Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com
PROGRAMMA POLITICO
Torna alle news
Carni equine, Corazzari (Lega – LV): “Le carni equine comprese quelle del “musso” che costituisce una delle basi tipiche della nostra cucina veneta non deve essere cancellata dalle nostre tavole”
Pubblicato il 26 Marzo 2026

Venezia, 02 marzo 2026 – “Chiedo assoluta prudenza al Parlamento ma soprattutto alla Commissione agricoltura della Camera che avrebbe iniziato nei giorni scorsi l’esame congiunto di quattro proposte di legge che vorrebbero cancellare l’utilizzo in cucina quindi la macellazione delle carni equine iniziando l’iter per la “tutela degli equidi e loro riconoscimento come animali di affezione”. Il riconoscimento degli equidi, quindi comprensivi di muli e asini oltre che dei cavalli, quali animali di affezione significherebbe equipararli a cani e gatti, vietandone di conseguenza la macellazione per mettere fine al loro consumo alimentare. Dai dati nazionali, nel 2025 sono stati macellati 20.643 cavalli e 2.118 asini. Quando si parla di animali da affezione per gli equidi, non si tiene conto che il divieto di commercializzazione avrebbe un impatto negativo sulla filiera e sui posti di lavoro in Veneto e in particolare nel Polesine dove la carne degli equidi fa parte della cucina tipica locale”. Lo scrive il consigliere regionale polesano di Lega – LV, Cristiano Corazzari. “Sono numerose infatti in provincia di Rovigo le macellerie equine, così come in tutto il Veneto e ci sono zone della nostra regione in cui le carni equine sono piatti tipici. Per il Polesine infatti il “il mussetto” è simbolo di tradizione centenaria e presente nei menù delle trattorie tipiche oltre che protagonista di una sagra storica, quella del Somarino di Runzi, e “piatto forte” di tante feste, da Bosaro a Canda. Un piatto che non deve scomparire solo perché per alcuni parlamentari gli equidi sono considerati solamente animali da affezione. destinato a scomparire? Il testo presentato, introduce persino sanzioni pecuniarie e penali qualora il divieto di macellazione non venisse rispettato: reclusione fino a 3 anni e multe fino a 100 mila euro per chi alleva equini con tali finalità. Una norma che potrebbe creare forti ripercussioni negative sulla filiera della trasformazione e della commercializzazione di tali carni, che in Veneto e nel Polesine hanno una rilevanza maggiore rispetto ad altre zone d’Italia. E non può essere trascurata la circostanza per la quale nella nostra Regione sono presenti industrie trasformative che impiegano molti addetti, ad esempio nella produzione su scala industriale di lavorati da carni provenienti da equidi”, prosegue il consigliere regionale polesano di Lega – LV, Cristiano Corazzari. “Pertanto non va sottovalutato l’impatto di tale scelta sulle attività ristorative e quindi sulle piccole attività commerciali, soprattutto veronesi, dove la carne di cavallo è presente in molti menù come piatto tipico. La scelta quindi deve essere ponderata con prudenza del Parlamento, coniugando i diversi interessi in gioco”, conclude Corazzari.