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Aggressione agli agenti di polizia – Finco (LN): «Oltre all’incolumità fisica, se si difendono i poliziotti rischiano di dover affrontare processi lunghi e costosi. Eppure il governo aveva impugnato la legge veneta per il patrocinio legale»
Pubblicato il 8 Ottobre 2019

Venezia, 8 ottobre 2019 – «A Chioggia un 59enne appena scarcerato, rifiutandosi di sottoporsi a un tso (trattamento sanitario obbligatorio), ha accoltellato due agenti; a Belluno un carcerato ha aggredito i poliziotti che lo avevano salvato da un tentativo di suicidio; a Venezia tre uomini della Polfer sono finiti in ospedale dopo l’aggressione di un senza fissa dimora. E non c’è neanche bisogno di ricordare quanto accaduto venerdì a Trieste, dove due agenti sono stati uccisi da un uomo che avevano fermato e che, negli anni passati, aveva già vissuto nel Trevigiano e nel Bellunese. Sono solamente alcuni degli episodi di violenza nei confronti di poliziotti avvenuti nelle ultime settimane. I casi di uomini delle forze dell’ordine aggrediti, anche brutalmente e con conseguenze irreparabili, sono purtroppo in aumento, come denunciano i sindacati della Polizia di Stato. E questi numeri, già drammatici per l’incolumità fisica, sono amplificati dall’impossibilità per gli agenti stessi di difendersi, pena essere additati come violenti e prevaricanti e affrontare procedimenti penali e civili che, oltre ad essere umanamente impegnativi, sono anche economicamente costosi. Ecco perché avevamo proposto, già nel 2016, il patrocinio gratuito per gli appartenenti alle forze dell’ordine destinatari di provvedimenti legali per scelta intraprese durante azioni di contrasto alla criminalità. Il provvedimento era stato inserito come emendamento al Bilancio della Giunta regionale del Veneto, salvo poi essere impugnato e bloccato dal governo. Una decisione che francamente, a distanza di tre anni, ci sembra ancora assurda». Così Nicola Finco, capogruppo in Consiglio regionale del Veneto della Lega, commenta i dati sulle aggressioni agli agenti di polizia diffusi oggi dalla stampa a seguito degli ultimi episodi di violenza.

«Parliamo di circa 200 aggressioni nel solo 2019 –  continua Finco -. Dati sconvolgenti, soprattutto se si considera che i poliziotti, il più delle volte, sono impossibilitati a difendersi. E se provano a prevenire azioni violente con il semplice uso di fascette per bloccare soggetti ritenuti pericolosi, devono poi far fronte ad accuse pesantissime di violenza. Anche l’uso del taser, che era partito come sperimentazione in molte città d’Italia, potrebbe aiutare moltissimo. Eppure ad oggi gli agenti non dispongono di questi strumenti. Tutto questo testimonia ancora una volta, purtroppo, che siamo nel paese del Bengodi, un paese in cui i criminali possono fare quello che vogliono, tutelati dal fatto che le conseguenze per loro sono minime, mentre per gli agenti sarebbero enormi. La politica, invece di istituire il reato di tortura per tutelare i malviventi, come fatto dal governo Gentiloni, dovrebbe fare molto di più per tutelare chi ci protegge, altrimenti rischiamo di dover piangere ancora molti, troppi agenti».