Venezia, 9 febbraio 2026 “La Fondazione Libra svolge un lavoro fondamentale e insostituibile: stare accanto alle vittime, ascoltare storie difficili, intervenire quando il silenzio rischia di trasformarsi in solitudine. È una scelta di coraggio e di responsabilità che merita rispetto e pieno sostegno istituzionale”. Lo dichiara in una nota Eleonora Mosco, consigliera regionale del Gruppo Stefani Presidente, intervenendo sul tema del bullismo e del disagio giovanile.
“Quando parliamo di bullismo, – evidenzia Mosco -, pensiamo spesso a gesti eclatanti. In realtà, quasi sempre tutto comincia nel silenzio: una battuta, uno sguardo evitato, una risata fuori posto. È lì che nascono le dinamiche di esclusione e di potere che, se ignorate, diventano violenza vera. Per questo non siamo di fronte a un semplice ‘fenomeno’, ma a un problema serio che richiede responsabilità”.
“Episodi – dichiara Mosco – anche molto diversi tra loro, condividono spesso la stessa radice: l’assenza di limiti e di intervento tempestivo. Di fronte a questo la Regione non può permettersi ambiguità o debolezza: difendere chi subisce e fermare chi fa del male è una scelta chiara. E sarà sempre dalla parte dei ragazzi per bene, di chi rispetta le regole, di chi chiede solo di vivere serenamente”.
“Invito, tuttavia, a non generalizzare e a non criminalizzare un’intera generazione. Non permettiamo che pochi violenti raccontino tutti i giovani. I ragazzi – aggiunge Mosco – non sono il futuro, sono il presente. La stragrande maggioranza è fatta di studenti, sportivi, volontari, giovani responsabili che chiedono solo di essere messi nelle condizioni giuste per crescere e costruire il proprio percorso. I dati dimostrano che il problema esiste, ma anche che la violenza non nasce dal nulla. Nasce dove qualcuno viene lasciato solo e dove manca un’educazione relazionale e al rispetto. Per questo la prevenzione va anticipata, già nelle scuole primarie, insegnando a riconoscere i segnali di disagio e a intervenire prima che sia troppo tardi. Un passaggio centrale è dedicato al disagio più profondo che colpisce molti adolescenti. Dietro queste dinamiche ci sono ragazzi che si sentono invisibili, che non vivono ma sopravvivono. Dirlo non è allarmismo: è responsabilità”.
“Quando un giovane perde la speranza, perde tutta la comunità. Le ragazze e i ragazzi parlano solo quando sanno di non essere lasciati soli – conclude Mosco – quando hanno la certezza di essere protetti e quando il coraggio non diventa un rischio. Questo è il compito più alto delle istituzioni e della Regione Veneto: stare dalla parte dei giovani per bene, sostenere chi opera sul territorio come la Fondazione Libra, e dare a ogni ragazzo la forza di uscire dal silenzio e scegliere la vita, ogni giorno”.
