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Raccogliere fondi e donare in sanità sarà più facile e più utile – Brescacin (ZP): «Approvata oggi dal Consiglio una legge per incentivare e agevolare le donazioni dei cittadini nel settore sanitario»
Pubblicato il 9 Luglio 2019

Venezia, 9 luglio 2019 – «Mammografi di ultima generazione, macchinari di diagnostica moderni, mezzi per aiutare i pazienti negli spostamenti e alleggerire la fatica dei loro familiari. Strumenti  essenziali, a volte semplici, a volte più complessi, che spesso hanno davvero permesso di salvare la vita a tantissime persone e cambiare la qualità di vita di molte altre. E tutto grazie alla generosità di comuni cittadini che, con un forte senso di responsabilità, hanno deciso di fare qualcosa per il loro prossimo. Il cuore dei veneti è estremamente generoso. Questa legge farà in modo che anche dal gesto più piccolo possa nascere un grande risultato, facendo da moltiplicatore alla solidarietà e potenziando ciò che già avviene nel settore dell’assistenza sanitaria. Non si tratta di guidare il cittadino, ma di rendere esplicito quali sono le necessità e i bisogni più urgenti, consentendo ai privati e alle associazioni di scegliere con maggior conoscenza. Ecco il perché di un progetto di legge che promuove le donazioni». Così Sonia Brescacin, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, commenta il progetto di legge, di cui è prima firmataria, oggi approvato dall’aula di Palazzo Ferro-Fini dal titolo «Interventi regionali in materia di donazioni in sanità».

«Si tratta di chiedere ai Direttori delle Ulss e ai primari dei reparti ospedalieri, che conoscono meglio di tutti la programmazione regionale, di indicare ciò che può migliorare ancora il nostro servizio sanitario. Ad esempio, offrire cure con macchinari sempre all’avanguardia, far diventare più accogliente un reparto, rendere più agevole il lavoro dei sanitari o magari mettere a disposizione dei pazienti una tecnologia particolarmente innovativa».

«Con questa proposta di legge – continua Brescacin – abbiamo voluto creare un ponte tra il cittadino e le Ulss, le Aziende ospedaliere e tutte le altre strutture sanitarie e sociali: dalle Aziende ospedaliere universitarie integrate, all’Istituto Oncologico Veneto. In base a questa legge, le strutture prepareranno, insieme ai rispettivi primari, una lista di esigenze che possano fornire uno spunto, un invito ai cittadini per le loro donazioni».

«Perché una lista? Chi vorrà fare una donazione potrà fare riferimento a queste indicazioni, concentrandosi sui beni che sono utili e che migliorano l’assistenza al paziente e la loro qualità di vita. Non passa giorno in cui sulle pagine dei giornali non leggiamo delle donazioni di privati cittadini, associazioni o comitati a ospedali e case di cura – spiega ancora il consigliere – e questo testimonia l’eccezionale sensibilità e generosità delle persone. Vi sono numerosi esempi, infatti, in tutta la nostra regione: nella sola provincia di Treviso, c’è la “Corri in Rosa” di San Vendemiano, corsa non competitiva per sole donne organizzata da Treviso Marathon e dall’Associazione Renzo e Pia Fiorot, che quest’anno ha donato un mammografo 3D all’ospedale di Conegliano. Pensiamo anche alla Lilt di Treviso che organizza ogni anno la corsa tutta al femminile “Treviso in Rosa” che, tra i diversi obbiettivi raggiunti, può vantare anche quello dell’acquisto di un pullmino per il trasporto dei pazienti oncologici. Due casi tra i tanti eventi che, incoraggiando corretti stili di vita e momenti di aggregazione, diventano occasioni importanti per promuovere l’informazione, la formazione e la prevenzione sui temi della salute, consentendo nel contempo di raccogliere fondi destinati ad apparecchiature a servizio di tutti i cittadini e anche degli stessi che partecipano alla manifestazione».

«Inoltre con questa legge la Regione può stimolare le raccolte fondi finalizzate all’acquisto di attrezzature da donare agli ospedali, prevedendo di stanziare una quota del costo dei macchinari. In questo modo, con un piccolo aiuto finanziario della Regione, il desiderio delle persone di fare del bene può concentrarsi sulle priorità delle varie strutture ospedaliere, in coerenza con i piani di organizzazione socio-sanitari».

Il tutto, precisa il consigliere di Zaia Presidente, all’insegna della massima trasparenza: «L’ente che riceve la donazione avrà l’obbligo di rendicontare ogni più piccolo centesimo ricevuto, apponendo al macchinario o alla strumentazione donata un “bollino di garanzia”. E questo – conclude Brescacin – potrà dare al cittadino uno stimolo in più per esprimere la propria generosità, eliminando a monte il timore di aderire a iniziative le cui finalità sono dubbie o di cadere vittime di truffe».