Venezia, 24 agosto 2026
“I risultati dello studio realizzato dalla Geriatria dell’Ospedale Ca’ Foncello e pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale sono motivo di grande orgoglio per la nostra sanità e dimostrano, ancora una volta, il valore delle professionalità che operano all’interno di Ulss 2 Marca Trevigiana”. Così Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto e componente della Quinta Commissione consiliare, commentando la pubblicazione dello studio sul programma strutturato di telemedicina dedicato ai pazienti molto anziani con scompenso cardiaco.
“La ricerca – spiega Barbisan – ha coinvolto 120 pazienti con un’età media di 89 anni e ha evidenziato risultati particolarmente significativi: un calo del 78% del rischio di rio spedalizzazione a 12 mesi, una riduzione del 64% della mortalità a un anno e del 77% a due anni. Il programma, attivo a Treviso dal 2023, integra controlli a distanza, contatti telefonici, video consulti, ottimizzazione delle terapie e educazione del paziente.
“Sono numeri che parlano da soli – prosegue Barbisan – e che confermano come la telemedicina non sia semplicemente una questione tecnologica, ma possa diventare un vero strumento di continuità assistenziale e presa in carico, soprattutto nei confronti delle persone più fragili. È esattamente nella capacità di innovare mantenendo al centro il paziente che dobbiamo continuare a investire”.
“Faccio i miei complimenti a Ulss 2 Marca Trevigiana, al Ca’ Foncello, al primario Andrea Rossi e a tutto il gruppo di professionisti e ricercatori che ha contribuito a questo risultato. La qualità della nostra sanità passa anche dalla capacità di sperimentare, misurare i risultati e trasformare le buone pratiche in modelli assistenziali strutturati. Come capogruppo della Lega – Liga Veneta e componente della Quinta Commissione consiliare – conclude Barbisan – continueremo a supportare e accompagnare questi percorsi, perché una sanità moderna deve saper coniugare prossimità, innovazione e qualità delle cure. Quando un progetto permette di ridurre i ricoveri e, soprattutto, di migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita delle persone anziane e fragili, abbiamo il dovere di sostenerlo e farlo crescere”.
