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Festa dell’Uva di Vo’ Euganeo. Cavinato (Lega- LV): “Tradizione e gioia in una kermesse radicata, che porterà sempre più turismo di qualità nei Colli Euganei”
Pubblicato il 16 Luglio 2025

Il consigliere regionale Elisa Cavinato (Lega- Liga Veneta) ha presentato oggi, a palazzo Ferro Fini, la 74esima edizione della Festa dell’Uva di Vo’ Euganeo, in provincia di Padova, che si terrà da venerdì 19 a domenica 21 settembre. Erano presenti alla conferenza stampa anche Mauro Delluniversità, Sindaco di Vo’, Maurizio Biasio, assessore comunale all’Agricoltura e alle Attività Produttive, Riccardo Cavicchi, Direttore Generale di Delphi International, Francesco Sinigaglia, presidente dell’associazione Mastri Carristi di Vo’, e Gianluca Carraro, presidente del Consorzio di Tutela dei vini dei Colli Euganei.

La Festa dell’Uva rappresenta un meraviglioso viaggio tra arte, tradizione e territorio. Una delle manifestazioni tra le più longeve del Veneto torna a illuminare i Colli Euganei pronta a stupire, emozionare e coinvolgere, come ogni anno dal 1950. Il momento clou sarà domenica 21 settembre con la doppia sfilata dei carri allegorici: opere d’arte in movimento realizzate interamente a mano con veri acini d’uva. Oltre 250 volontari sono già al lavoro per costruire cinque carri spettacolari. L’evento sarà arricchito da degustazioni, concerti, laboratori per bambini e percorsi tra le cantine. Una celebrazione collettiva di arte popolare, memoria e identità.

In particolare, la sfilata dei carri si svolgerà con due spettacoli, uno diurno e uno notturno. A quella diurna delle 15 seguirà la sfilata notturna delle 20.30, in un’atmosfera surreale tra luci, suoni ed eventi magici. È proprio nel cuore della notte, con il buio avvolgente e la luminosa bellezza dei carri, che la festa raggiungerà il suo massimo splendore. Ogni carro sarà illuminato in modo da esaltarne la bellezza, creando un’atmosfera magica e surreale che trasporterà i visitatori in un mondo da fiaba.

 

Elisa Cavinato, che ha voluto e promosso la presentazione della Festa dell’Uva presso la sede del Consiglio regionale del Veneto, nel suo intervento introduttivo ha sottolineato che “la vendemmia è soprattutto tradizione e gioia: ciò che è alla base della Festa dell’Uva di Vo’, che tornerà nel Comune euganeo dal 19 al 21 settembre. Una grande kermesse, giunta alla 74^ edizione, le cui radici affondano tuttavia nei secoli, come sanno bene gli amministratori pubblici e gli operatori del settore coinvolti. Perché il vino e quanto attorno collegano epoche e civiltà diverse”.

“I numeri previsti fanno ben presagire – ha aggiunto Cavinato – Oltre 22 quintali di uva distribuiti su cinque carri allegorici, pronti a sfilare per ben due volte durante l’ultima giornata. Ma altrettanto impressionante è il parterre organizzativo, per gli oltre 250 volontari coinvolti, le degustazioni e i laboratori in programma, la musica in piazza. Segno che la Festa dell’Uva merita ulteriore attenzione, a livello regionale e nazionale, di per sé e per i Colli Euganei. Questi ultimi, lo ricordiamo, sono da un anno Riserva MAB Unesco. E sono destinati a catalizzare nel contempo sempre più turismo di qualità: per la bellezza dei paesaggi, per il loro patrimonio storico e architettonico, per i prodotti tipici, come il vino Serprino, che sfrutta al meglio i terreni di origine vulcanica. Quel turismo che non si limita alle visite mordi e fuggi, ma vive e valorizza i luoghi”.

