Venezia, 18 febbraio 2025 – “Ancora una volta, la politica europea imposta dalla sinistra e dal Green Deal sta penalizzando la nostra economia e i nostri imprenditori, che invece avrebbero bisogno di meno burocrazia e più incentivi per continuare a crescere e competere sui mercati internazionali”.
Così Giuseppe Pan (Lega – LV) è intervenuto oggi in aula durante la discussione sulle misure economiche per il Veneto.
“Le oltre 420mila imprese del nostro territorio hanno sempre dimostrato una capacità unica di adattarsi e prosperare senza dipendere dalla politica. I nostri imprenditori non chiedono elemosine, ma regole chiare, meno ostacoli burocratici e strumenti concreti per investire in nuove tecnologie e innovazione. Invece, ci troviamo di fronte a un sistema che impone vincoli insostenibili e soffoca il tessuto produttivo con regolamenti irrealistici dettati dall’Unione Europea.”
Nel suo intervento, Pan ha ribadito l’importanza di “fare un giro nelle zone industriali” per comprendere realmente le difficoltà di chi ogni giorno si confronta con tasse, permessi, normative stringenti e la difficoltà di reperire manodopera qualificata.
“Mentre le opposizioni si preoccupano di fare propaganda in vista delle elezioni – ha detto Pan – i nostri imprenditori continuano a lottare per mantenere in piedi le proprie aziende e per garantire lavoro ai cittadini.”
“Il Veneto ha sempre saputo arrangiarsi e lo dimostrano le tante aziende che, nonostante tutto, riescono ad affermarsi anche all’estero, dalla Polonia agli Stati Uniti. Ma se vogliamo che restino qui, è necessario un cambio di rotta: meno vincoli e più incentivi strutturali, come quelli previsti dalla storica legge Sabatini, che ha permesso a tante aziende di investire e crescere. Questo dovrebbe essere il modello da seguire, non il Green Deal che sta strangolando le nostre imprese.”
Pan ha infine sottolineato l’importanza di investire sui giovani: “Molti dei nostri ragazzi partono per l’estero per formarsi e fare esperienza, ma se vogliamo che tornino e mettano a frutto le loro competenze nel nostro territorio, dobbiamo offrire loro opportunità concrete. Meno ostacoli, più incentivi e una politica economica che metta davvero al centro il lavoro e l’impresa. Solo così possiamo garantire un futuro prospero al Veneto.”
