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Polemiche sulle dotazioni ospedaliere del Veneziano – Semenzato (LN): “Prima di richiedere ulteriori posti letto, dobbiamo impegnarci per ingrandire le strutture”
Pubblicato il 19 Aprile 2019

Venezia, 19 aprile – “Capisco le premure dei sindaci e dei rappresentanti dei cittadini di Dolo e Mirano, ma prima di sollevare polemiche, lamentando la mancanza di posti letto e chiedendone a gran voce altri, dovremmo pensare ad adeguare i contenitori. Dove mettiamo questi altri posti, se nelle strutture manca lo spazio?”. Così Alberto Semenzato, consigliere regionale della Lega e membro della Quinta commissione consiliare permanente, impegnata in questi giorni nell’esame e nella discussione delle schede di dotazione ospedaliera, risponde alle polemiche sollevate dai sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese che, ancora oggi, hanno trovato spazio sulle pagine delle cronache locali.
“Stiamo lavorando proprio su questo fronte – precisa il consigliere regionale -. Per quanto riguarda l’ospedale di Dolo, l’Ulss 3 Serenissima ha già presentato una richiesta di finanziamento al Cipe di 30 milioni di euro per l’ampliamento delle strutture. Solo a questo punto potremmo organizzare ulteriori posti per i pazienti. Senza contare poi i lavori di ristrutturazione e ingrandimento del Pronto soccorso che finalmente stanno per ripartire, lavori che sono stati bloccati certo non per mancanza di volontà o impegno da parte della Regione del Veneto, ma per i ben noti problemi economici della ditta incaricata della ristrutturazione. Per quanto riguarda poi l’ospedale di Mirano – continua Semenzato -, c’è già un progetto di fattibilità elaborato dall’Ulss dal valore di 20 milioni. Un’ulteriore conferma della volontà della Regione di investire su questa struttura, come già lo sono stati il rinnovamento del Cup e del Pronto soccorso. Assicuriamo quindi i cittadini del nostro impegno su questo fronte, impegno che mi ero già assunto personalmente con i sindaci dell’ex Ulss 13 nel nostro ultimo incontro mercoledì 17. Infine una precisazione anche sulla struttura ospedaliera di Chioggia: la Regione sta lavorando affinché sia riconosciuta anche a quest’ultima la specificità, come già è avvenuto per l’Ospedale civile di Venezia”.