 

Riccardo Cavicchi, Direttore Generale di Delphi International, società incaricata dal Comune di Vo’ per l’organizzazione della manifestazione, ha spiegato come “l’uva, e il suo principale prodotto di trasformazione, il vino, verranno declinati attraverso le principali arti (musica, poesia, arti visive, cinema), accompagnando eventi di intrattenimento culturale alla degustazione dei principali vini del territorio, con un’attenzione particolare al Serprino. Porteremo avanti una vera e propria operazione di marketing territoriale. Il programma 2025 include, in particolare, il Villaggio DiVino, con degustazioni di Serprino e vini DOC/DOCG, concerti serali, laboratori per bambini, eventi artistici, come ‘Poesia nel Vino’ e la rassegna ‘CineVino’. Attività pensate per far vivere il territorio attraverso tutti i sensi, in un’esperienza immersiva. Dai trenini enologici tra le cantine, ‘Calici in Carrozza’, alla ‘Pigiatura dell’Uva’ per i più piccoli, dalla mostra delle uve ai concerti all’alba tra i vigneti, ogni angolo di Vo’ si trasformerà in palcoscenico per una narrazione collettiva fatta di paesaggio, gusto e condivisione. Nello specifico, ‘Calici in Carrozza’ rappresenta la grande novità di questa edizione: l’evento si configura come un percorso enologico itinerante di notevole interesse culturale e turistico, finalizzato alla valorizzazione del territorio dei Colli Euganei e delle eccellenze vinicole di Vo’. Durante l’esperienza, gli avventori potranno salire a bordo di un trenino adibito a mezzo di collegamento di cinque tra le storiche cantine della zona, seguendo un itinerario prestabilito che assicura la scoperta graduale e approfondita di ogni tappa. Il programma prevede soste di 30 minuti ad ogni fermata, durante le quali i partecipanti avranno l’opportunità di eseguire degustazioni guidate direttamente in cantina. Gli esperti enologi presenti illustreranno il percorso produttivo del vino, ponendo particolare attenzione alle denominazioni DOC e DOCG, e offrendo spunti di riflessione sulla tradizione, la tecnica e l’innovazione nel settore vitivinicolo locale”.

 

Mauro Delluniversità, Sindaco di Vo’, ha ricordato che “la manifestazione ha profonde radici storiche: dai tempi dei Romani, passando per i monasteri medievali, fino alla gloriosa epopea della Repubblica Serenissima. Ed è proprio sotto la Serenissima che Vo’ conosce un importante sviluppo agricolo e commerciale. La vite, durante il dominio veneziano, diventa simbolo di prestigio e qualità. Le nobili famiglie veneziane non venivano nei Colli solo per villeggiare: investivano, producevano, innovavano. E questo ci ha lasciato in eredità una cultura agricola profonda, che ancora oggi dà frutti”.

Il Primo cittadino ha spiegato che “a Vo’ la vite cresce su terreni di origine vulcanica, ricchi di minerali, ben drenati, che regalano uve concentrate, aromatiche, longeve. Il clima è mite, ventilato. E le esposizioni, spesso a Sud, fanno il resto. Ma, soprattutto, ci sono i nostri agricoltori, i viticoltori, le famiglie che curano ogni filare come un giardino. Non è un caso se il vino dei Colli Euganei, e quello di Vo’ in particolare, è sempre più apprezzato anche all’estero. Il nostro vino vulcanico ha conquistato palati esigenti e mercati di nicchia. Ma ciò che ci distingue non è solo il sapore, è l’autenticità. È la storia che quel bicchiere racconta. La Festa dell’Uva è arte popolare e identità collettiva ed è proprio questa autenticità che celebriamo ogni anno con la Festa dell’Uva. Un evento che è molto più di una sagra: è un rito collettivo, un’opera d’arte partecipata, un momento di intensa coesione intergenerazionale”.

“Enologia, gastronomia, turismo lento, rappresentano gli asset fondamentali per lo sviluppo del nostro territorio, ma è importante fare sistema, sinergia con i Comuni del Bacino termale”, ha chiosato Mauro Delluniversità.

Per Maurizio Biasio, assessore all’Agricoltura e alle Attività Produttive del Comune di Vo’, “sostenere questa manifestazione significa rafforzare le radici di un territorio che sa trasformare il frutto della terra in uno spettacolo”.

