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Barbisan (Lega-LV): “Oltre 260 milioni di euro per la sicurezza del territorio. La sinistra promette miliardi senza dire dove trovarli, noi chiediamo più autonomia e più risorse per il Veneto”
Pubblicato il 7 Luglio 2026

Venezia, 7 luglio 2026

“Con l’approvazione del Piano triennale dei lavori pubblici 2026-2028 il Consiglio regionale ha dato il via libera a oltre 260 milioni di euro di investimenti destinati alla sicurezza del territorio, alla difesa idrogeologica, alla manutenzione del patrimonio regionale e delle infrastrutture. È un piano concreto che mette al primo posto la tutela dei cittadini e la prevenzione, programmando interventi indispensabili per affrontare le sfide che il cambiamento climatico impone ai nostri territori”. Lo dichiara il capogruppo della Lega-Liga Veneta in Consiglio regionale, Riccardo Barbisan.

“Le opposizioni – commenta Barbisan – parlano di un piano insufficiente e chiedono nuovi miliardi per ulteriori opere. È una posizione facile da sostenere quando non si spiega mai dove reperire le risorse. La loro ricetta è sempre la stessa: più spesa pubblica senza affrontare il tema di come finanziarla, con il rischio concreto di scaricare il costo sui cittadini attraverso nuove tasse”.

“Il Veneto, invece, ha dimostrato negli anni di aver fatto una scelta precisa: investire nella prevenzione e nella sicurezza del territorio. È una strategia che ha portato risultati concreti. Grazie ai tanti interventi realizzati nel tempo sulla difesa idraulica, sulla manutenzione dei corsi d’acqua, sui bacini di laminazione e sulla mitigazione del rischio idrogeologico, la nostra Regione ha saputo affrontare gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni con una capacità di risposta che è stata riconosciuta come tra le più efficaci del Paese. Basta confrontare quanto accaduto in Veneto con le gravi difficoltà registrate in altre realtà italiane, come l’Emilia-Romagna, per comprendere quanto siano fondamentali la programmazione e gli investimenti nella prevenzione – dichiara Barbisan -“.

“Questo non significa che il lavoro sia concluso, anzi. Proprio perché il cambiamento climatico rende sempre più frequenti eventi eccezionali, occorre continuare a investire e accelerare gli interventi. Ma per farlo non serve aumentare la pressione fiscale sui veneti. Per la Lega – aggiunge Barbisan – la strada è un’altra: consentire al Veneto di trattenere una quota maggiore delle risorse che produce. Ogni anno la nostra Regione versa allo Stato un enorme residuo fiscale che non ritorna ai territori in misura adeguata. Se anche solo una parte di queste risorse rimanesse in Veneto, potremmo finanziare molte più opere pubbliche, rafforzare la sicurezza del territorio, realizzare nuove infrastrutture strategiche e sostenere lo sviluppo senza chiedere un euro in più a famiglie e imprese. È questa la vera differenza tra la nostra visione e quella della sinistra. Noi crediamo nell’autonomia come strumento per dare al Veneto le risorse necessarie a programmare il proprio futuro. Loro chiedono più spesa, noi chiediamo che ai veneti venga restituita una parte maggiore di quanto ogni anno producono con il loro lavoro”.

“Questo Piano – conclude Barbisan – rappresenta un passo importante e responsabile, costruito sulle risorse realmente disponibili. Continueremo a batterci affinché il Veneto possa disporre di strumenti finanziari ancora più forti grazie all’autonomia. Le risorse per realizzare le opere che servono ci sono già: sono quelle che oggi lasciano il Veneto e che devono tornare ai cittadini veneti, non nuove tasse”.