneto e rete degli istituti storici della Resistenza e della società contemporanea in Veneto. Un progetto che sottolinea come, nel panorama delle realtà culturali venete, un ruolo particolare va riconosciuto ai sette Istituti per la Storia della Resistenza e della società contemporanea, presenti nelle diverse province e operanti in rete a livello regionale. Associati all’Istituto nazionale Ferruccio Parri, gli Istituti trovano il loro riferimento prioritario al mondo accademico veneto nel Centro di Ateneo per la Storia della Resistenza e della società italiana dell’Università di Padova. Il provvedimento è stato votato all’unanimità da tutte le forze che si riconoscono nella resistenza. Con tutta evidenza, c’è un problema se una forza politica non si riconosce nei valori fondanti della nostra democrazia. I miei ringraziamenti vanno anche alle minoranze per la leale disponibilità al confronto per migliorare il testo, nello spirito migliore del pluralismo elaborato nell’ esperienza resistenziale”. Lo annuncia Marzio Favero, consigliere regionale trevigiano di Lega – LV. “Ricordo che gli istituti storici della resistenza si sono costituiti in tempi e modi diversi, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, spesso per l’iniziativa di ex componenti dell’esperienza resistenziale con l’obiettivo di conservarne la memoria e la lezione politico-civile quale matrice della Costituzione democratica del 1948, nel corso del tempo gli istituti, pur nel rispetto dei valori d’origine di natura pluralistica, e si sono evoluti in centri di studio sull’età contemporanea coniugando la storia di luogo con la storia universale, secondo una cifra epistemologica originale che affronta il tema dell’identità politica e sociale veneta come costruzione culturale economica complessa e in divenire dialettico con altre realtà a livello nazionale e internazionale – anche grazie all’azione esercitata dal proprio sistema d’impresa. Progressivamente, gli istituti storici hanno assunto due funzioni. La prima, è quella di radunare le energie intellettuali che il mondo universitario non riesce ad assorbire e che, pure, costituiscono una risorsa culturale di grande momento per la ricerca storica. La seconda, è quella di fungere da anelli di collegamento e coordinamento fra il mondo accademico, le realtà culturali territoriali e l’articolato sistema delle autonomie scolastiche. A quest’ultimo proposito, si segnala che grazie a una convenzione annuale con l’Ufficio scolastico regionale, la rete degli istituti può avvalersi della collaborazione di cinque docenti, distaccati presso gli istituti di Belluno, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, delegati alla progettazione didattica e alla formazione degli insegnanti e degli alunni nelle scuole. Gli Istituti, oggi, oltre alla compagine degli associati, dispongono di un ricco patrimonio bibliografico, formato soprattutto da libri di taglio locale e regionale che risultano imprescindibili per la conservazione, l’interpretazione e la valorizzazione della storia del Veneto, come dimostrato anche dalla rivista “Venetica” che ne raccoglie studi e materiali. Ad esso si aggiunge l’altrettanto importante patrimonio archivistico, in parte significativa riconosciuto di interesse pubblico dalla Soprintendenza regionale in quanto custodisce la documentazione fondamentale per ripercorrere e ricostruire le vicende chiave della storia locale, regionale e nazionale nel Novecento”, conclude il consigliere regionale di Lega – LV, il trevigiano Marzio Favero.