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Barbisan (Lega-LV): “Medicina generale: il Veneto fa da apripista. Raddoppiare le borse è una scelta lungimirante. Ora diventi un modello nazionale”
Pubblicato il 23 Luglio 2026

Venezia, 23 luglio 2026

 

“Ancora una volta il Veneto dimostra di saper anticipare i problemi e mettere in campo risposte concrete. La scelta della Regione di raddoppiare il valore delle borse di formazione per i futuri medici di medicina generale è un investimento importante sui giovani professionisti, sulla sanità territoriale e, soprattutto, sul futuro del nostro sistema sanitario. I complimenti alla Giunta regionale, al presidente Alberto Stefani e all’assessore alla Sanità, Gino Gerosa per una decisione lungimirante che oggi viene indicata come esempio anche a livello nazionale”. Lo dichiara Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto, commentando il riconoscimento espresso dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri nei confronti della scelta della Regione Veneto di incrementare le borse destinate ai medici che frequentano il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale.

 

“Parliamo – prosegue Barbisan – di uno stanziamento complessivo di 4,5 milioni di euro per il triennio 2026-2028, che consente di aumentare ogni singola borsa di oltre 12 mila euro lordi, arrivando sostanzialmente a raddoppiarne il valore. È una risposta concreta a un problema che riguarda tutto il Paese: la necessità di rendere sempre più attrattiva la professione del medico di medicina generale e di garantire un adeguato ricambio generazionale”.

 

“Il medico di medicina generale – commenta Barbisan – rappresenta il primo e fondamentale punto di riferimento sanitario sul territorio per i cittadini e costituisce uno dei pilastri della sanità di prossimità. Investire sulla formazione di nuovi medici di medicina generale significa rafforzare la presenza sanitaria nei nostri territori, garantire maggiore continuità nell’assistenza e costruire oggi le risposte alle esigenze sanitarie dei prossimi anni”.

 

“È particolarmente significativo – sottolinea il capogruppo – che anche la FNOMCeO abbia definito lungimirante la scelta del Veneto, auspicando che venga estesa a livello nazionale. Quando una buona pratica nata nella nostra Regione viene indicata come modello per tutto il Paese, significa che la strada intrapresa è quella giusta”.

 

“Il Veneto – aggiunge Barbisan – ha scelto di agire concretamente, investendo risorse proprie per valorizzare chi decide di dedicarsi alla medicina generale. Una scelta che guarda al futuro della nostra sanità e che riconosce il ruolo fondamentale dei medici di medicina generale nella presa in carico dei cittadini e nel rafforzamento dell’assistenza territoriale”.

 

“Ora auspichiamo che questo segnale venga raccolto anche a livello nazionale e possa diventare una misura strutturale per tutto il Paese. Il Veneto ancora una volta fa da apripista: dalle buone pratiche della nostra Regione può nascere un modello capace di rafforzare e migliorare la sanità dell’intero Paese”, conclude Barbisan.