“La vendemmia non è solo raccolta – ha messo in chiaro l’assessore – È cultura, memoria, comunità. Rappresenta l’unione profonda tra uomo, natura e paesaggio, elementi che da secoli caratterizzano la nostra zona. Non a caso, proprio Vo’ e i Colli Euganei sono stati recentemente riconosciuti Patrimonio della Biosfera MAB UNESCO, per la loro capacità di coniugare attività agricola, sostenibilità e tutela dell’ambiente. Secondo i dati più recenti elaborati dal Consorzio e incrociati con Veneto Agricoltura, il valore dell’export delle aziende del comprensorio euganeo è cresciuto di circa +17% tra il 2020 e il 2024, a fronte di un numero crescente di riconoscimenti nazionali e internazionali. E Vo’, all’interno di questo quadro, gioca un ruolo centrale, anche grazie a un tessuto imprenditoriale agricolo fatto di giovani agronomi, imprenditori under 40, reti di impresa e ristoratori attenti. In questo contesto, la nostra Festa dell’Uva non è solo un evento popolare, ma un’espressione viva di un’identità produttiva e culturale unica in Italia. È un momento che sintetizza tradizione, comunità, futuro. Un evento che è simbolo di ciò che siamo stati, di ciò che siamo e di ciò che vogliamo diventare”.

“La nostra Festa non è folklore, ma cultura viva – ha detto Francesco Sinigaglia, presidente dell’associazione Mastri Carristi di Vo’ – Nei tre giorni che precedono la sfilata, oltre 200 volontari, uomini, donne, giovani e anziani, si prodigano spesso fino all’alba per attaccare a mano ogni singolo acino d’uva sui carri. Questo straordinario sforzo collettivo, oltre a rappresentare una sfida tecnica e artistica, è anche un momento di intensa socializzazione e coesione comunitaria, che rafforza il legame tra generazioni e tra cittadini. La nostra sfilata, che dura circa due ore, è un evento spettacolare: i carri si muovono, si aprono, si alzano, creando meraviglia tra il pubblico. Ogni carro è frutto di mesi di lavoro e quest’anno, per rendere ancora più magica l’esperienza, avremo anche una sfilata notturna, illuminata ad arte, che regalerà nuove emozioni. È in quel momento, tra applausi, sorrisi e occhi pieni di stupore, che noi carristi troviamo l’unica vera ricompensa: sentire che il nostro lavoro gratuito, volontario, artigianale ha toccato il cuore della gente. La tecnica che utilizziamo, arrivando in passato anche a 125 metri quadrati di uva su un singolo carro, tutta posizionata manualmente, è unica in Italia, fatta eccezione per pochissime altre realtà”.

Gianluca Carraro, presidente del Consorzio di Tutela dei vini dei Colli Euganei, ha posto l’accento sul fatto che “la Festa dell’Uva, di antica tradizione, è simbolo del territorio, il quale rappresenta un’unicità a livello regionale e nazionale: oltre a ricadere quasi interamente entro i confini del Parco regionale dei Colli euganei, da luglio 2024 è anche Riserva della Biosfera MAB Unesco ed abbina a questi ‘plus’ la varietà di suoli, di esposizioni, di versanti collinari, di microclimi, che consentono una viticoltura dalle caratteristiche straordinarie. Il nostro punto di forza è la biodiversità, che ci permette una viticoltura a basso impatto ambientale. Crediamo fortemente nella tutela del nostro ambiente e nello sviluppo dell’enoturismo, al quale contribuiamo con un Museo, allestito presso la sede consortile, dove il visitatore potrà conoscere la storia enologica e la realtà viticola dei Colli Euganei”.

“Come Consorzio – ha aggiunto il presidente – dallo scorso anno ci siamo dotati di un Piano Strategico triennale, che ha fatto seguito a un accurato studio delle nostre ampie produzioni. Questa Festa sarà l’occasione per offrire una importante vetrina a tutte le nostre produzioni di pregio, in particolare al Serprino, la nostra Glera declinata in versione frizzante, unicità veneta, ai Rossi bordolesi e al Fior d’Arancio”.