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Cestari (Lega – LV): «Taglio PAC, la scure dell’Europa sull’agricoltura del Polesine. Vicina a tutti gli imprenditori agricoli preoccupati per le decisioni della maggioranza di Ursula, urgente cambiare rotta»
Pubblicato il 30 Luglio 2025

Venezia, 30 luglio 2025 – «Aumento dei costi del 40% a causa dei dazi, e tagli dei pagamenti del 30%: è una situazione disastrosa quella che si prospetta per le aziende agricole del Polesine, se si dovessero concretizzare le previsioni di Confagricoltura Rovigo a seguito dell’aggiornamento della PAC, la Politica agricola comune 2820-2034. Una situazione insostenibile per tante, troppe aziende del nostro territorio che si troverebbero costrette a chiudere, schiacciate dal peso dei costi. L’UE torni sui suoi passi e conceda una boccata di aria fresca ai nostri imprenditori agricoli». A dirlo è Laura Cestari, consigliere regionale dell’Intergruppo Lega – Liga Veneta.

«Negli ultimi anni le sconsiderate politiche agricole europee hanno già messo a dura prova chi, con tanta fatica, cerca di portare avanti un’attività essenziale per il nostro sostentamento, nel rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie per cui l’Italia è universalmente riconosciuta. Ora, poi, con il taglio della PAC, rischia di dare il colpo di grazia al settore primario. Il rialzo dei prezzi dei prodotti agricoli rischia di avere delle conseguenze sulla catena degli approvvigionamenti. Ursula Von Der Layen, dopo aver mostrato una debolezza negoziale, ora però ha l’obbligo di invertire la marcia. Altro quindi che tagli alla PAC: bisogna sostenere il Made in Italy, non affossarlo. Servono risorse fresche per fare in modo che le nostre aziende siano più competitive. Gli americani fanno i loro interessi, Ursula invece non si capisce dove voglia andare a parare. La Lega, invece, una direzione ce la ha, ed è chiarissima: no tagli al bilancio, si ai sostegni per i nostri produttori. Come amministratori, non possiamo non schierarci al fianco dei nostri imprenditori agricoli, e ci faremo portavoce del loro grido disperato a Bruxelles. Non li lasceremo soli in questa lotta».