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Carni equine, Matteo Pressi (Stefani Presidente): “Dal divieto di commercializzazione impatto negativo sulla filiera e sui posti di lavoro. Il Parlamento sia prudente”
Pubblicato il 26 Marzo 2026
Venezia, 17 febbraio 2026 – “Una proposta di legge, quella depositata in Senato nella quale si chiede di vietare la macellazione dei cavalli, riconosciuti come animali da affezione e quindi giuridicamente non destinati alla produzione alimentare (No Dpa), che non condivido”, così Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini. Il testo presentato, appena incardinato in commissione Ambiente al Senato, introduce sanzioni pecuniarie e penali qualora il divieto di macellazione non venisse rispettato: reclusione fino a 3 anni e multe fino a 100 mila euro per chi alleva equini con tali finalità. “Si tratta di una norma – prosegue il capogruppo di Stefani Presidente, Matteo Pressi – foriera di ripercussioni negative sulla filiera della trasformazione e della commercializzazione di queste carni, che in Veneto e nella provincia di Verona ha una rilevanza maggiore rispetto ad altre zone d’Italia. Se, da un lato, sono chiare le finalità della norma all’esame del Parlamento, sotto alcuni profili condivisibili, dall’altro non può essere trascurata la circostanza per la quale nella nostra Regione sono presenti industrie trasformative che impiegano molti addetti, ad esempio nella produzione su scala industriale di sfilacci di cavallo e altri lavorati”, che ribadisce: “Il problema non riguarda unicamente la produzione industriale, anzi, non va sottovalutato l’impatto di tale scelta sulle attività ristorative e quindi sulle piccole attività commerciali, soprattutto veronesi, dove la carne di cavallo è presente in molti menù come piatto tipico. La scelta, quindi, deve essere ponderata con prudenza del Parlamento, coniugando i diversi interessi in gioco”, conclude Matteo Pressi, capogruppo Stefani Presidente in Consiglio regionale del Veneto.