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Ospedale di Dolo – Semenzato (LN): «Dal Pd e comitati solo calunnie e allarmi inutili. Riapertura dei reparti stabilita da un calendario redatto da tecnici in base ad andamento epidemiologico e non da politici e comitati. Domani tornerà attivo anche il Punto nascite»
Pubblicato il 25 Giugno 2020

Venezia, 25 giugno 2020 – «Dai comitati che ruotano attorno all’ospedale di Dolo non solo continuano ad arrivare allarmi infondati e dannosi, ma anche offese personali. Continuano ad arrogarsi il merito di aver fatto riaprire i reparti ospedalieri, lottando contro i consiglieri regionali che punterebbero alla chiusura dell’ospedale? Niente di più falso. La riapertura è stata decisa a monte, e non certo su pressione di qual si voglia comitato o partito, ma prevista in base a un calendario elaborato da tecnici e specialisti, tenuto conto dell’andamento epidemiologico del Covid-19 e concordato da Ulss e Regione del Veneto. Durante l’emergenza Covid-19, inoltre, si sono tenuti più di 100 incontri con la Conferenza dei Sindaci, praticamente uno ogni sera, da fine febbraio fino a un paio di settimane fa, caso unico in tutta la Regione. Gli amministratori locali erano quindi perfettamente a conoscenza della situazione e dell’immediato futuro dell’ospedale.  Era stato detto loro che entro fine giugno sarebbe stato riaperto anche il Punto nascite. E infatti domani, 26 giugno, il reparto riaprirà le porte. La smettano quindi di dire falsità che non fanno altro che aumentare le preoccupazioni dei pazienti». Così Alberto Semenzato, consigliere regionale del gruppo Lega, risponde agli attacchi dei circoli del Pd della Riviera del Brenta.

«Questo calendario – ricorda ancora il consigliere – è stato deciso proprio in base a valutazioni tecniche operate da specialisti e non è stato certo il frutto di pressioni politiche, di partiti e tantomeno di comitati. Nessun altro ospedale, in Veneto, è stato oggetto di un percorso simile nel corso dell’emergenza sanitaria. Capisco le esigenze di campagna elettorale, ma ricordo ad alcuni rappresentanti del Pd e dei comitati, spesso mal influenzati dal politico di turno in stato di agitazione pre-elettorale, che nessuno, e quindi nemmeno il sottoscritto, vuole chiudere l’ospedale di Dolo. Negli ultimi anni la Regione del Veneto ha investito 5 milioni di euro per il Pronto soccorso e altri 3 milioni per la messa a norma di tre piani del Monoblocco. A fronte di investimenti del genere, come fanno a dire che è nostra intenzione chiudere la struttura ospedaliera? Dolo fa parte a pieno titolo della rete ospedaliera del Veneto, largamente e ampiamente riconosciuta una eccellenza sanitaria, che merita tutela e salvaguardia. Ma lanciando annunci disastrosi, questi personaggi non stanno certo tutelando né l’ospedale né tantomeno i pazienti e le persone che ruotano attorno ad essa. A questo punto non mi rimane altro da fare che denunciare questi detrattori per procurato allarme e diffamazione. È davvero un comportamento vergognoso, speculare sulla sanità, creando falsi allarmismi, per beceri tornaconto elettorali, peraltro neppure scontati».