Venezia,16 settembre 2025 – “Oggi approviamo il Piano Triennale di iniziative per il settore dell’immigrazione. Si tratta di uno strumento fondamentale per programmare il futuro della società e del territorio veneti, perché riguarda ambiti come il lavoro, l’istruzione, la residenzialità. Attraverso di esso si potranno definire le linee di intervento per questi tre anni a venire, tenendo in considerazione l’intero riferimento normativo e partendo da dati aggiornati”. Così Stefano Giacomin, consigliere regionale della Lega – Liga Veneta, introduce il Piano Triennale 2025-27.
“Attualmente la presenza straniera in Veneto ammonta a circa 498.000 persone, il 10,3 per cento della popolazione complessiva -continua Giacomin-. Le principali comunità presenti provengono dalla Romania (126.000 persone), dal Marocco (46.000) e dalla Cina (36.000). La loro distribuzione nel territorio è però eterogenea, con una concentrazione maggiore nelle province di Verona, Padova e Treviso, e valori minimi nel Bellunese. Per quel che riguarda l’occupazione, si contano circa 263.000 lavoratori stranieri, equivalenti all’11,8 per cento del totale degli occupati in Veneto; i settori che assorbono la maggior parte della forza lavoro immigrata sono i servizi alla persona, l’industria manifatturiera, l’agricoltura e, più recentemente, la logistica e la ristorazione. Se si guarda alla frequentazione scolastica, sono quasi 100mila gli alunni stranieri nelle scuole del territorio regionale, con numeri in progressiva crescita”.
Conclude il consigliere: “Questo Piano si colloca lungo il percorso tracciato con il precedente Piano 2022-24. A riguardo, la Regione Veneto porta avanti il confronto con tutti i soggetti interessati come i Comuni, le associazioni di categoria, le realtà associative del territorio, i Centri per l’Impiego e i mediatori culturali. Il punto di partenza restano però le analisi dell’Osservatorio Regionale Immigrazione e dell’Osservatorio Antidiscriminazione, nonché i tavoli tematici multisettore. Attraverso di essi, abbiamo elaborato una serie coordinata e strutturata di azioni. Tra queste, in primis il potenziamento della formazione linguistica e civica degli stranieri residenti, nonché una loro maggiore integrazione lavorativa mediante l’orientamento e la formazione professionale specifici”.
