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Padova, case popolari e riforma Ater – Boron (ZP): «Il sindaco Giordani non conosce quella realtà. Per tutelare davvero i deboli dobbiamo prima stanare i furbetti»
Pubblicato il 31 Luglio 2019

Venezia, 31 luglio 2019- «Il sindaco di Padova Sergio Giordani dovrebbe portare rispetto per le autorità, siano essi assessori regionali o presidenti di enti pubblici. Definire il presidente dell’Ater Gianluca Zaramella un “esecutore” è semplicemente offensivo. Il sindaco padovano parla per una reale conoscenza del problema o per partito preso? Il compito delle istituzioni è tutelare i bisognosi e, per farlo, il punto di partenza è scovare chiunque, fingendosi tale, occupa le case popolari pur avendo mezzi che gli permetterebbero di vivere altrove». Così Fabrizio Boron, presidente della Commissione Sanità in Regione e consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente ribatte alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Padova Sergio Giordani ai quotidiani locali.

«Solo chi vive o lavora davvero all’interno del mondo delle case popolari conosce questa realtà – continua Boron -. Io lì ci sono nato e ci ho vissuto: so chi ci abitava e so anche che molti residenti non avevano i requisiti per usufruire di quegli appartamenti. Evidentemente ci sono particolari che gli sfuggono. Compito della Regione del Veneto e del presidente dell’Ater – spiega ancora Boron -, lo stesso compito che fino a poco tempo ha svolto, o avrebbe dovuto svolgere il Comune, è quello di tutelare i veri bisognosi, controllando casa per casa e caso per caso, e di sicuro non quello di coprire i furbetti che, pur denunciando dichiarazioni dei redditi basse, hanno beni nascosti e quindi avrebbero benissimo la possibilità di affittare un appartamento sul mercato libero. Le case popolari non sono certo nate per loro, ma per le fasce più deboli che è nostro dovere proteggere. Il sindaco stia pure tranquillo: chi è davvero in difficoltà e ha paura per il proprio futuro può rivolgersi agli uffici dell’Ater. Sarà aiutato e tutelato. Ma per farlo dobbiamo prima di tutto stanare e punire chi occupa “abusivamente” quelle case».